Backup day, ma 1 persona su 3 non fa copia dei propri dati

Foto d'archivio Ansa
2' di lettura

Per un'indagine di una società di sicurezza informatica, il 39% delle persone ha in famiglia 4 o più dispositivi informatici e il 29% ha già perso almeno una volta i suoi dati. L'avvertimento: il 2018 "sarà l'anno peggiore per i cyber-attacchi"

Una persona su tre non ha mai fatto un backup dei propri file. Il dato emerge da un’indagine che è stata condotta dalla società di sicurezza informatica Acronis e che è stata pubblicata in occasione del World backup day che ricorre ogni anno nella giornata di oggi, 31 marzo. Secondo la ricerca, il 39% delle persone ha in famiglia quattro o più dispositivi informatici come computer, smartphone e tablet. Di questi, il 29% ha già perso almeno una volta i suoi dati. La società mette anche in guardia sul fatto che il 2018 "sarà l'anno peggiore per i cyber-attacchi e per gli incidenti che comportano perdite di dati". E questo a causa di minacce sempre più sofisticate e numerose, prima su tutti quella del ransomware.

Cosa significa fare backup

Fare un backup significa creare una seconda copia dei propri file - dalle fotografie ai video, dalle email ai documenti - in modo da non rischiare di perderli nel caso in cui il computer o il telefono in cui sono memorizzati si rompa, sia smarrito o rubato. Oppure che qualche hacker li rubi e chieda un riscatto per la restituzione.

Il perché del backup day

La giornata mondiale si celebra dal 2011 con l'obiettivo di rendere le persone consapevoli dell'importanza di fare un backup, su una memoria Usb, un hard disk oppure online, attraverso un servizio cloud. L'importanza di questa operazione oggi è più grande che mai, visto l'aumentare delle minacce informatiche che prendono di mira i dati degli utenti.

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