I virus su internet possono resistere anche per più di 10 anni

Foto di archivio (Getty Images)
2' di lettura

Anche una volta scoperti si autorigenerano e rimangono in rete; la loro efficacia è stata ridotta sensibilmente, ma sono ancora presenti in rete e potenzialmente dannosi 

Su internet ci sono degli ‘zombie’, ma sono molto diversi da quelli della serie televisiva ‘The Walking Dead’. Sono vecchi virus informatici, con più di 10 anni di vita, che vagano all'infinito nel web in cerca di nuove vittime da infettare. Una volta scoperti, la loro efficacia è stata ridotta sensibilmente, ma sono ancora presenti in rete e potenzialmente dannosi. I più longevi di tutti sono i worm, programmi nocivi in grado di auto replicarsi sui computer o su una rete di computer, senza che gli utenti sappiano di essere stati infettati.

Conficker, l’highlander dei malware informatici

Uno dei malware più attivi è Conficker, che ha colpito per la prima volta nel novembre 2008. Al suo culmine si ritiene che il worm abbia infettato fino a 15 milioni di computer con sistema operativo Windows. La marina francese, le navi da guerra britanniche, la Greater Manchester Police e molti altri sono stati colpiti da Conficker. Ha causato così tanti problemi che Microsoft ha messo a disposizione una ‘taglia’ da 250 mila dollari per qualsiasi informazione che avesse portato all’individuazione dei creatori. Una somma che non è mai stata riscossa, ma l’efficacia del virus è stata ridimensionata. Le statistiche raccolte da Symantec e fornite a BBC News indicano che ci sono stati 1,2 milioni di casi nel 2016 e 840 mila nel 2017. L'India ha sofferto il maggior numero di attacchi l'anno scorso.

In circolazione virus del sistema operativo Dos

“Conficker non è stato il solo a persistere a lungo dopo il suo sfogo iniziale”, ha dichiarato a BBC News, Candid Wueest, analista informatico di Symantec, azienda americana specializzata in sicurezza informatica. "Ogni tanto troviamo anche virus di Dos, un sistema operativo che ha più di 36 anni. Il malware è raramente statico, il codice di famiglie di virus precedenti può essere condiviso o rubato e utilizzato nello sviluppo di nuovi virus. Un esempio di questo fenomeno è stato il trojan bancario Zeus, il cui codice sorgente si è diffuso nel 2011. Quel codice si è rivelato così efficace che sta emergendo ancora oggi sette anni dopo".

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