Come l'uomo, le macchine autonome imparano dall'esperienza

Immagine di archivio (Getty images)
2' di lettura

Un nuovo algoritmo sviluppato dal Mit permette ai robot in movimento di agire in base al comportamento degli altri. In un esperimento, l'auto ha attraversato una rotonda senza collisioni

Sono tante negli ultimi anni le case automobilistiche che hanno mostrato interesse per il settore delle macchine a guida autonoma, la cui diffusione definitiva sembra avvicinarsi sempre più. In un periodo caratterizzato da continui test per ottimizzare questa tecnologia, non sono però mancati incidenti di percorso. Ecco perché un team di ricercatori del Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory, parte del Massachusetts Institute of Technology (Mit), ha sviluppato un algoritmo che permetta ai veicoli dotati di pilota automatico di migliorare la propria abilità di guida nella stessa maniera dell’uomo: attraverso l’esperienza.

I limiti dei robot in movimento

Nonostante i continui progressi nel campo, le macchine autonome hanno dimostrato a più riprese di essere ancora lontane dall’infallibilità. Questo accade a causa del processo utilizzato dai robot in movimento, che consiste nel generare grazie agli algoritmi una rete di potenziali percorsi per poi arrivare a stabilire quale sia il migliore. I limiti del procedimento sono però evidenti, poiché la macchina non è in grado di memorizzare le informazioni che hanno determinato le scelte nelle occasioni precedenti, che aiuterebbero a facilitare un processo che resta invece sempre complesso allo stesso modo.

Apprendere dall’esperienza

Per ovviare al problema, il gruppo di ricerca del Mit ha combinato un algoritmo che controlla il movimento, sviluppato in precedenza con il contributo dell’italiano Emilio Frazzoli, con una rete neurale in grado di imparare e adattare i futuri comportamenti sulla base di esperienze passate. Utilizzando questa tecnologia è stato possibile realizzare veicoli a guida autonoma che, proprio come l’uomo, osservano il modo di agire di altre automobili apprendendo, ad esempio, a riconoscere pedoni da evitare o altri ostacoli. Il nuovo algoritmo ha permesso a un robot di attraversare una rotonda senza causare alcuna collisione con altre macchine che si muovevano. Andrei Barbu, che era parte del team di ricercatori, spiega che la situazione affrontata dal veicolo automatico era difficile, poiché richiedeva “un ragionamento su come gli altri risponderanno alle tue azioni” e proprio come un essere umano la macchina “ha tenuto conto del comportamento degli altri”.

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