Foresta blu

Un viaggio in tre tappe alla scoperta della Posidonia oceanica,

il polmone del Mediterraneo

L’aspetto è quello di un’alga. Invece è una pianta. Non una pianta qualunque. È la pianta più utile di cui, forse, non avete ancora sentito parlare. Eppure, secondo alcuni, è l’organismo vivente più vecchio al mondo: esisterebbe da centinaia di migliaia di anni. Oggi però è a rischio e il rischio, come sempre in queste cose, ricade su di noi. Si chiama Posidonia Oceanica e in questo viaggio in tre tappe, vi racconteremo di un progetto chiamato “Foresta Blu” che ha l’obiettivo di curare questo polmone del Mediterraneo. Una campagna lanciata da Coop in collaborazione con Lifegate, le Università di Genova e di Bari.

Il progetto

Si parte tra maggio e giugno con 200 metri quadrati di posidonia reimpiantata a largo dell’Isola di Bergeggi, Area Marina Protetta in provincia di Savona, habitat preservato e ideale per l’attecchimento di nuove praterie. Realizzata in collaborazione con l’Università di Genova e la professoressa Monica Montefalcone, e con il supporto tecnico dell’ISSD, coordinato dal suo direttore Stefano Acunto, l’operazione consiste nell’utilizzo dell’innovativa tecnica di impianto ideata proprio dall’International School for Scientific Diving. Una tecnica sostenibile che prevede l’installazione sul fondale di reti in biostuoie di cocco per ripristinare porzioni di posidonieti degradati. Sopra a queste biostuoie vengono innestate talee di posidonia recuperate da spiaggiamenti o strappate da attività antropiche e poi inizia il monitoraggio sull’ attecchimento per i 24 mesi successivi. Un habitat, quello dell’Area Marina Protetta di Bergeggi, gestita dal Comune di Bergeggi e diretta da Davide Virzi, caro a questa pianta marina che già nel 2023 ha superato la sperimentazione di un impianto attecchito per oltre il 70% della superficie dopo 12 mesi.  Stesso iter si seguirà nel 2025 davanti l’Isola d’Elba. Con lo stesso team di lavoro, a settembre 2024 saranno individuate e monitorate le aree dove sorgono praterie di posidonia in regressione e, nel 2025, avverrà la riforestazione di 100 metri quadrati di posidonia e il posizionamento di un campo boe in grado di garantire la protezione in superficie e scongiurare così ancoraggi troppo invasivi per il fondale marino.

Discorso diverso quello dell’Adriatico dove la posidonia, sparita da gran parte del medio Adriatico, si localizza nella zona Sud del mare, di fronte alle coste della Puglia. In collaborazione con un team di ricercatori dell’Università di Bari, nelle acque di Monopoli, Torre Guaceto e Savelletri, si procederà agli inizi di luglio 2024 al monitoraggio scientifico dei tre grandi posidonieti presenti per verificare lo stato di regressione o conservazione di praterie già esistenti e si godrà della presenza della barca a vela Anywave per sviluppare un’azione di conoscenza e sensibilizzazione sul tema.

Tappa 1 - Bergeggi

Al largo di Bergeggi

Iniziamo da Bergeggi, in provincia di Savona. È qui che inizia Foresta Blu, la campagna per il monitoraggio, il ripristino e la protezione di tratti di praterie di Posidonia oceanica. Siamo al largo dell’Isola di Bergeggi, Area Marina Protetta in provincia di Savona, habitat preservato e ideale per l’attecchimento di nuove praterie di Posidonia.

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Tappa 2 - La Puglia

Tappa a Brindisi

A differenza del Tirreno, nell’Adriatico la posidonia, per le sue particolari esigenze di vita, è presente solo a partire dalle coste della Puglia e non si spinge più a nord delle isole Tremiti. Per questo, grazie alla collaborazione con un team di ricercatori dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, guidato da Giovanni Chimienti, ricercatore in Ecologia presso il Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente, e Andrea Tursi, dottorando di ricerca presso lo stesso dipartimento, sono stati già individuati nei mari di fronte Monopoli, Torre Guaceto e Savelletri, delle grandi praterie di posidonia minacciate dagli ancoraggi, da monitorare.

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Tappa 3 - L'isola d'Elba

in collaborazione con