Il primo transistor superconduttore, verso circuiti elettronici 2.0

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Lo studio smentisce alcuni degli aspetti chiave della teoria della superconduttività, secondo la quale un campo elettrico non ha alcun effetto su un metallo superconduttore 

Dall’Italia il primo grande passo in avanti verso la creazione di circuiti elettronici di nuova generazione, dotati di riscaldamento e con un ridotto dispendio energetico. I fisici dell'Istituto Nanoscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Nano-Cnr), coordinati da Francesco Giazotto, hanno sviluppato il primo transistor, un device elettronico realizzato con materiali superconduttori, quali il titanio e l’alluminio. I metalli hanno sostituito i semiconduttori, come il silicio, impiegati abitualmente in questo settore.

Smentisce la teoria della superconduttività

Lo studio smentisce alcuni degli aspetti chiave della teoria della superconduttività, secondo la quale un campo elettrico non ha alcun effetto su un metallo superconduttore.
Dallo studio è infatti emerso che un campo elettrico intenso è in grado di influire profondamente su un superconduttore e può essere impiegato per monitorare “la corrente che lo attraversa, fino a spegnere completamente la superconduttività se sufficientemente intenso”, spiegano i fisici del Nano-Cnr. "Abbiamo osservato un fenomeno nuovo nei superconduttori sicuramente rilevante dal punto di vista della fisica fondamentale”, spiega Francesco Giazotto.
Per compiere lo studio, i fisici hanno applicato dei forti campi elettrici a transistor superconduttori, composti da un film sottile in titanio e alluminio.
La ricerca, pubblicata sulle riviste Nature Nanotechnology e NanoLetters, stravolgerà le applicazioni dell’elettronica per lo sviluppo dei device di nuova generazione. Sarà preziosa, stando al parere dei ricercatori, anche per la creazione di “nuove architetture per le tecnologie quantistiche avanzate”.

Elettronica su carta, gli oggetti comuni diventano smart

Si chiama Wasp ed è un nuovo progetto di ricerca europeo triennale (2019-2022), guidato dall’Università di Pisa, che ha come obiettivo quello di rendere smart ed ecocompatibili alcuni oggetti usati nella quotidianità. Pannolini, bevande, bende e cerotti avranno tante nuove funzionalità e saranno in grado di monitorare alcuni parametri biometrici, come tipo di ph, l’umidità e il glucosio.
Al progetto parteciperanno l’Università di Manchester, Roma Tor Vergata, l’Istituto catalano di nanoscienza e nanotecnologia e l'Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne. L’obiettivo è quello di realizzare un’innovativa tecnologia per la stampa che permetta l’integrazione di dispositivi elettronici e circuiti su una speciale carta biodegradabile. 

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