Facebook perde anche in appello con azienda italiana per app Nearby

Facebook era stata condannata in primo grado nel 2016 (Ansa)
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La Corte d'Appello civile di Milano ha confermato la sentenza di primo grado per violazione del diritto d'autore e concorrenza sleale nei confronti della società Business Competence dalla quale il social avrebbe copiato l'app Nearby

Facebook ha violato il diritto d'autore rendendosi protagonista di concorrenza sleale nei confronti della società italiana Business Competence. Lo ha confermato la Corte d'Appello civile di Milano, respingendo il ricorso proposto dal colosso californiano contro il verdetto di primo grado. Secondo i giudici Facebook ha attuato una vera e propria "appropriazione parassitaria" dell'app Faround, ideata della società dell'hinterland milanese, lanciando sul mercato l'applicazione Nearby. Quest'ultima - come quella firmata da Business Competence - individua dove una persona si trova, i suoi gusti e, in base a questi, anche i ristoranti o i bar vicini. I giudici di secondo grado hanno stabilito che Facebook dovrà versare a Business Competence 1750 euro di spese processuali.

"Appropriazione parassitaria"

Nella sentenza, scrive la Corte, non esistono prove che "Nearby Places sia stata sviluppata in modo autonomo da Facebook rispetto a Faround". Assenza di prove contrarie che, a detta dei giudici, dimostrerebbe "un’appropriazione parassitaria di investimenti altrui per la creazione di un'opera dotata di rilevante valore economico".

Danno economico ancora da quantificare

I fatti risalgono all'ottobre 2012, quando l'azienda italiana aveva ideato e lanciato la app Faround. Due mesi più tardi, nel dicembre dello stesso anno, il colosso californiano aveva proposto agli utenti di scaricare la sua Nearby. Quest’app, però, secondo Business Competence è identica alla propria per "concept e format", ad eccezione soltanto degli aspetti grafici. Una tesi condivisa dai giudici civili di primo grado che, alla fine del 2016, nella fase cautelare del procedimento, avevano anche respinto la richiesta di Facebook di sospendere l'esecutività della sentenza di primo grado. Oggi è arrivata la conferma del verdetto nel merito di primo grado. È ancora in corso, invece, il giudizio di primo grado relativo alla quantificazione del danno che avrebbe subito Business Competence dalle violazioni contestate al colosso dei social. Su questo fronte l'udienza è fissata per domani.

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