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Voli di Stato, la Procura di Roma chiede l’archiviazione per Matteo Salvini

Lazio
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Durante il mandato al Viminale del leader della Lega sarebbero stati rispettati "i criteri di economicità, i criteri celerità di spostamento e di impiego razionale delle risorse" e sempre "nell'esercizio delle proprie funzioni di ministro dell’Interno"

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La procura di Roma ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta relativa ai voli di Stato effettuati dall’allora ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Durante il suo mandato al Viminale, infatti, sarebbero stati rispettati "i criteri di economicità, celerità di spostamento e di impiego razionale delle risorse" e sempre "nell'esercizio delle proprie funzioni di ministro dell’Interno". Per i pm, non ci sarebbe alcun abuso né danno erariale, perché i costi sostenuti "non appaiono essere palesemente superiori a quelli che l'amministrazione dell'Interno avrebbe sostenuto per il legittimo utilizzo di voli di linea da parte del ministro e di tutto il personale trasportato al suo seguito".

La nota della Lega

La richiesta della procura, fa sapere la Lega, spazza via i dubbi sui voli effettuati da Salvini con mezzi del Dipartimento di Pubblica Sicurezza o dei Vigili del Fuoco. Era tutto perfettamente in regola - prosegue il Carroccio - come l'allora ministro aveva subito spiegato, nonostante un'inchiesta giornalistica avesse insinuato il contrario. Nel maggio 2019 la vicenda era finita su tutti i media, diventando argomento di duro scontro politico e materia per la magistratura. L'analisi della documentazione "ha confermato che l'utilizzo dei velivoli è avvenuto da parte dell'Onorevole Salvini nell'esercizio delle proprie funzioni di ministro dell'Interno, circostanza che impone di tener conto anche dei dispositivi di protezione eccezionale (primo livello) di cui tale autorità è destinataria”, si legge ancora nella nota della Lega. La Procura ha anche ricordato che per il corretto utilizzo di questi voli "occorre garantire un numero minimo di prove di volo con addestramento dell'equipaggio" e che "la procura della giustizia contabile ha escluso la ricorrenza di elementi sufficienti a sostenere in giudizio una contestazione di responsabilità amministrativa, in relazione alla ritenuta impossibilità di dimostrare la sussistenza di un danno erariale".