Andrea Lo Cicero a Celebrity MasterChef: in cucina con passione

Inserire immagine
Andrea Lo Cicero a Celebrity MasterChef Italia 

L’ex azzurro Andrea Lo Cicero , dopo lo straordinario successo di Giardini da Incubo , è tornato su Sky Uno per una nuova incredibile sfida, questa volta le mani se le sporca in cucina, tutti i giovedì alle 21.15 ai fornelli di Celebrity MasterChef . Leggi l’intervista al “Barone” e scopri cosa ci ha raccontato

Andrea Lo Cicero, ambasciatore Unicef, Cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica, ex volontario della Croce Rossa italiana, ex Pilone della Nazione italiana di rugby, è un vulcano sempre in movimento. Non sorprende ritrovarlo alle prese con una nuova avvincente sfida, questa volta in cucina. E' tornato su Sky Uno con la stessa voglia di sporcarsi le mani con cui lo abbiamo visto alla conduzione di Giardini da Incubo. Nella sua tenuta nelle campagne del Lazio ha un’azienda agricola (cucina con le verdure del proprio orto e produce zafferano), e una fattoria didattica che nasce con il nobile intento di avvicinare i bambini alla natura e aiutare quelli meno fortunati a integrarsi. Lo Cicero è uno che non si risparmia, così gli ha insegnato la sua famiglia: “Sono stato fortunato nella vita, è mio dovere restituire quello che ho avuto a chi non ne ha”. Ama il confronto con gli altri ma come ogni sportivo gioca per vincere. Sarà lui a conquistare la vittoria della seconda stagione di Celebrity MasterChef? Una cosa per lui è certa: “Nella vita ci vuole passione, se hai passione vai avanti”. E comunque vada, il suo successo in cucina è sotto gli occhi di tutti, ogni giovedì alle 21.15.


Come nasce la passione per la cucina?
In famiglia, arriva dai nonni e dai genitori, poi negli anni la mia curiosità verso il cibo si è sviluppata. Ho fatto l’atleta e mi sono dovuto cucinare da solo diverse pietanze. Da buon siciliano dico che la cucina unisce, questo è importante.
Ha detto subito sì alla chiamata?
Assolutamente sì, per chi ama la cucina è un’opportunità unica farsi giudicare da una giuria così competente come quella di MasterChef, anche un giudizio negativo serve ed è costruttivo.
E’ un fan del programma?
lo sono da sempre, MasterChef è un programma che valorizza i prodotti italiani e le eccellenze dei nostri produttori, al di là della gara mi piace perché promuove la cultura del cibo.
Cosa porta a casa di quest’avventura?
L’ennesima esperienza positiva, nella cucina, come nella vita, ci vuole passione. Se hai passione vai avanti. E a proposito, approfitto per ringraziare tutti, anche tutti quelli che lavorano dietro le quinte e non si vedono, sono una squadra fantastica.
Cosa non manca nel suo frigo?
Cerco di avere di tutto un po’, anche perché odio gli sprechi, non voglio che il cibo si deteriori e comunque non buttiamo via niente, gli scarti alimentari, avendo l’orto e gli animali diamo tutto a loro.
Cos’hanno in comune lo sport e la cucina?
Hanno mille punti in comune, lo sport ha bisogno dell’energia del cibo, se mangi male danneggi il tuo fisico, il cibo costruisce i muscoli e dà energia al corpo, le proteine e i carboidrati sono fondamentali. Mangiare bene è fondamentale.
Qual è il piatto che la rappresenta meglio?
Non c’è n’è uno, dipende da come sto, sono meteoropatico, se sto al mare preferisco cucinare il pesce, se sono in campagna preferisco una bella faraona ripiena.
Un cibo che la riporta all’infanzia?
La pasta con le sarde e la scacciata, una pizza coperta fatta con le verdure di stagione, le acciughe e le olive nere, sono tipici piatti catanesi e io li porto sempre con me; rappresentano la mia infanzia.
Che dire dei giudici?
Sono tutt’e tre fantastici, ma se vogliono ti massacrano, diciamo che con me è andata bene, sono contento di aver ricevuto i loro giudizi; è chiaro che i gusti sono molto soggettivi, può succedere che un piatto sia buono ma che a loro non piaccia. Il bello è divertirsi, viversi le emozioni.
Con chi si è trovato meglio?
Cannavacciuolo, per questioni di stazza, sono stato grande e grosso come lui fin da piccolo.
Siamo clienti dello stesso ristorante (ride ndr). E poi le sue pacche sono pacche d’amore.
Com’è andata in brigata?
Abbiamo fatto una gran bella squadra, non eravamo accaniti più di tanto, poi è chiaro che nella gara gli artigli escono fuori, la mattina ci allenavamo tutti insieme, è stato molto bello stare insieme. Ho stretto un ottimo rapporto con i miei compagni, e ci sentiamo tuttora.
Progetti per il futuro?
Mi piacerebbe tornare a fare Giardini da incubo, faccio qui il mio appello, incontro tante famiglie che mi chiedono di rifarlo. Sarebbe fantastico.