Portabilità dei dati, arriva l'alleanza dei giganti 'tech'

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Il progetto, che ha incontrato i favori dei colossi della tecnologia, si chiama 'Data Transfer Project' ed è la conseguenza diretta della nuova normativa europea sulla privacy (Gdpr), entrata in vigore qualche mese fa 

I più importanti giganti della tecnologia mondiale sono pronti a firmare un'alleanza 'tech'. Google, Facebook, Microsoft e Twitter, infatti, intendono gestire la portabilità dei dati degli utenti, esattamente come quella dei numeri di telefono. Per 'dati' si intendono tutte quelle informazioni che sono contenute all'interno del 'cloud', ovvero quel paradigma di erogazione di risorse informatiche, come l'archiviazione, l'elaborazione o la trasmissione di elementi, caratterizzato dalla disponibilità on demand.

La parola chiave è 'collaborazione'

Il progetto, che ha incontrato i favori dei colossi 'tech', si chiama 'Data Transfer Project' ed è la conseguenza diretta della nuova normativa europea sulla privacy (Gdpr), entrata in vigore qualche mese fa. Tra le disposizioni previste dalla nuova regolamentazione, infatti, è citato quello che si potrebbe definire 'diritto alla portabilità'. Con tale espressione, si intende riconoscere la possibilità, per tutti gli utenti, di trasferire i propri dati (dalle foto, alle mail, dai contatti, al calendario) senza dover necessariamente scaricare prima le informazioni, per poi ricaricarle nuovamente su di una nuova e diversa piattaforma. Le informazioni oggetto del trasferimento sono quelle trattate sulla base della stipulazione di un contratto o dall'espressione di un consenso. L'affermazione di tale diritto ha quindi imposto la creazione di uno strumento che consenta più facilmente il passaggio standardizzato e criptato da una piattaforma di archiviazione ad un’altra. Le aziende e gli utenti si augurano che questa interoperabilità rappresenti una soluzione più comoda e sicura, in grado cioè di mantenere i dati archiviati lontano da occhi e orecchie indiscrete.

Uno stratagemma per aumentare i ricavi

Secondo gli esperti del settore, però, la soluzione studiata dai giganti della tecnologia potrebbe anche rappresentare una sorta di stratagemma per riuscire a incrementare i propri guadagni. Molte aziende, come testimoniano i dati e le analisi di mercato dell'ultimo trimestre, hanno subito una flessione nei ricavi e, per ovviare a questa crisi, potrebbero cercare di 'strappare' gli utenti alle piattaforme concorrenti. Di questa stessa opinione si è detto anche Andrea Zapparoli Manzoni, esperto di sicurezza informatica. Secondo Zapparoli, il tempo delle piattaforme-silos sarebbe ormai superato. Per incrementare il proprio business, quindi, le aziende dovrebbero riuscire a generare un vero e proprio flusso di utenti 'nomadi', invogliandoli a spostarsi cioè da una piattaforma all'altra, consumando di più e rilanciando un mercato sempre più stagnante.

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