Cinema: Avati, tornato all'horror per nostalgia del diavolo

Friuli Venezia Giulia
@ANSA
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Non si parla più di lui ma si continua a commettere il male

(ANSA) - UDINE, 28 AGO - "Sono tornato all'horror e al gotico perché ho avuto molta nostalgia del diavolo e del male, di cui nessuno più parla, come se non parlando più del diavolo non esistesse più il male, mentre il male continuiamo a commetterlo.
    E questo è un film che appunto ricandida il male e cerca di dire quanto sia diffuso, e in modo sorprendente". Così il regista cinematografico Pupi Avati, spiega il suo ritorno all'horror, a quaranta anni dall'uscita nelle sale di "La casa dalle finestre che ridono", con il suo ultimo lavoro "Il Signor Diavolo", presentato ieri sera al pubblico del Fvg dallo stesso autore in due appuntamenti, a Udine e a Pordenone. "Qualcuno, addirittura, fa il male per il male - ha proseguito Avati - e c'è per esempio una persona, nella mia vita, che ha fatto di tutto per rovinarmi, solo per il potere che ciò gli conferisce". Tornare all'horror, ha detto, anche perché "il cinema italiano si è dimenticato che esistono i generi, e quindi mi sembrava opportuno forzare questo blocco che c'è". (ANSA).
   

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