Celebrity MasterChef: Lorenzo Amoruso esce a testa alta

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Lorenzo Amoruso

L’ex calciatore è entrato nelle cucine di MasterChef  con grinta e determinazione, ha mostrato il suo talento ai fornelli e la sua voglia di farcela. E' uscito dopo aver combatutto come un vero guerriero sa fare. In attesa del prossimo appuntamento con il talent culinario più amato del piccolo schermo, leggi l’intervista a Lorenzo e scopri cosa ci ha raccontato.

“La più bella soddisfazione non è riempire lo stomaco dei commensali, ma vedere il loro volto esprimere i sapori che hanno degustato”: questo il motto di Lorenzo in cucina, questo ciò che più lo gratifica. Classe 1971, l’ex calciatore inizia a viaggiare molto presto, a soli quattordici anni vive già fuori casa e cucinare è innanzitutto una necessità. Oggi la sua è diventata una vera passione e il suo talento dimostra la voglia di alimentarla, del resto il suo cuore è quello di uno sportivo: “Lo sport ti porta a essere competitivo e soprattutto a voler superare i propri limiti. Puoi sempre migliorare un piatto, ma devi sapere come fare, senza esagerare perché puoi anche rovinarlo”.

Ci racconta questa sua esperienza?
Al di là della gara ho imparato tantissimo, sono uscito ancor più ricco di prima. Confrontati con una giuria di grandi professionisti come quella di MasterChef è stato un privilegio, non per tutti.
Cosa pensa dei giudici?
Spesso possono sembrare cattivi o severi, io credo che un po’ sia un po’ anche per l’immagine che si hanno costruito, comunque sono delle persone davvero a modo, al di là ovviamente della loro estrema competenza.
Che dire dei suoi compagni di viaggio?
Affiatati fin dal primo giorno, siamo decisamente un bel gruppo, gli autori sono stati molto bravi a metterci insieme, molti di noi vengono dal mondo dello sport, persone abituate ad avere la competitività e la passione nel sangue. Siamo rimasti tutti contenti del nostro percorso.
Cos’hanno in comune sport e cucina?
Nello sport e in cucina “chi si accontenta, non gode!”. Si è sempre orientati a migliorare.
Che effetto fa cucinare ai fornelli di MasterChef Italia?
Non è come cucinare a casa, c’è molta pressione, e non sempre si riesce a gestirla bene. Io avevo già un buon bagaglio e questo mi è tornato utile, però lo stress si sente.
Lei ha viaggiato molto, come è nata questa passione?
Abitando in Scozia e in Inghilterra mi sono dovuto rimboccare le maniche, poi con il tempo ho realizzato che cucinare mi rilassava e mi faceva stare bene, è stato fondamentale scoprirlo.
La rilassa tuttora?
Ovviamente, mi piace passare del tempo in cucina, mi rilassa, ed è un bel momento da condividere con gli amici, si mangia e si beve in relax. Viaggio molto per lavoro e ho una compagna a distanza, appena posso cucino per lei.
Il momento più duro della gara?
Ce ne sono stati alcuni, ho sbagliato diverse cose, così come il fritto durante il corso della prima puntata. Devo dire però che non ho sbagliato perché non sapessi le cose: ha inciso la pressione e lo stress che non hai da nessun’altra parte. Non voglio sembrare presuntuoso ma sono convinto di cucinare molto meglio di quanto ho fatto vedere in tv.
Gli ingredienti per poter vincere?
Sicuramente trovare quella tranquillità che hai casa è un buon punto di partenza, è una cosa difficilissima. Anche dei piccoli dettagli possono compromettere una prova e di conseguenza una puntata.
Cosa ha determinato la sua uscita?
Diciamo che ho voluto esagerare, avevo già vinto la prova precedente e avevo un po’ di vantaggio ma ho voluto esagerare. Ho imparato che a MasterChef non hai un passato, vieni giudicato per quello che fai al momento, forse è questo che mi ha fregato. Dopo la sconfitta di Amatrice avevo voglia di riscattarmi, ho mischiato delle verdure che non avrei dovuto mischiare. Ho voluto strafare e ho sbagliato, ma non mi rimprovero niente. 
Il momento più bello?
Momenti ce ne sono stati tanti, direi il fatto di condividere qualcosa di bello con tante persone, personaggi che si sono messi a nudo, fregandosene delle figuracce e dei rimproveri.
Quando cucina per gli altri, cosa la gratifica di più?
La più bella soddisfazione non è riempire lo stomaco dei commensali, ma vedere il loro volto esprimere i sapori che hanno degustato.