Meta, accordo con Stati Usa: cosa cambia per i minori su Facebook e Instagram

Tecnologia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Meta, il colosso di Mark Zuckerberg, a processo negli Usa con l’accusa di aver progettato deliberatamente Facebook e Instagram per creare dipendenza negli adolescenti, ha trovato l’accordo con gli Stati Usa. L’intesa prevede il pagamento da parte di Meta di 16,7 miliardi di dollari ma anche alcune modifiche ai suoi social in modo da limitare l’accesso a Instagram e Facebook per i minorenni. Ecco cosa cambia. 

Quello che devi sapere

Fasce orarie bloccate

Alcune disposizioni a tutela dei minorenni esistono già ma l’impegno di Meta, dopo la stipula dell’accordo in tribunale, è quello di mantenere, rivedere e migliorare tali misure. In primis, la richiesta è quella di applicare dei blocchi automatici agli account degli adolescenti in base alle fasce orarie. Entro sei mesi, Meta dovrà introdurre una funzione automatica per la quale gli account dei ragazzi tra i 13 e i 17 anni saranno bloccati da mezzanotte alle 6 del mattino. Inoltre, le notifiche saranno disattivate per tutta la notte, dalle 22 alle 7, e anche di giorni durante l’orario scolastico. Queste funzioni potranno essere revocate solo da un genitore. Qualora anche Snap, TikTok e YouTube decidessero di attenersi agli stessi obblighi accettati da Meta, il blocco notturno sarà esteso dalle 22 alle 7 e il limite giornaliero ridotto a un’ora per app.

 

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Limite giornaliero

Altre restrizioni riguardano la quantità di tempo che gli adolescenti potranno passare sui social. Instagram e Facebook potranno essere usati per un massimo di due ore al giorno. Per evitare la corsa ai like che spesso porta i ragazzi in un vortice di ansia e frustrazione, il numero dei “mi piace” sarà automaticamente nascosto. Vietati poi tutti i filtri che simulano la chirurgia estetica. Infine, entro quattro mesi Meta dovrà rendere disponibile per gli account degli adolescenti un feed non personalizzato in modo da tenere i minori lontani dalle logiche dettate dagli algoritmi.

 

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Verifica dell’età

Una delle problematiche maggiori per quanto riguarda l’accesso ai social è la difficoltà di verificare la reale età degli utenti. Spesso capita che i minori creino un account fingendosi più grandi: per questo, il tribunale ha imposto a Meta l’implementazione del sistema di verifica dell’età che dovrà essere pronto entro un anno. La verifica dell’età dovrà essere estremamente precisa: il sistema non dovrà identificare come maggiorenne più del 3% degli utenti tra i 13 e i 15 anni e il 10 % di quelli tra i 16 e i 17 anni. Un nuovo account la cui età non sia stata verificata entro 14 giorni sarà considerato come l'account di un adolescente. Vietato invece l’accesso ai social ai minori di 13 anni.

 

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Supporto ai genitori

L’azienda dovrà poi introdurre nuove funzioni che supportino i genitori nel controllo e nella protezione dei figli online. Tutte le restrizioni sopra descritte, potranno essere revocate solo da un genitore che abbia un account personale collegato a quello del figlio. L’app dovrà inviare quotidianamente al genitore un aggiornamento sui tempi di utilizzo dello schermo e potrà modificare gli orari dei blocchi diurni in base all’effettivo orario scolastico del minore. In questo sistema, però, c’è un vulnus difficile da aggiustare: come riconosciuto sia da Meta che dagli Stati Usa, non c’è modo di verificare che l’adulto che si pone come genitore supervisore del minore, si realmente la madre o il padre dell’adolescente in questione. Meta ha detto di trovarsi di fronte a una "sfida molto difficile" senza una "soluzione precisa" in questa fase, considerando che non è possibile richiedere un certificato di nascita che attesti la genitorialità. Il tribunale tuttavia ha imposto la misura parlando di possibili tecnologie emergenti che potrebbero favorire una soluzione. 

 

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Meta non ammette colpe

Il patteggiamento, nonostante Meta abbia accettato il pagamento e le modifiche imposte, non contiene comunque alcuna ammissione di colpa da parte del colosso di Zuckerberg. "Garantire agli adolescenti un'esperienza sicura e produttiva sulle nostre piattaforme è un imperativo assoluto per Meta. Vogliamo agire nel modo giusto per genitori e ragazzi. Ecco perché abbiamo collaborato con i procuratori dei vari stati per definire un nuovo standard di settore", ha detto Meta. L’accordo raggiunto nel tribunale americano si applica solo agli Stati Uniti. Esclusi il Nuovo Messico e la Florida che stanno proseguendo i loro procedimenti legali. Tutti gli altri Paesi del mondo continueranno a vedere applicate le misure attuali.

 

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Meta pagherà fino a quasi 17 miliardi di dollari

Per quanto riguarda il lato economico dell’accordo, Meta ha accettato di pagare un massimo di 17 miliardi di dollari. La cifra comprende 11,7 miliardi che saranno versati in dieci rate annuali fino al 2035 e ulteriori 459 milioni per risolvere vecchie controversie relative allo scandalo Cambridge Analytica. Ci sono poi altri 5 miliardi di dollari che però il colosso di Zuckerberg sarà tenuto a versare solo se anche Snap, TikTok e YouTube accetteranno regole e pagamenti analoghi. I soldi versati da Meta, come stabilito nell’accordo, andranno in fondi destinati ad aiutare i giovani con problemi psicologici e per prevenire il disagio: la scelta finale sugli enti finali a cui mandare i soldi spetterà alle legislature statali.

 

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