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Coronavirus: Inail, a marzo -41% denunce morti sul lavoro

Lavoro

Secondo i dati dell’Istituto il lockdown per l’emergenza coronavirus ha influito sull’andamento delle denunce di infortuni sul lavoro, che nel primo trimestre di quest’anno sono state 166, 46 in meno rispetto alle 212 registrate nel primo trimestre del 2019 (-21,7%)

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Effetto coronavirus anche sugli infortuni mortali sul lavoro. Secondo gli open data per il 1° trimestre 2020 dell'Istituto, le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Inail nel primo trimestre di quest’anno sono state 166, 46 in meno rispetto alle 212 registrate nel primo trimestre del 2019 (-21,7%). Anche per i casi mortali a influenzare il calo trimestrale è soprattutto il numero di decessi denunciati in marzo (-41% rispetto allo stesso mese del 2019), mese in cui la maggioranza delle attività produttive sono state coinvolte dal lockdown per l'emergenza sanitaria.

I dati nel dettaglio

Secondo l'Inail, a livello nazionale, rispetto ai primi tre mesi dell’anno scorso si registra una diminuzione sia dei casi avvenuti in occasione di lavoro, che sono passati da 144 a 114 (-20,8%), sia di quelli occorsi in itinere, diminuiti da 68 a 52 (-23,5%). Il calo ha riguardato la gestione Industria e servizi (da 189 a 146 denunce) e l’Agricoltura (da 22 a 11), mentre il Conto Stato ha registrato otto casi in più (da 1 a 9).

Gli incidenti

Tre gli incidenti plurimi avvenuti nel primo trimestre di quest’anno: il primo in gennaio, costato la vita a due lavoratori vittime di un incidente stradale a Grosseto, il secondo in febbraio, con due macchinisti morti nel deragliamento ferroviario avvenuto in provincia di Lodi, e l’ultimo in marzo, con due vittime in un incidente stradale in provincia di Torino. Lo scorso anno, invece, gli incidenti stradali plurimi avvenuti nel primo trimestre erano stati sette, con 14 casi mortali denunciati.

L’analisi territoriale

Dall’analisi territoriale emerge una diminuzione di 12 casi mortali nel Nord-Ovest (da 57 a 45), di 10 nel Nord-Est (da 44 a 34), di 21 al Centro (da 44 a 23), e di sette nelle Isole (da 24 a 17), mentre il Sud si contraddistingue per un aumento di quattro casi mortali (da 43 a 47). Il decremento rilevato nel confronto tra i primi trimestri del 2020 e del 2019 è legato soprattutto alla componente maschile, i cui casi mortali denunciati sono passati da 197 a 155, mentre quella femminile ha fatto registrare quattro casi in meno, da 15 a 11.

In calo sia le denunce di infortuni mortali dei lavoratori italiani (da 170 a 137), sia quelle dei comunitari (da 18 a 10) ed extracomunitari (da 24 a 19). Dall’analisi per classi di età si contraddistingue quella tra i 25 e i 39 anni, che presenta un incremento di nove casi mortali rispetto alla diminuzione registrata in tutte le altre fasce.