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Drigo sostituisce la chitarra col pennello: per la Protezione Civile

Musica

Fabrizio Basso

Drigo abbandona (provvisoriamente) la chitarra, torna artista e lo fa per la Protezione Civile: è stata realizzata una bella tiratura limitata di serigrafie di due suoi disegni che saranno offerte online in cambio di donazioni

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Da tempo ne parlavamo e ora il momento è giunto anche perché Drigo, fresco per altro di compleanno lo ascorso 6 maggio, ha trovato il giusto compagno di viaggio in questa iniziativa benefica. Si tratta di Else Edizioni, un laboratorio di stampa specializzato in serigrafie d'arte. Dalla sua copiosa produzione Enrico Salvi, questo il suo nome all'anagrafe, ha scelto due opere cui è particolarmente legato che verranno personalizzate per ognuno degli appassionati che faranno la donazione. Se sei interessato, scrivi subito una mail a disegnididrigo@gmail.com per ricevere tutti i dettagli e il modulo per la tua prenotazione. L’operazione si apre oggi e si concluderà alle 24 del prossimo lunedì 18 maggio.

Il suo ingresso nella pittura professionistica Drigo me lo descrive con una parabola: "Una persona viveva nel timore di non essere all'altezza di Dio. Una mattina si sveglia illuminato da un sogno: Dio non è una entità giudicante. Se tu sei utile al prossimo avrai un ritorno. Questo essere umano al risveglio è così felice per il viaggio onirico che sbaglia ad abbottonarsi la camicia e, addirittura, si mette le scarpe al contrario. Ha condiviso questa gioia e ciò fa stare bene le persone". Dopo arriva la folgorazione che passa attraverso un libro illustrato sui Beatles con protagonista Yellow Submarine: "Tutti quei colori e quelle immagini surreali erano terreno fertile per la mia fantasia. La biblioteca mi chiedeva di restituirlo, io lo consegnavo e lo facevo riprendere da mio fratello. Questo per dire che la penna è arrivata prima della chitarra".

Drigo inizia a disegnare e a dipingere per il suo piacere personale. Ha sempre con sé uno zaino con matite, carta, pennarelli e quaderni. Tempo addietro è stato invitato a una esposizione a Rimini e il suo dubbio fu: "Che ci faccio io tra Guercino, Piero della Francesca e Picasso?". Andò benissimo e Drigo, sempre più affascinato da quekl mondo figurato e colorato, ha letto decine di biografie che lo hanno convinto a rivelarsi: "Io giro il mondo e la mia energia positiva lo gira con me. Provo uno stupore continuo. Fermo una sensazione, una situazione, un volto e ne faccio figura sulla carta che ho con me. In 10, 15 secondi ho il tratteggio, poi magari ci torno sopra con i colori". La sua idea di arte non è legata al reale ma a qualcosa che porta a sognare. A proposito di sogni uno speciale è legato a quando ha visto il primo quadro di Vincent Van Gogh: "Rischiai l'arresto poiché per prolungare il sogno volevo toccare la tela e rubarne un frammento". Nelle sue opere Drigo innesta l'armonia del tempo e l'armonia dell'azione che si sviluppa intorno: "Il tratto del disegno equivale al tocco delle corde della chitarra, un movimento rapido e immediato. Il colore è il suono".