Wikipedia, l’inganno di The North Face per farsi pubblicità su Google

Tecnologia
Immagine di archivio (Getty Images)

Per una campagna promozionale, l’azienda ha inserito foto con i propri prodotti in varie voci dell’enciclopedia online in modo da scalare le ricerche. L’iniziativa violava però i termini di servizio 

Cosa c’è di meglio per farsi pubblicità che comparire all’interno di alcune delle foto più cliccate del web? Apparentemente niente, anche a costo di violare qualche regola. Questo almeno è il pensiero di The North Face, famoso marchio statunitense produttore di abbigliamento e accessori da montagna, che ha sfruttato la popolarità di alcune pagine di Wikipedia per promuovere i propri prodotti. Come? Semplicemente, in accordo con la strategia pensata dall’agenzia pubblicitaria Leo Burnett Tailor Made, cercando di apparire tra i primi risultati delle ricerche su Google cambiando le foto di alcune voci dell’enciclopedia online con immagini che mettessero gli articoli di The North Face ben in mostra.

The North Face, pubblicità su Wikipedia

Va da sé, il risultato è stato efficace ma ben presto notato e stigmatizzato, visto che si tratta di un ‘trucco’ proibito da Wikipedia, che ha rimosso le foto modificate. La campagna pubblicitaria di The North Face, organizzata da Leo Burnett Tailor Made, è stata promossa con tanto di video che debutta con la domanda “come può un brand essere primo su Google senza pagare nulla?”. Il filmato sottolinea poi come, in moltissimi casi, l’organizzazione di un viaggio passi prima di tutto da una ricerca sul sito di Mountain View, che spesso mette una pagina di Wikipedia come primo risultato. Da qui, l’idea di inserire nelle pagine relative ad alcuni dei maggiori siti turistici del mondo foto che includessero un prodotto di The North Face, per consentire alle immagini di scalare posizioni nelle ricerche di Google. Nel video, l’azienda si vanta della semplicità della strategia, messa in atto “senza pagare” e in collaborazione con Wikipedia. Peccato che quest’ultimo punto non corrispondesse alla realtà.

L’accusa di Wikipedia e le scuse di The North Face

In una nota pubblicata sul sito della Wikimedia foundation, infatti, i volontari che curano l’enciclopedia online si sono detti “delusi” dalla scoperta, precisando che The North Face ha violato i termini di servizio “manipolando Wikipedia in modo non etico” in nome di “una breve trovata di marketing”. Secondo il comunicato, l’azienda e l’agenzia pubblicitaria avrebbero “sfruttato la vostra fiducia in Wikipedia soltanto per vedere più vestiti, dovreste essere arrabbiati per questo”. Insomma, la strategia di The North Face e Leo Burnett Tailor Made è durata poco, sollevando reazioni non del tutto positive, ma forse anche questo era uno degli obiettivi dell’iniziativa, considerato che la stessa compagnia si è scusata pubblicamente per aver violato i principi di Wikipedia, spiegando di aver terminato la campagna con “effetto immediato”. 

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