MasterChef All Stars Italia, i concorrenti: chi è Simone Finetti

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Simone Finetti

In attesa della prima edizione speciale del cooking show dei record che vede sfidarsi 16 fra i più talentuosi ex concorrenti delle passate stagioni, giovedì 20 dicembre alle 21.15 su Sky Uno (canale 108) e su digitale terrestre al canale 311 o 11, riscopri chi è Simone Finetti

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SIMONE FINETTI ha partecipato alla quarta edizione di MasterChef Italia.

Si è classificato ottavo nella sua edizione e, in quello stesso anno, ha vinto Master of Pasta. Da allora è diventato testimonial di alcune aziende produttrici di pasta. Attualmente si cimenta in consulenze culinarie per diversi ristoranti ed è promoter di prodotti ittici a Chioggia. Leggi l’intervista e scopri cosa ci ha raccontato.

Ci racconti la sua esperienza a MasterChef.

A dir poco emozionante! Ci sono tanti piccoli aspetti che ti rimangono nel cuore, sia della gara sia della vita al di fuori delle cucine con gli altri concorrenti. Il mio è stato un percorso in salita, ero un dilettante allo sbaraglio con un’incredibile voglia di far bene. Sicuramente MasterChef ha la capacità di metterti di fronte ai tuoi limiti e riesce a darti i mezzi per superarli, purtroppo non sempre accade, vedi quella maledetta linguaccia di maiale. Possiamo dire che affrontare questa gara non è per deboli di cuore. MasterChef ti forma a livello emotivo, impari a dominare le emozioni e non a farti dominare da esse. Sicuramente il regalo più grande che mi ha lasciato questo programma è la consapevolezza, perché ho capito che strada scegliere: la cucina.

Com' è cambiata la sua vita dopo la partecipazione a MasterChef?

Direi radicalmente, credo che in qualsiasi lavoro ci sia oltre alla vocazione e alla passione, l’estrema necessità di formarsi, ed è quello che ho fatto. I primi anni ho investito su me stesso e sul mio percorso, ho avuto la fortuna di frequentare ALMA, l’accademia di alta cucina fondata dal Maestro Gualtiero Marchesi; ho proseguito esperienze e studi, approcciando e integrando il mondo dell’enologia e della cucina neoclassica francese. Giacinto Rossetti (3 stelle Michelin) mi ha preso sotto la sua ala protettrice e guidato in numerose esperienze lavorative con Chef e ristoranti stellati, mi sono sentito una vera e propria spugna in grado di assorbire nozioni, esperienze e tecniche, che ritengo fondamentali nel nostro lavoro. Sono un giovane Chef che ha trovato la sua strada e persegue due grandi obiettivi: prendere una stella Michelin e non smettere mai di raccontare quanto complessa ed emozionante sia la cucina, la storia e la vita di un prodotto, quanto sia importante difendere e preservare la nostra storia fatta di artigiani, contadini e nobili tradizioni. 

Cosa si aspetta da questa edizione di All Stars?

Mi aspetto una lotta dura e serrata, ma anche un’esperienza emozionante. Il confronto è ciò che rende eccitante quest’esperienza perché da un sano confronto si maturano nuove esperienze e nuove idee. Sono curioso per natura e ansioso di crescere, cercherò di carpire e "rubare" più tecniche e nozioni possibili, soprattutto dai giudici. Mi aspetto prove di estrema difficoltà dato il livello della gara e giudici severi ed esigenti. Tutto questo è estremamente emozionante, non vedo l’ora di cominciare, al mio segnale... Scatenate i fornelli! 

Il suo cavallo di battaglia, è lo stesso di quando ha iniziato o è cambiato?

Credo che il mio cavallo di battaglia possa essere la pasta fresca a mattarello, per il semplice fatto che non solo l’ho preparata centinaia di volte con un giudice severissimo, ma proprio perché il giudice in questione è mia nonna. Ho imparato in questi anni che dietro a un piatto, una pietanza, un prodotto, non solo c’è tecnica ed esperienza, ma c’è un racconto di vita entusiasmante che fa sì che il prodotto stesso venga vissuto a livello non solo palatale, ma emozionale. Quanti cibi abbiamo nel cuore? Quanti profumi rimangono nella nostra mente? Quanto ci solleticano i ricordi? Perché la cucina è proprio questo… E io non vedo l’ora di raccontarlo al mondo intero.