L’Ia studia la Bibbia per realizzare testi comprensibili a tutti

Immagine di archivio (Getty Images)
2' di lettura

I ricercatori del Dartmouth College hanno utilizzato il libro sacro per ‘addestrare’ due algoritmi a creare versioni diverse di ogni libro esistente

Pur essendo il libro più venduto al mondo, la Bibbia non è un testo comprensibile da tutti con facilità. Senza la giusta preparazione molti brani risultano difficili da interpretare correttamente e, in generale, si tratta di una lettura alquanto impegnativa. Di recente, i ricercatori del Dartmouth College di Hanover, nel New Hampshire, hanno utilizzato il testo sacro per ‘addestrare’ l’Intelligenza artificiale a realizzare versioni adatte a tutti di ogni tomo esistente.
I risultati dell’esperimento, pubblicati sulla rivista Royal Society Open Science, aprono la strada a una nuova generazione di algoritmi in grado di riscrivere i libri famosi utilizzando parole e sintassi più o meno complesse, rendendoli fruibili a molteplici fasce d’utenza.

Il testo sacro e l’intelligenza artificiale

In passato sono stati svolti degli esperimenti simili sulle opere di Shakespeare e sulle voci di Wikipedia, non ottenendo però i risultati sperati. La Bibbia si è rivelata perfetta per i fini dei ricercatori: ogni versione del testo sacro contiene, infatti, più di 31.000 versetti, perfettamente indicizzati e quindi impossibili da confondere, che sono stati usati per produrre più di un milione e mezzo di appaiamenti destinati al processo di apprendimento automatico.

Gli algoritmi ‘Moses’ e ‘Seq2Seq’

Durante il test, i ricercatori hanno messo a confronto 34 versioni della Bibbia, ognuna scritta in uno stile diverso (tra cui la ‘Bibbia di re Giacomo’ e la ‘Bibbia in inglese per principianti’). Per analizzare i testi sacri sono stati utilizzati due algoritmi differenti: ‘Moses’, che utilizza un approccio statistico alla traduzione e ‘Seq2Seq’ una rete neurale normalmente utilizzata per la traduzione.
Il team di ricerca spera di poter utilizzare i risultati ottenuti durante l’esperimento per sviluppare dei sistemi in grado di tradurre ogni testo esistente nello stile più adatto al pubblico che si desidera raggiungere. Una tecnologia di questo genere consentirebbe di semplificare notevolmente un libro complesso come ‘Moby Dick’, rendendolo adatto anche ai bambini o a chi è alle prime armi con l’apprendimento di una lingua straniera.

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