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Droga, la polizia di Torino arresta due latitanti in Bolivia e in Brasile

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3' di lettura

Un 67enne e un 62enne erano stati ammanettati nel 2012 nell’ambito dell’inchiesta "Rewind": il primo deve scontare 10 anni di carcere per reati legati a sostanze stupefacenti e violenza sessuale su minore, il secondo 5 anni e 7 mesi per droga

La squadra mobile di Torino e il Servizio Centrale Operativo di Roma, in collaborazione con il Servizio per la cooperazione internazionale di polizia (Scip), sono intervenuti in Brasile e in Bolivia per arrestare due latitanti. Si tratta di A.R., calabrese di 67 anni, e J.M.B.D., francese di 62 anni: entrambi erano stati arrestati nel 2012, nel corso dell’operazione "Rewind", effettuata dalle forze dell’ordine torinesi. Il primo deve scontare undici anni di carcere per reati legati alle sostanze stupefacenti e violenza sessuale su minore, il secondo cinque anni e sette mesi per droga.

L’inchiesta "Rewind"

Nel 2012 i due soggetti erano finiti in manette in seguito all’operazione "Rewind", realizzata dalla squadra mobile di Torino, che aveva smantellato una banda di malviventi vicina alla criminalità organizzata calabrese dedita all’importazione di ingenti quantitativi di cocaina. Il 67enne, che faceva da tramite tra i trafficanti brasiliani e quelli italiani, dopo la scarcerazione aveva violentato una ragazzina romena minorenne, costringendola ad assumere cocaina. Il 62enne, invece, era stato affidato a una comunità di recupero, dalla quale era però scappato.

La condanna per violenza sessuale del 67enne

Ha abusato di una ragazzina di 11 anni, costringendola ad assumere droga "per essere disinibita" e a prostituirsi. Questo il motivo della pena a 11 anni di carcere di A.R. La vittima del 67enne, nata in Romania, era arrivata nel 2009 a Torino ed era stata "costretta a vivere in un ambiente degradato e spesso era lasciata senza cibo". È stata proprio la ragazzina a denunciare le violenze e le sevizie nei suoi confronti. L’11enne si era annotata i nomi e gli indirizzi degli uomini con cui era costretta ad avere rapporti sessuali.

La latitanza

Durante le indagini, coordinate dalla Procura di Torino, sono state identificate le persone che hanno aiutato A.R. a organizzare la fuga pochi giorni prima che venisse emesso il provvedimento di carcerazione. Tre persone (due donne e un uomo residenti nel Torinese) sono così state indagate per favoreggiamento. I soggetti in questione hanno accompagnato il 67enne in Spagna (prima tappa della sua fuga) e poi, durante la latitanza, gli hanno procurato e inviato il denaro necessario al suo sostentamento. L’uomo è stato infine individuato dagli investigatori a Santa Cruz de la Sierra, in Bolivia, in un'abitazione signorile non lontana dal centro città. Al momento dell'arresto aveva un passaporto falso, intestato a un italiano nato in Argentina che ne aveva denunciato lo smarrimento, e un biglietto per Madrid prenotato, con nome fasullo, per il 15 dicembre. Il 62enne francese, invece, è stato trovato a Pindoretama, una località costiera nei pressi della città di Fortaleza, in Brasile.

Data ultima modifica 06 dicembre 2019 ore 14:24

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