Nel maggio del 2022 i morti causati dal Covid negli Stati Uniti raggiunsero la drammatica cifra di 1 milione. In quell'occasione il quotidiano New York Times pubblicò un'inchiesta corredandola di visualizzazioni che utilizzavano dei punti neri per rappresentare i decessi.
Per questo nostro lavoro sull'Italia abbiamo preso ispirazione da quella metafora che ci è sembrata sia efficace sia rispettosa della memoria delle vittime.

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Nel febbraio 2020, quando è scoppiata l'epidemia del nuovo Coronavirus Sars-Cov2, poco si sapeva di quello che sarebbe successo.

Ma la gravità della situazione sarebbe diventata chiara molto presto quando il numero dei ricoveri e delle vittime cominciò a crescere velocemente.

Ogni punto che appare su questo schermo rappresenta una di quelle vittime.

Donne e uomini.

Madri, padri, sorelle, fratelli, amici.

Un numero crescente nel tempo.

E che continua a crescere, seppur molto più lentamente, anche in queste settimane.

Al momento in cui questo lavoro viene pubblicato il conteggio ufficiale dei decessi è pari alla popolazione di una città di medie dimensioni.

188.750 vittime

Ma la cifra reale è quasi certamente maggiore

Il 18 marzo è la giornata nazionale dedicata a loro, alle vittime del Covid in Italia.

Vittime della pandemia

189mila e una storie

Tonia Cartolano, Raffaele Mastrolonardo
Coordinamento: Marianna Bruschi

È difficile crederlo, ma anche nel pieno del caos a volte il destino sa mettere a posto le cose, nonostante tutto. È marzo del 2020, siamo in piena bufera Covid. Ci sono decine e decine di anziani che si spengono come candele e muoiono soli.

Ci sono troppe storie che si assomigliano in quei giorni di inferno. E poi quei piccoli particolari che fanno grande una storia e che riescono a salvare qualcuno. Sono storie di ciocche di capelli e di nomi.

Marina è il primo. È una infermiera, una operatrice di ambulanza del 118 di Verona. Riavvolgiamo il nastro con lei. È mezzanotte del 27 marzo del 2020. È un venerdì, ma in quelle settimane tutti i giorni sono uguali. Arriva l’ennesima chiamata alla centrale. L’ambulanza esce di corsa in direzione di una struttura per anziani, dove su 70 ospiti alla fine ne moriranno più della metà.

Quasi 190mila decessi causati dalla pandemia.

In pratica è come se il virus in tre anni avesse cancellato la popolazione di una città come Taranto.

Come sappiamo, il Covid ha provocato vittime in ondata successive

Nel corso della prima ondata (da fine di febbraio a fine agosto 2020), sono morte oltre 35mila persone.

Tuttavia, a causa delle difficoltà dell'assistenza in questa prima fase di emergenza, molti decessi sono sfuggiti al conteggio.

Ancora più letali, complessivamente, sono state le due ondate successive che in più picchi consecutivi, dal 1 settembre 2020 al 31 luglio 2021, hanno fatto registrare oltre 92mila decessi.

Successivamente, anche grazie al programma di vaccinazione lanciato nel gennaio 2021 le vittime non hanno più raggiunto le drammatiche vette delle prime ondate. Tuttavia, la variante Omicron, molto più contagiosa delle precedenti, ha provocato oltre 60mila morti.

Una di queste vittime si chiamava Albertina.

Albertina è il secondo nome di questa storia. Quando Marina entra in stanza le estremità delle dita della donna, 89 anni, sono così fredde che non riesce neppure a rilevare la saturazione. Non c’è molto tempo, ne rimane pochissimo. Non per provare a salvarla, è tardi ormai.

La signora Albertina

La signora Albertina

Ma per prendere l’unica decisione sopportabile: accompagnarla verso la fine, fare quello che farebbe una figlia, accarezzarla, provare a farle sentire il calore di una mano, anche se filtrato da un guanto di plastica.

“Io rimango qui”. Sono le parole che Marina riesce a dire al telefono chiamando la centrale. “Non c’era molto da fare dal punto di vista clinico, racconta, ma c’era molto da fare per strappare alla solitudine di quei momenti una anziana signora che si staccava dal mondo come mai avrebbe voluto, sola”.

Il corso della pandemia non ha coinvolto in egual modo tutte le aree geografiche del Paese. Non allo stesso tempo, almeno.

La prima ondata, per esempio, ha avuto il suo epicentro in Lombardia.

Quasi la metà dei decessi Covid ufficialmente censiti durante la prima fase (fino al 30 giugno 2020) è stato registrato proprio in Lombardia, ma probabilmente sono stati di più.

All'interno della Lombardia le province di Bergamo e Brescia hanno pagato un tributo eccezionalmente alto al virus: approssimativamente 1 persona su 3 tra quelle decedute a causa del Covid in Lombardia nella prima ondata (ma anche questo dato è quasi certamente sottostimato).

Alcune di queste vittime sono morte sole, altre hanno trovato qualcuno, come Marina, che le confortasse fino alla fine.

Albertina era lì, con gli occhi chiusi. Alle spalle una vita piena, davanti, invece, l’incedere lento della morte che si avvicina al ritmo di sessanta battiti al minuto. “Il respiro era agonizzante - ricorda Marina -. Inspirava, poi una pausa lunghissima, poi espirava. E il tempo tra un atto e l’altro sempre più lungo e la frequenza cardiaca che si abbassa pian piano, fino alla fine”.

Albertina con la figlia Marina, il genero e il nipote

Albertina con la figlia Marina, il genero e il nipote

“Sono Marina, signora Albertina. Sono qui con lei, non la lascio, siamo qui per aiutarla”. Una piccola bugia, come quelle dei bambini, bianche. Albertina non è più in grado di parlare e forse neppure di sentire, Ma alle sue orecchie arriva quel nome, Marina, che è anche il nome di sua figlia. Marina, come l’infermiera che non la lascia.

Così come non tutte le aree geografiche sono state colpite nello stesso modo, così anche le fasce di età hanno subito un impatto differente.

La fascia di popolazione più colpita dal Covid è stata quella più anziana.

Oltre il 61% dei decessi da inizio pandemia ha riguardato persone con più di 80 anni.

Il numero di morti cresce man mano che l'età dei contagiati sale.

Con una mano Marina la accarezza, con l’altra sistema una ciocca di capelli di Albertina. E mentre lo fa cerca di riempire i vuoti e il freddo dello scafandro che indossa con i pieni dell’amore e del rispetto che può anche un estraneo che accompagna una persona negli ultimi istanti di vita.

Marina Vanzetta l'infermiera (seconda da sinistra) e Marina, la figlia di Albertina, alla consegna dell’ambulanza regalata dalla famiglia di Albertina

Marina Vanzetta l'infermiera (seconda da sinistra) e Marina, la figlia di Albertina, alla consegna dell’ambulanza regalata dalla famiglia di Albertina

“Ho pensato a tutte le persone che ogni giorno morivano sole e lontano dalle famiglie. Non volevo che capitasse anche a lei”, racconta Marina.

Stesso nome della figlia di Albertina e stesso gesto. Anche Marina accarezzava spesso il capo della madre con le dita tra i capelli, per metterle a posto le ciocche. “Quando ci siamo incontrate - racconta Marina l’infermiera - è una delle prime cose che mi ha detto e, se possibile, abbiamo trovato almeno un motivo per sorridere”.

Marina Vanzetta alla consegna del riconoscimento con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Marina Vanzetta alla consegna del riconoscimento con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella

La pandemia non fa più paura come all'inizio. Vaccini e immunità naturale ne hanno mitigato le conseguenze più gravi. Ma il Covid è ancora tra noi anche se lo vediamo meno.

Il 28 ottobre 2022 il ministero della Salute ha deciso di passare da una diffusione quotidiana dei dati della pandemia a una pubblicazione settimanale. Da quel giorno l'interesse dei media per l'impatto della pandemia è decisamente diminuito.

Dal 28 ottobre sono morte, a causa del Covid, quasi 10mila persone.

La giornata del 18 marzo è dedicata anche a loro.

A proposito dei dati
Su desktop ogni punto presente nelle visualizzazioni rappresenta una vittima. Su smartphone ogni punto rappresenta 2 vittime .
I dati utilizzati per questo lavoro provengono dalla Protezione civile per quanto riguarda l'andamento complessivo dei decessi in Italia e in Lombardia.
Per quanto riguarda i dati dei decessi nelle province di Bergamo e Brescia e per i decessi in Italia scorporati per età, abbiamo utilizzato i dati dell'Istituto superiore di sanità raccolti e messi a disposizione dall'Istituto nazionale di fisica nucleare.
L'andamento temporale dei decessi in tutte le visualizzazioni è settimanale. Per i decessi delle province di Bergamo e Brescia il dato settimanale è la somma delle medie mobili a sette giorni giornaliere.
Le visualizzazioni sono state realizzate con il linguaggio di programmazione R.
Porzioni di codice sono state realizzate o riviste con l'aiuto del servizio di intelligenza artificiale ChatGPT.
Il lavoro del New York Times da cui abbiamo preso ispirazione è How America Lost One Million People