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Mauricio Pochettino, chi è l'allenatore del Tottenham

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6' di lettura

Argentino e allievo di Bielsa, è riuscito ad affermarsi in Premier League grazie a un gioco offensivo ed efficace. Il primo giugno si giocherà la finale di Champions contro il Liverpool nella speranza di coronare con un trofeo il suo percorso di crescita

Se l’Ajax è stata probabilmente la più grande sorpresa di questa edizione della Champions League, un posto di tutto rispetto tra gli outsider inattesi spetta anche al Tottenham di Mauricio Pochettino, che il prossimo primo giugno si giocherà una storica finale al Wanda Metropolitano di Madrid. Il 47enne allenatore argentino, dopo un girone balbettante, superato soltanto all'ultima giornata a spese dell'Inter, è riuscito a trovare la quadratura del cerchio mettendo in fila un successo dopo l’altro, nonostante le numerose assenze. Agli ottavi, infatti, gli Spurs hanno superato il Borussia Dortmund, ai quarti i campioni d’Inghilterra del Manchester City, e in semifinale proprio gli olandesi dell’Ajax dopo un'incredibile gara di ritorno vinta per 3-2. Grazie a questi risultati gli Spurs si giocheranno la prima finale di Champions League della loro storia e buona parte del merito non può che essere dell’allenatore argentino che si è confermato uno dei migliori tecnici in circolazione.

Il trionfo e poi l'addio?

La partita del primo giugno, però, potrebbe essere anche l’ultima sulla panchina del Tottenham. Pochettino ha il contratto in scadenza nel 2021 e da tempo ha suscitato l’interesse dei top team europei, tra cui la Juventus che è alla ricerca del successore di Massimiliano Allegri. Accettare la corte dei bianconeri per l’allenatore argentino sarebbe anche un modo per tornare alle origini: il suo trisavolo, infatti, è originario di Virle Piemonte, un piccolo paese alle porte di Torino di cui Pochettino è diventato cittadino onorario.

La carriera in campo: lo Sceriffo di Murphy

Prima di sedersi in panchina Mauricio Pochettino è stato un calciatore di buon livello, tanto da collezionare 20 presenze e due gol con la nazionale Argentina tra 1999 e 2002. Ex difensore, dopo le giovanili in alcuni club di Murphy, sua città natale nella provincia di Santa Fe, esordisce a 16 anni nel Newell’s Old Boys nel 1988, dopo essere stato scoperto dall’osservatore Marcelo Bielsa, che qualche anno più tardi diventerà anche il suo allenatore proprio nei 'leprosos'. Negli anni in Argentina, durante i quali si merita il soprannome di "Sceriffo di Murphy" grazie al suo grande temperamento, costruisce una grande affinità con 'El Loco' Bielsa che ha definito un "secondo padre", oltre che un maestro. La sua esperienza in Sudamerica termina nel 1994, quando si trasferisce all’Espanyol. A Barcellona diventa un leader della squadra, così in poco tempo si guadagna i gradi di capitano. La fascia rimane sul suo braccio per 7 stagioni, durante le quali diventa il calciatore straniero con più presenze nella storia del club. La sua esperienza in Catalogna si interrompe nel 2001, quando si trasferisce in Francia, prima al Paris Saint Germain e poi al Bordeaux. Nel 2004, però, decide di ritornare all'Espanyol, dove nel 2006 mette fine alla sua carriera. Da calciatore ha vinto un campionato Apertura e uno Clausura in Argentina, due coppe di Spagna con la maglia dell’Espanyol e una Coppa Intertoto con quella del Paris Saint-Germain.

Le prime esperienze in panchina

Una volta smesso di giocare decide di sedersi in panchina, assecondando molti dei tecnici che ha avuto in carriera, che lo consideravano già un "allenatore in campo". Nel 2008 per ottenere il patentino decide di fare un'esperienza particolare: per qualche mese infatti svolge il tirocinio obbligatorio ricoprendo il ruolo di allenatore in seconda della squadra femminile dell’Espanyol. Una volta ricevuto l’attestato, passa alla prima squadra maschile, sempre come vice allenatore. Il suo momento arriva il 20 gennaio 2009, quando viene esonerato Mané e gli viene affidata la panchina. Pochettino, alla sua prima esperienza, prende l’Espanyol in una posizione particolarmente difficile: è terzultimo in classifica, a 5 punti dalla quota salvezza.

Il "miracolo" con l’Espanyol

L’Espanyol di Pochettino scende in campo con il 4-2-3-1 e riesce a conquistare ben 32 punti in 19 partite, terminando la stagione al decimo posto. L’impresa permette all'allenatore argentino di essere confermato e nelle successive tre stagioni riesce a dare forma alla sua idea di calcio. Sfiora più volte l’Europa League ma la storia con il club più importante della sua carriera termina nel novembre 2012 quando, in accordo con la società, rescinde il contratto.

L'arrivo in Premier League

Nel gennaio del 2013 comincia la sua esperienza in Premier League. La prima società a concedergli un’opportunità è il Southampton, con gli permette di compiere un’altra impresa. Subentrato in corsa anche in questa occasione riesce a raggiungere una salvezza tranquilla, anche grazie ad una serie di vittorie contro squadre molto più blasonate dei "Saints".

4-2-3-1, dominio del possesso palla e pressing alto

L’anno successivo sfiora la qualificazione in Europa, conquistando l’ottava posizione, il miglior piazzamento in Premier League del Southampton fino a quel momento. Pur rimanendo fedele al 4-2-3-1 iniziale, il suo calcio in Inghilterra si perfeziona. Nello scacchiere pensato da Pochettino la sua squadra deve ottenere il dominio costante del possesso palla attraverso il pressing alto, senza rinunciare però a continue verticalizzazioni.

La chiamata degli Spurs e il sogno Champions League

Grazie ai buoni risultati ottenuti con il Southampton, nel maggio del 2014 viene chiamato sulla panchina del Tottenham, con il quale firma un quinquennale. Dopo un avvio deludente, con risultati altalenanti, riesce a trovare la giusta alchimia tattica e ha il grande merito di lanciare un giovanissimo Harry Kane. In questi cinque anni con gli Spurs ottiene il primo anno un quinto posto in campionato e la finale di League Cup; poi a seguire un terzo posto, un secondo dietro al Chelsea nel 2016-2017, di nuovo un terzo posto l’anno successivo, e un quarto posto nella stagione appena terminata. Un cammino indubbiamente positivo che potrebbe trovare il suo coronamento proprio nella finale di Madrid.

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