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Dactyl, il robot che risolve il cubo di rubik con una sola mano

2' di lettura

La mano robotica Dactyl, realizzata dall’organizzazione no profit statunitense OpenAI, può portare a termine il rompicapo con rapidità e precisione. Si tratta di un importante passo avanti verso lo sviluppo di automi più agili per applicazioni industriali e di consumo 

Dopo oltre un anno di lavoro, OpenAI, l’organizzazione no profit statunitense per la ricerca sull’Intelligenza Artificiale fondata da Elon Musk e Sam Altman, è riuscita a completare Dactyl, la prima mano robotica in grado di risolvere il cubo di Rubik, uno dei rompicapi più famosi di tutto il mondo. Si tratta di un importante passo avanti verso lo sviluppo di automi più agili per applicazioni industriali e di consumo, in grado, per esempio, di lavorare in un ambiente domestico complesso come una cucina. Nel 2018, OpenAI aveva presentato una prima versione del robot, che, grazie a un elaborato algoritmo di apprendimento, aveva imparato a manipolare un cubo con notevole destrezza. Per evitare l’usura della macchina, i ricercatori hanno addestrato l’algoritmo all’interno di una simulazione, permettendogli di imparare in tutta sicurezza nello spazio digitale. Una volta completato l’hanno trasferito nel robot.

L’addestramento di Dactyl

“Mi avevano stupita”, dichiara Leslie Kaelbling, esperta di robotica del Massachusetts Institute of Technology (Mit), riferendosi ai risultati raggiunti dall’algoritmo nel 2018. “Non immaginavo che sarebbe stato possibile ottenere un risultato simile, perché solitamente i robot non sono in grado di manipolare con destrezza gli oggetti”, spiega Kaelbling. Ora Dactyl non si limita più a maneggiare gli oggetti con abilità: le sue nuove capacità gli permettono di risolvere il cubo di Rubik con rapidità e precisione, anche se non è ancora veloce come i migliori "speedcuber” umani. Per ottenere questo risultato, i ricercatori hanno miscelato varie condizioni nel corso della fase di adattamento, permettendo così all’algoritmo di adattarsi alle diverse possibilità.

DeepCube A

L’Intelligenza artificiale alla base di Dactyl non è l’unica in grado di risolvere il cubo di rubik: anche DeepCube A, il sistema di IA sviluppato da un team di ricercatori del gruppo dell’Università della California a Irvine, si è rivelato in grado di portare a termine con successo l’impresa, riuscendo persino a impiegare una quantità di memoria inferiore rispetto a quella utilizzata dagli algoritmi di uso comune. 

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