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Tenta di sgozzare compagna a Torino, Safi aveva ottime referenze

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Lo ha rivelato la presidente del Tribunale di sorveglianza del capoluogo piemontese, Anna Bello, la quale ha spiegato che il 36enne lavorava nel panificio del carcere di Alessandria e si era distinto "per capacità e comportamento"

Mohamed Safi, il 36enne tunisino che venerdì scorso ha tentato di sgozzare la compagna 44enne con un coccio di bottiglia a Torino, aveva "ottime referenze per affrontare un percorso riabilitativo" e, durante la sua permanenza nel carcere di Alessandria, “non è mai emerso nulla che potesse far pensare ad atteggiamenti violenti". Lo ha rivelato la presidente del Tribunale di sorveglianza di Torino, Anna Bello, spiegando che la relazione del penitenziario alessandrino "alla fine del trattamento era decisamente molto positiva". Safi era in carcere dal 2008 per aver ucciso con una coltellata al petto la fidanzata di 21 anni.

Sorvegliato da educatori e psicologi

"Aveva lavorato nel panificio del penitenziario - ha aggiunto Bello -, distinguendosi per capacità e comportamento, ed era stato a lungo sorvegliato da educatori e anche da psicologici". Il detenuto era poi stato spostato nel capoluogo piemontese "perché potesse usufruire del trattamento di lavoro esterno in maniera più ampia". Da due anni, Safi lavorava infatti in un bistrot cittadino gestito da una cooperativa sociale. Avrebbe finito di scontare la sua condanna nel 2020. Nella notte tra venerdì e sabato, invece, la nuova, violenta aggressione. Oggi il suo fermo è stato convalidato.

L’aggressione

Safi e la sua compagna si erano incontrati venerdì sera nel quartiere Barriera di Milano per poi dirigersi, a bordo di un tram della linea 4, verso l’appartamento della donna. Una volta scesi dal mezzo, l'uomo l'ha gettata a terra e si è avventato su di lei con una bottiglia di vetro, cercando di sgozzarla perché aveva deciso di lasciarlo una volta scoperto il suo passato. L’aggressione è avvenuta davanti ad alcuni passanti, che hanno subito allertato le forze dell’ordine. Safi è stato fermato in via Leini dalla polizia, che nel frattempo aveva circondato la zona. La 44enne ha subito una grave lesione con sezione del nervo facciale ed è stata operata.

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