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Wikipedia lancia lo sciopero dei social network il 4 e 5 luglio

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2' di lettura

Cofondatore di Citizendium ma soprattutto di Wikipedia, Larry Sanger ha lanciato un vero e proprio appello ai frequentatori dei social network per cercare di scuotere il sistema 

Una vera e propria ‘Dichiarazione di indipendenza digitale’. E’ quella che ha proposto tramite le pagine del suo blog Larry Sanger, filosofo americano noto per essere cofondatore di Wikipedia. La sua proposta è abbastanza forte: il 4 e 5 luglio o solo uno dei due giorni chi aderirà non dovrà utilizzare i social, se non per parlare dello sciopero utilizzando l’hastag #SocialMediaStrike. “Utilizzeremo i social media solo per pubblicare avvisi riguardanti lo sciopero. Faremo molto rumore. Nessuno sarà in grado di ignorare ciò che sta accadendo. Chiediamo che le corporazioni più importanti ci restituiscano il controllo sui nostri dati, sulla privacy e sull'esperienza utente” scrive Sanger.

Lo sciopero per la tutela dei propri dati

Il filosofo americano, tramite le pagine del suo sito, invita tutti coloro che la pensano come lui ad unirsi allo sciopero. Ed esorta tutti ad estendere l’adesione ad amici, familiari e agli influencer di farlo con i propri follower. L’intento principale è quello di sollecitare la comunità mondiale degli sviluppatori a perfezionare un nuovo sistema di social media decentralizzati. “Questo sciopero, se avrà successo, mostrerà alle aziende, ai governi, agli sviluppatori e agli utenti dei social media che esiste una massiccia richiesta per avere un sistema in cui ognuno di noi possieda individualmente i propri dati” si legge ancora nella dichiarazione di Sanger. Insomma la gestione dei dati personali deve poter essere totalmente privata o totalmente pubblica. Ma la scelta dovrebbe spettare solamente a noi.

Cosa può succedere

Ecco cosa potrebbe succedere in quei giorni sui social, sulla base delle ipotesi fatte dal cofondatore di Wikipedia. All’inizio i nostri follower inizieranno a vedere solo post relativi allo sciopero. Non essendo informati a dovere sull’iniziativa, probabilmente la maggior parte di loro ignorerà i primi post a riguardo. Ma sempre più feed appariranno sulle loro home e anche i media e i mezzi di comunicazione dovranno parlarne. Allo stesso modo, i più importanti attori del mondo dei social media dovranno emettere dichiarazioni rispondenti alla ‘Dichiarazione di indipendenza digitale’ e dare credito a qualsiasi critica pubblica arrivi loro. L’obiettivo sarà quello di “decentrare i social media, togliendo il controllo dalle loro mani e restituendo proprietà, controllo e privacy all'utente comune”.

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