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Di Maio: "No a un Nazareno bis". Salvini: "Una presidenza va al M5S"

Politica

Accordo lontano per le elezioni dei presidenti di Camera e Senato. I cinque stelle si rifiutano di incontrare Berlusconi. Martina: situazione bloccata non per colpa del Pd. Giorgetti eletto a capo dei deputati della Lega

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È impasse sui presidenti di Camera e Senato alla vigilia dell'insediamento del Parlamento della legislatura numero 18 (LO SPECIALE). Ancora nessun accordo, quindi, sui nomi, anche se la legislatura dovrebbe partire domani proprio con l'elezione delle due cariche che guideranno le Camere. Il M5s, tramite Di Maio, dice "No a un Nazareno bis" e definisce il candidato del centrodestra al Senato, Paolo Romani, "invotabile". Intanto, dal leader della Lega Matteo Salvini, arriva la disponibilità a riconoscere ai Cinque Stelle la presidenza di una delle Camere "per rispetto del voto degli italiani".

La partita sui capigruppo

Al momento, Forza Italia, Lega e M5s hanno già indicato quali saranno i capigruppo. Nel Pd è invece ancora in corso una trattativa interna, con l'ex segretario Matteo Renzi che punterebbe a mantenere un 'controllo' sul partito attraverso le figure dei capigruppo, ma le altre 'anime' dem preferirebbero figure meno 'renziane'.

M5S

Già a poche ore dai risultati elettorali, il leader pentastellato Luigi Di Maio ha indicato come futuri capigruppo Danilo Toninelli al Senato e Giulia Grillo alla Camera. Manca solo l'ufficialità che avverrà con l'elezione da parte dei rispettivi gruppi parlamentari. I due futuri presidenti dei gruppi, di fatto, stanno già svolgendo a pieno regime il loro ruolo, tanto più dopo aver ricevuto l'incarico sempre da Di Maio di condurre le trattative con le altre forze politiche sulle presidenze della Camere.

Forza Italia

Anche il partito di Silvio Berlusconi ha già disbrigato la pratica. Il leader azzurro ha infatti confermato i capigruppo uscenti, Paolo Romani al Senato e Renato Brunetta alla Camera, almeno in questa prima fase delicata di trattative e avvio della legislatura. Anche per loro manca il tassello dell'ufficialità con il voto dei rispettivi gruppi. 

Lega

Come gli alleati, anche il partito guidato da Matteo Salvini sarebbe intenzionato a riconfermare in questa prima fase i capigruppo uscenti: Gianmarco Centinaio al Senato e Massimiliano Fedriga alla Camera. Quest'ultimo quasi certamente dovrà poi essere sostituito quando ci sarà l'ufficialità della sua candidatura a governatore del Friuli per il centrodestra. Quale successore si fa il nome di Nicola Molteni, che secondo alcuni potrebbe essere già eletto sin da subito presidente del gruppo bypassando così il passaggio del testimone.

Partito democratico

Qui la situazione è in itinere e le trattative sono ancora in corso. Circolano i nomi di Lorenzo Guerini o la riconferma di Ettore Rosato per la Camera, entrambi esponenti vicini all'ex segretario, ma che non sarebbero 'sgraditi' anche alle altre 'anime' dem. Per il Senato è circolato il nome di Andrea Marcucci, renziano di ferro e per questo non visto di buon occhio dalle altre componenti interne. Nelle ultime ore si è fatto il nome della ministra della Difesa, Roberta Pinotti. Nel tardo pomeriggio si riuniranno per la prima volta i deputati e senatori dem, in una Assemblea congiunta che potrebbe già affrontare il tema dei capigruppo, anche se una nuova riunione ad hoc è già stata fissata per lunedì.