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Trapianti, una nuova tecnica “ripara” i polmoni non idonei

Salute e Benessere

Grazie al metodo della “circolazione crociata”, è possibile migliorare le condizioni degli organi collegandoli per 24 ore al circolo sanguigno dei maiali

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I ricercatori della Vanderbilt University, di Nashville e della Columbia Engineering University hanno scoperto che è possibile riparare i polmoni danneggiati connettendoli al circolo sanguigno dei maiali per 24 ore. Questo metodo, noto come circolazione crociata, aiuta il recupero funzionale e anatomico degli organi, rendendoli potenzialmente idonei per i trapianti. La speranza degli esperti è che questa tecnica possa portare al 40-50% la percentuale di polmoni donati trapiantabili (attualmente ferma al 20%). Si tratterebbe di un passo avanti importante nel trattamento dei pazienti con gravi disfunzioni respiratorie, spesso costretti a lunghe attese e inseriti in liste d’attesa “infinite”.

 

Lo svolgimento dello studio

 

Nel corso della loro ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati sulle pagine della rivista specializzata Nature Medicine, gli esperti guidati da Matthew Bacchetta hanno studiato l’efficacia della tecnica su cinque polmoni umani giudicati inadatti al trapianto e quindi donati per la ricerca. Gli organi sono rimasti connessi al circolo sanguigno di alcuni maiali per 24 ore. Per proteggere i polmoni da eventuali reazioni immunitarie, i maiali sono stati trattati con farmaci anti-rigetto prima dell’esperimento. Dopo 24 ore di connessione gli organi sono risultati più sani e più funzionali. 

 

I benefici della circolazione crociata

 

“Per coloro che lavorano  a stretto contatto coi pazienti ogni giorno esiste l’urgenza di migliorare la qualità degli organi, la loro disponibilità e l’accesso dei pazienti”, spiega Bacchetta. “La circolazione crociata potrebbe migliorare la condizione di carenza di organi, cosicché molti pazienti gravi possano beneficiare del trapianto”, conclude l’autore dello studio. Nella fase successiva dello studio, i ricercatori valuteranno l’eventuale presenza nei polmoni di cellule di maiale (o altri residui) in seguito alla circolazione crociata, che può essere pericolosa per il paziente che riceve il trapianto. Inoltre, gli esperti pianificano di testare questa metodologia anche con altri organi, come il fegato, il cuore e i reni.