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Omaggio a Bernardo Bertolucci su Sky Cinema Due

Cinema

Il 26 novembre 2018 ci ha lasciato Bernardo Bertolucci, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano. In occasione del primo anniversario della sua morte Sky Cinema Due gli rende omaggio con quattro sue opere in programmazione tra martedì 26 e giovedì 28 novembre.

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OMAGGIO A BERNARDO BERTOLUCCI

Sky Cinema Due, da martedì 26 a giovedì 28 novembre

A 1 anno dalla morte, Sky Cinema Due rende omaggio al grande maestro del cinema italiano Bernardo Bertolucci che si è spento il 26 novembre 2018. Amato in Italia e all’estero, vantava tra i tanti riconoscimenti ottenuti tra cui il Leone d'oro alla carriera al Festival di Venezia 2007 e la Palma d'Oro onoraria al Festival di Cannes 2011 e gli Oscar® per la miglior regia e la miglior sceneggiatura non originale nel 1988. Sono quattro le sue opere previste in programmazione. Martedì 26, giorno della ricorrenza, apre alle 19.00 IL CONFORMISTA, capolavoro con Jean-Louis Trintignant e Stefania Sandrelli, tratto dal romanzo di Alberto Moravia, per cui Bertolucci fu nominato agli Oscar® 1972 per la miglior sceneggiatura non originale; è previsto alle 21.15 NOVECENTO - ATTO I, il grande affresco della storia italiana del ventesimo secolo con Robert De Niro e Gérard Depardieu. Mercoledì 27 alle 21.15 prosegue l’epopea con NOVECENTO ATTO II. Giovedì 28 alle 21.15 chiude l’omaggio il capolavoro di Bertolucci che ha dato scandalo e gli aveva fatto guadagnare la nomination all’Oscar® per la miglior regia nel 1974, ULTIMO TANGO A PARIGI, con Marlon Brando, candidato all'Oscar®, nei panni di un vedovo dedito all'alcol che inizia una morbosa storia di sesso con una giovane parigina, Maria Schneider.

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Nato nei dintorni di Parma il 16 marzo 1941 in una famiglia di artisti – il padre Attilio era poeta, il cugino Giovanni produttore e il fratello Giuseppe regista – Bernardo Bertolucci è (ahimè) stato uno sceneggiatore e produttore cinematografico, ma soprattutto uno dei maggiori registi cinematografici italiani.

La sua visione inconfondibile è stata la lente attraverso cui abbiamo osservato la vita dei personaggi dei suoi film, che, tra gli altri, gli sono valsi anche due premi Oscar (miglior regista e miglior sceneggiatura non originale) nel 1988 con L’ultimo imperatore, film che vinse in tutto ben nove statuette: regia, sceneggiatura non originale, fotografia, montaggio, musica, scenografia, costumi e sonoro.

Bertolucci si era avvicinato al cinema facendo da assistente ad un altro nome sacro della cinematografia italiana del ‘900, Pier Paolo Pasolini, per poi iniziare una carriera propria.

Quello del regista era un vero istinto per il cinema, più di un’attitudine, qualcosa che, in qualche modo, veniva prima di lui. Lo si può notare ascoltandolo nelle interviste che ci ha lasciato: il suo ragionare per immagini è qualcosa di naturale e sorprendente. Il cinema era la sua lingua.

Si era iscritto alla facoltà di Lettere moderne a Roma, dedicandosi alla poesia, provando a seguire le orme del padre, ma nonostante i buoni risultati ottenuti, si è ben presto reso conto che il suo posto era dietro la macchina da presa. Così, è tornato al cinema, riprendendo a praticare quell’arte che aveva già sperimentato anni prima, quando aveva girato i suoi primi cortometraggi con una cinepresa 16 mm. È a questo punto che ha iniziato a lavorare con Pasolini, facendogli da assistente in Accattone. Non passò poi molto tempo e firmò il suo primo lungometraggio, La commare secca, su soggetto proprio di Pasolini. Era il 1962.

Tra quell’anno e il 2018, anno della scomparsa del regista, c’è di mezzo tutto il suo mondo, fatto di inquadrature incredibili, storie appassionate e personaggi inquieti e tormentati.

Fa male sapere che Bernardo Bertolucci, prima di morire, stava pensando ad un nuovo film e non lo ha potuto realizzare, ma fa bene pensare ai capolavori che ci ha lasciato. Vediamo insieme i suoi cinque film più significativi.

 

IL CONFORMISTA (1970)

Tratto dal romanzo omonimo di Alberto Moravia, Il Conformista è considerato da molte persone il capolavoro di Bernardo Bertolucci. In epoca fascista, Jean-Louis e Trintignant Stefania Sandrelli sono i protagonisti di una vicenda che è stata definita dal regista come una catarsi alla rovescia, quindi negativa, perché nel male invece che nel bene. Il protagonista si colpevolizza per un delitto che ha commesso durante la sua infanzia e per questo si sente diverso dagli altri, vivendo un’esistenza inquieta. Bertolucci ha spiegato che il film, però, si distacca dall’opera di Moravia, perché lui trae conclusioni diverse da quelle dello scrittore. Nel romanzo è presente l’elemento del destino, proprio come succede nelle tragedie classiche, mentre nel film scompare e la sua funzione viene assunta dall’inconscio del personaggio.

 

NOVECENTO (1976)

Quattro chilometri di carrellate, un anno di riprese, cinque ore di film. Sono impressionanti, ma non bastano per descrivere Novecento. Probabilmente niente è abbastanza, se non la visione, di questo film colossal che, in due atti, racconta quarantacinque anni storia italiana, dal 1901 al 1945 durante i quali ai fatti storici si sovrappongono le vicende di tre generazioni. I protagonisti sono Robert De Niro e Gérard Depardieu, che danno vita a Alfredo e Olmo. Prima bambini e poi adulti, sono i due uomini appartenenti a classi sociali diverse legati da un’insolita amicizia, di cui Novecento racconta la storia.

A inizio anni ’90 Bertolucci aveva annunciato che avrebbe girato la terza parte della storia, che sarebbe dovuta arrivare fino alla fine degli anni ’70, ma in realtà il film non ha mai visto la luce.

 

ULTIMO TANGO A PARIGI (1972)

Film scandalo di Bernardo Bertolucci, Ultimo tango a Parigi ha portato sul grande schermo la storia di due anime tormentate, che si ritrovano in un appartamento parigino in cui Eros e Thanatos si scatenano trasformando la spoglia abitazione nel loro luogo di evasione dalla realtà.

Maria Schneider e Marlon Brando sono i protagonisti del film, che scatenò la censura portando il regista a perdere il diritto di voto per offesa al pudore, con l’accusa di esasperato pansessualismo. La cassazione confermò la condanna a quattro mesi di carcere con la condizionale per il regista, ma anche per Marlon Brando e per il produttore Alberto Grimaldi. La vicenda umiliò profondamente il regista, che scoprì di aver perso i diritti civili quando non gli arrivò il certificato elettorale. Inoltre, tutte le copie della pellicola vennero distrutte, tranne una, che fu salvata grazie all’intervento del Presidente della Repubblica. Una vicenda molto triste, che fortunatamente si risolse con riabilitazione del film nel 1987.

 

THE DREAMERS (2003)

Un altro appartamento di Parigi è l’ambientazione di The Dreamers, penultimo film di Bernardo Bertolucci, che vede protagonisti Michael Pitt, Eva Green e Louis Garrel, nei panni di tre giovani appassionati di cinema che formano un sensuale triangolo amoroso. Americano il primo, gemelli parigini gli altri due, si muovono in un’atmosfera quasi onirica nella Parigi del 1968. I gemelli sono rimasti soli a casa e la loro abitazione si trasforma in quel modo che solo l’assenza dei genitori sa creare, quando la casa rimane identica ma tutto assume un aspetto differente, portato qui all’estremo.

Degna di nota è sicuramente l’incredibile quantità di citazioni di altri film contenuta in The Dreamers, che a volte vengono mostrati direttamente in parallelo con scene del film, mentre altre sono evocate nei modi più svariati, dai poster sulle pareti alle inquadrature.

 

IO E TE (2012)

A quasi dieci anni da The Dreamers, ambientato in un appartamento, per il suo ultimo film Bertolucci si sposta in una cantina, altro luogo chiuso, e mantiene come protagonisti ragazzi adolescenti o poco più, un tipo di personaggio con cui si trovava molto a suo agio, in quanto nell’età in cui si pensa di poter cambiare il mondo. Io e te, tratto dall’omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti, è un film quasi claustrofobico, che racconta la solitudine di due fratelli, Lorenzo e Olivia (Jacopo Olmo Antinori e Tea Falco), che si rifugiano in una cantina, dove il ragazzo si nasconde fingendo di essere in settimana bianca con la scuola e Olivia arriva in cerca di alcune sue cose. Lì dentro impareranno a conoscersi davvero e si confideranno le proprie paure e i propri problemi.

Io e te è un film che si è caricato di ulteriore significato dopo la morte del regista, in quanto sua ultima opera, ma merita di essere visto anche per la tenerezza della storia, per la bravura degli attori, per le inquadrature con cui Bertolucci li indaga e, non ultima, la meravigliosa interpretazione di David Bowie di Ragazzo solo, Ragazza sola, che fa da sottofondo alla scena più bella del film.