Milan Games Week, i consigli dell'esperto

3' di lettura

Il giorno dell'apertura della fiera milanese abbiamo intervistato Antonio Fucito che ci spiega quali sono le cose da non perdere

La Milan Games Week è partita ufficialmente oggi (LEGGI QUALI SONO GLI OSPITI) e noi abbiamo intervistato Antonio Fucito, esperto di videogiochi (nel video che trovate qui sopra l'intervista integrale) quali sono le cose da non perdere della fiera milanese, il futuro degli eSports e cosa ci aspetta gli appassionati di gaming nei prossimi mesi.

"Finalmente abbiamo una fiera in Italia che ci permette di provare i giochi in anteprima - spiega - mentre fino a qualche tempo fa si trovavano solo prodotti già usciti sul mercato. Di questo bisogna rendere merito a Aesvi, inoltre si è cambiata la location spostandosi in un luogo più confortevoile come lo spazio espositivo di Rho che l'anno scorso ha visto 150mila presenze. Bene o male saranno presenti tutti i titoli importanti in uscita quest'anno e a volta anche l'anno prossimo. D'altronde il mercato si sta sviluppando e in Fiera tutti possono divertirsi e incontrare gli sviluppatori. Quest'anno l'ospite d'onore è David Cage di Quantic Dream, una sorta di regista videoludico che riesce a coniugare videogiochi a parte cinematografica, e in questo senso è un precursore. Poi ci sono youtuber influencer cosplayer, ce n'è per tutti i gusti insomma".

"Quali sono per Fucito i tre giochi imperdibili della Games Week? Sicuramente da Capcom "Resident Evil 2" un gioco uscito più di 15 anni fa e rifatto graficamente per le nuove console, da Sony "Days Gone", che è un titolo survival alla Uncharted, e da Microsoft "Forza Horizon 4", macchine da sogno in luoghi suggestivi". Ci dice Fucito che sugli eSports ha le idee chiare: "Non credo sia uno scandalo pensare agli eSports ai giochi olimpici come disciplina dimostrativa. Se c'è spazio per giochi come gli scacchi possono esserci anche i videogiochi. Oltretutto dietro c'è un movimento economico importante, un qualcosa di strano e di nuovo per noi, ma non possiamo restare ancorati al concetto di Olimpiade degli anni 30. Tra l'altro, giocare ai videogiochi e fare eSports è completamente differente: c'è tutto un mondo, c'è chi si allena, chi osserva gli altri, chi fa le telecronache e chi studia la psicologia dei giocatori. Non è come giocare a Fifa o a Pes congli amici".

Anche la presenza degli esperti di psicologia ai talk della Games Week Family è un segno dei tempi. "Sono iniziative che servono soprattutto ai genitori che devono essere informati su come gestire il videogioco dei figli. GTA ad esempio non si può fare giocare ai bambini di 10 anni, ma è possibile mettere filtri e controllare le console per sapere cosa fanno".

E del futuro cosa ci dice chi è stato a vederlo con i suoi occhi all'ultima fiera di Tokyo? "Ho visto tante anteprima, ma non ci sono bombe in arrivo. Per la Playstation 5, per intenderci, bisogna ancora aspettare... ".

 

 

 

 

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