Università: ricerca e formazione per corso medicina a Trento

Trentino Alto Adige
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Nella proposta dell'ateneo anche collaborazione con Alto Adige

(ANSA) - TRENTO, 18 DIC - Un corso di studi, formazione specialistica e attività di ricerca: tre pilastri su cui si fonda la proposta dell'ateneo per istituire, a Trento, una facoltà di medicina. L'intento è partire già nel prossimo anno accademico con il primo e il secondo anno, con il personale docente che sarebbe già in grado - assicurano all'Università - di coprire il 20% della didattica. Tra gli obiettivi esposti dal rettore Paolo Collini vi è anche quello di dare "ossigeno scientifico" alle strutture sanitarie di periferia con ambiti di ricerca clinica, sul modello di quanto già fa Eurac in Alto Adige. Un territorio che l'Università di Trento vorrebbe nel progetto con didattica in lingua tedesca ed il coinvolgimento pieno della ricerca del territorio. Assieme al presidente del consiglio di amministrazione, Daniele Finocchiaro, il rettore è partito dal fatto che la carenza di personale medico in Trentino, la metà del quale ha più di 55 anni, deriva da una scarsità, a livello nazionale, di figure professionali qualificate. La risposta - per l'ateneo - è creare condizioni sempre più interessanti per medici qualificati che cercano possibilità di carriera: buone condizioni contrattuali e un avanzato contesto di ricerca clinica.  L'università prevede di formare, oltre ai profili tradizionali, anche quello di medico ingegnere, che offre sbocchi nuovi e appetibili nelle industrie. La formazione si caratterizzerà per un marcato approccio direttamente in corsia nella rete del sistema sanitario già nei primi anni e non soltanto alla fine del percorso. Attorno alla Scuola di Medicina del Trentino nell'arco di sette anni circa saranno, questa la proposta, progressivamente attivate le varie scuole di specialità. UniTrento propone anche la formazione di "super infermieri" con l'attivazione di un master in scienze infermieristiche avanzate. Si vorrebbero quindi creare Unità operative convenzionate con l'ateneo in cui i primari ospedalieri siano anche professori universitari e al personale in organico si aggiungano dottorandi, assegnisti e ricercatori. 

   

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