Lo studio degli insetti per creare gli smartphone del futuro

Foto di archivio (Getty Images)
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I prossimi device verranno progettati con particolari tecnologie riprese da alcuni frammenti biologici presenti negli insetti: dal bulbo oculare del coleottero, ai peli dei grilli, fino alle squame delle ali di farfalla 

Nella prossima generazione di smartphone saranno integrate particolari tecnologie riprese da alcuni frammenti biologici presenti negli insetti quali, il bulbo oculare del coleottero, i peli dei grilli e le squame delle ali di farfalla.
I ricercatori, infatti, grazie all’evoluzione della biomimetica, lo studio consapevole dei processi biologici e biomeccanici che prevede l’utilizzo della natura come fonte di ispirazione, dovrebbero riuscire a progettare dispositivi elettronici più intelligenti, leggeri e sostenibili.

Batteria alimentata a zucchero

I ricercatori della Virginia Tech hanno realizzato una biobatteria, per la componente elettronica dei dispositivi portatili, che utilizza un combustibile sintetico per convertire il glucosio in elettricità, simulando il comportamento degli insetti. L’innovativo generatore, studiato attualmente dalla Sony, può accumulare una quantità di energia 10 volte maggiore rispetto a quella conservata da una comune batteria agli ioni di litio, senza correre rischi di esplosione.

Fotocamera Grandangolare

I bulbi oculari composti, presenti nei coleotteri scolitidi, sono costituiti da quasi 200 unità ottiche separate, grazie alle quali questi insetti possono godere di un campo visivo grandangolare e di una profondità di campo quasi infinita. I ricercatori, prendendo spunto da questa particolare conformazione ottica, sarebbero riusciti a creare una minuscola telecamera emisferica, dotata di 180 microlenti e capace di catturare un grande numero di prospettive, una per ogni obiettivo, producendo un frame a 160 gradi (più del doppio rispetto a quello montato, a esempio, da Iphone X).

Impermeabilità delle farfalle

Gli ingegneri della Ohio State University, come riportato da Wired, hanno invece simulato la resistenza all’acqua delle farfalle, per realizzare un rivestimento impermeabile in grado di respingere anche la polvere e lo sporco. Questi particolari lepidotteri sono infatti dotati di piccole scanalature e di un manto in cera capace di dividere le gocce d’acqua prima che queste ultime si posino sulle ali. L'Harvard's Wyss Institute ha invece sviluppato Shrilk, un biomateriale derivato dalle strutture che conferiscono flessibilità alle ali delle farfalle. Questo prodotto, resistente come l’alluminio, ma dotato di un peso ampiamente inferiore, potrebbe essere inoltre impiegato, in ambito medico, per il trattamento delle ferite da sutura.

Microfono direzionale

I grilli e le zanzare utilizzano in natura dei piccoli peli che permettono loro di rilevare la direzione delle onde sonore e di focalizzarsi su alcuni rumori oscurandone degli altri. Imitando questo processo, la startup Soundskrit ha realizzato un hardware capace di misurare la velocità delle onde longitudinali che percepisce. Questa innovativa tecnologia potrebbe migliorare il riconoscimento vocale, isolando i suoni che spesso e volentieri compromettono il corretto funzionamento degli assistenti virtuali.

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