Omicidio a Torino nella notte di Halloween, un fermo

Piemonte
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Il caso è quello di Massimo Melis, operatore della Croce Verde ucciso con un colpo di pistola alla tempia nella sua automobile parcheggiata in via Gottardo. In mattinata si sono svolti i funerali

Una persona è stata fermata dalla polizia, la scorsa notte a Torino, nel corso delle indagini sull'omicidio commesso la sera di Halloween. Il caso è quello di Massimo Melis, operatore della Croce Verde ucciso con un colpo di pistola alla tempia nella sua automobile parcheggiata in via Gottardo, alla periferia della città, lo scorso 31 ottobre. Il sospettato è un 62enne pregiudicato, originario di Piazza Armerina (Enna). Interrogato a lungo, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Lo riporta La Stampa. (L'OMICIDIO - LE PAROLE DELL'AMICA)

Le indagini

La vittima era stata uccisa subito dopo avere accompagnato a casa un'amica. Dalle indagini è emerso che il 62enne era un conoscente della donna. Non sono, però, mai state trascurate ipotesi alternative: dalle testimonianze raccolte dagli investigatori risulta che avesse avuto dei problemi con gli inquilini di un appartamento di sua proprietà. Gli investigatori stanno lavorando per far luce su molti aspetti ancora da chiarire della vicenda.

I funerali

Intanto, questa mattina si sono svolti i funerali della vittima. I gonfaloni della Croce Verde e della Croce Rossa, insieme a una folla commossa ha accolto il feretro del 52enne nella chiesa di Sant'Antonio da Padova, in centro. Sul sagrato la madre, Rosaria, la sorella e anche don Nicholas insieme ai frati del convento dove da bambino Melis faceva il chierichetto. "Dolore senza rabbia e senza rancore, con sentimenti di amore e misericordia ora chiediamo al Signore di dare la forza alla famiglia di Massimo", ha detto padre Nicholas, che conosce bene la famiglia. "Questa settimana è stata una settimana di lacrime, come fai a non piangere per Massimo", ha detto dall'altare il parroco all'inizio della funzione. 

Poi, il ricordo dei colleghi della Croce Verde: "Piccolo grande uomo innamorato dalla sua famiglia. Perdiamo un vero operatore di pace, altruista e generoso. Un giorno ci rincontreremo e faremo festa come i vecchi tempi”. In seguito un'amica ha letto una lettera dalla sorella di Massimo, Monica, in cui fa parlare il fratello: "Quanto la fate lunga. Sono morto non sarò né il primo né l'ultimo. Quando siete tristi chiamate mia madre e miei nipoti che vi faranno sorridere".

L'uscita del feretro - ©Ansa

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