Coronavirus: ecco Human Mobility, la app per il distanziamento sociale

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Alberto Giuffrè

Dai creatori di Covidapp, progetto per il contact tracing preso in considerazione dal governo prima della scelta definitiva di Immuni, una soluzione pensata per le aziende. Intervista a uno dei creatori, Luca Mastrostefano

Un’applicazione che sfruttando il bluetooth fa suonare lo smartphone quando non si rispettano le distanze di sicurezza. Si chiama “Human mobility” ed è una soluzione, pensata per le aziende, creata dagli stessi sviluppatori di Covidapp, progetto per il contact tracing preso in considerazione dal governo italiano che poi però, come sappiamo, ha preferito proseguire con Immuni. A spiegarci come funziona, da Londra, è Luca Mastrostefano, 30 anni appena compiuti, alla guida di un team globale di 35 persone.

 

Cosa è Human Mobility?

“E’ una soluzione che non si esaurisce con l’emergenza Coronavirus. L’idea è quella cambiare il modo con cui i datori di lavoro si interfacciano con i dipendenti e rendere la vita del dipendente il più agevole possibile tramite la tecnologia”.

 

Come funziona?

“Quando due dipendenti si avvicinano sotto la soglia di sicurezza, preimpostata dal datore di lavoro, i cellulari, o wearable che siano, iniziano a suonare per notificare una possibile interazione a rischio. A seconda del tempo di permanenza l’intensità può cambiare per notificare che il rischio e l’esposizione al virus può in teoria andando aumentare con il tempo".

 

Chi viene a conoscenza di queste notifiche?

“La notifica arriva solo alle persone coinvolte mentre al datore di lavoro verrà mostrata una dashboard con dei dati aggregati alla giornata. Nessun dato sensibile è esposto”.

 

E se un dipendente dovesse risultare positivo al Coronavirus?

“Tramite una comunicazione al medico aziendale, si può segnalare l’id dell’utente infetto con l’invio di comunicazione a chi è stato in contatto con l’utente infetto negli x giorni passati. Il datore di lavoro non può venire a sapere con chi il malato è stato in contatto e l’identità stessa del malato".

 

Cosa succede in caso di attacco informatico?

“I dati sono tutti criptati, non c’è alcun nome associato”.

 

Il vostro progetto, Covidapp, cosa poteva offrire in più rispetto a Immuni?

“Non spetta a me dirlo. Noi siamo sempre stati collaborativi nei confronti di qualsiasi soluzione presentata dal governo. Siamo open source da sempre e abbiamo sempre chiesto di collaboratore. Sono sicuro che la scelta sia stata la scelta giusta”. 

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