Arti marziali e break dance: arriva lo stuntman virtuale

Il manichino virtuale sviluppato dai ricercatori dell'Università di Berkeley (foto: University of California, Berkeley)
3' di lettura

I ricercatori dell'Università di Berkeley hanno sviluppato un algoritmo che sfrutta l’intelligenza artificiale per simulare movimenti umani e animali in maniera più fluida e credibile rispetto alle tecnologie precedenti

Gli stuntman del futuro potrebbero essere dei robot. Un primo passo in questa direzione è stato fatto dai ricercatori dell’Università di Berkeley che hanno sviluppato un algoritmo in grado di sfruttare l’intelligenza artificiale per simulare movimenti animali e umani, come capriole, piroette e altri gesti acrobatici. Il "manichino virtuale" da esso derivato è stato addestrato per mesi e potrebbe fare da apripista per personaggi umani, ma anche animali e creature fantastiche come leoni e draghi, che finora sono apparsi sul grande schermo e nei videogiochi con movimenti ancora piuttosto goffi e irrealistici.

La tecnica del "motion capture"

I ricercatori californiani hanno sviluppato il loro algoritmo registrando i movimenti del corpo umano attraverso la tecnica del "motion capture", ovvero "cattura del movimento". I dati così raccolti sono stati inseriti in un sistema informatico chiamato "DeepMimic" e utilizzati per addestrare il manichino virtuale con un allenamento che è stato portato avanti per circa un mese. Il risultato è una tecnologia grazie alla quale, rispetto a ciò che si è visto fino ad oggi sul grande schermo e nei videogiochi, i movimenti del nuovo stuntman virtuale sarebbero più fluidi e credibili. Inoltre, il manichino, oltre a sapersi muovere in maniera acrobatica, sarebbe anche in grado di reagire in maniera naturale ai cambiamenti dell'ambiente, ad esempio riprendendosi dopo aver inciampato o venendo crivellato dai proiettili in una scena d'azione.

Un ampio repertorio di movimenti

In passato, ha ricordato il ricercatore Xue Bin Peng, si era già provato a simulare movimenti naturali, "ma quei metodi basati sulla fisica tendevano ad essere molto specializzati, non erano adattabili ad un'ampia gamma di abilità". Rispetto a quanto sviluppato finora, lo stuntman virtuale implementato dai ricercatori di Berkeley utilizza un unico algoritmo capace di apprendere un vasto repertorio di movimenti, riproducendoli in modo superiore rispetto alle tecnologie precedenti. "Si tratta - ha detto ancora Peng - di un grande passo avanti rispetto a quanto è stato fatto finora con l'intelligenza artificiale e l'animazione".

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