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Polemiche e multe per l'ordinanza "anti cani" a Savona

Cronaca
foto di archivio Getty Images

Non basta più rimuovere e pulire le «deiezioni e minzioni» dei propri animali. La sindaca della città ligure predispone un'ordinanza per evitare che i cani sporchino le strade del centro storico

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Eliminare le tracce di pipì del proprio cane non è più sufficiente. La discussa ordinanza di fine dicembre della sindaca di Savona, Ilaria Caprioglio, vietava ai cani di fare i propri bisogni nelle vie centrali della città e prevedeva che i padroni degli animali rimuovessero i bisogni del cane con acqua o detergenti appositi. Ma ora la pulizia non basta più. E le multe sono salate: fino a 500 euro. 

Numeri dell’anagrafe canina alla mano, la Caprioglio ha lamentato una sporcizia eccessiva a ridosso dei principali monumenti della città e ha puntato il dito contro i “bisognini” di oltre 6000 cani registrati che producono circa 8mila litri di urina.

Nell’ultimo Consiglio comunale i 5Stelle hanno presentato una mozione che, oltre al ritiro dell’ordinanza, richiedeva la sistemazione delle aree canine in città, assicurandone la pulizia periodica e disinfezione e pubblicando sul sito del Comune la data dell’ultima pulizia. La mozione è stata bocciata e sostituita con una presentata dalla maggioranza di centrodestra che ha comunque confermato il divieto.

Le polemiche di cittadini e associazioni animaliste

Critiche le associazioni animaliste che, secondo il Secolo XIX, minacciano ricorso al Tar. La sindaca di Savona si è detta in contatto con gli enti di tutela degli animali. «Tra Enpa e Comune non c’è stato nessun accordo - ha però dichiarato Gianni Buzzi, vicepresidente dell'Ente protezione Animali di Savona - semplicemente c’è un dialogo aperto che non ha portato, ad ora, nessun risultato ».

Molti proprietari, circa un centinaio, si sono presentati davanti alla sede comunale in modo pacifico, con gli amici a 4 zampe al seguito. All’uscita del Consiglio la sindaca è stata accolta da cori di contestazione e cani che abbaiavano.

Nonostante il gran trambusto, è stata irremovibile la decisione sui divieti che, anzi, interesserà probabilmente anche altre aree cittadine, non solo le vie del centro storico.

Eppure la Liguria non molto tempo fa si è mostrata molto sensibile agli animali. A Genova lo scorso gennaio l’assessore comunale alla cultura Elisa Serafini (centrodestra) ha permesso ai dipendenti di portare i loro cani nelle stanze di Palazzo Ducale. E il progetto in primavera potrebbe interessare anche i locali dei musei genovesi.