Valerio Spinella a Celebrity MasterChef, una "Fayna" in cucina

Inserire immagine

Forma il trio con Alessandro Bonan e Gianluca Di Marzio nel programma Calciomercato-L’originale su Sky Sport, su Sky Uno invece il giornalista sportivo "Fayna" si cimenta ai fornelli di Celebrity MasterChef . In attesa di vederlo all’opera nella prossima puntata, giovedì alle 21.15, leggi l’intervista e scopri cosa ci ha raccontato

Tra i suoi molteplici impegni, Valerio Spinella ha deciso di accettare una nuova sfida, indossare il grembiule di MasterChef e cimentarsi ai fornelli. Insieme ai suoi compagni di viaggio, sotto l’egida di una giuria che come è noto, non fa sconti a nessuno, mostra il suo volto inedito. Lo abbiamo intervistato per scoprire che, con l’entusiasmo che lo contraddistingue, adora i gamberoni (sarebbe capace di mangiarli a colazione), sogna un tête-à-tête con Shakira, non sopporta i formaggi e in cucina comanda lui, nella sua. Anche perché, in quella di MasterChef è tutta un’altra storia. Vedere per credere.

Cos'hanno in comune lo sport e la cucina?
L'applicazione, il metodo, la pratica e la creatività.
Com’è andata con i suoi compagni?
Molto bene, soprattutto nella vita di spogliatoio, siamo un bel gruppo, una squadra con cui ridere e scherzare. In questa edizione ci sono tanti sportivi, io ho stretto amicizia con tutti. Mi sono trovato benissimo con Laurita, Serena, Daviduccio, Tombo (Tombolini ndr), il Barone e Lady Oscar (Margherita Granbassi ndr). 
Qualcuno l’ha stupita più di un altro?
In realtà un po’ tutti, perché se non a pelle, non puoi mai farti un’idea delle persone se non le conosci al di fuori del loro ruolo. Mi ha divertito sentire le imprecazioni di Barbara, una signora che tira bestemmie con classe.
Che dire dei giudici?
Al contrario di quanto si possa pensare, mantengono un certo distacco, ammetto che davanti a loro l’ansia c’è, forse molti si aspettano che faccia il circo, in realtà è difficile, pur essendo una materia in cui avrei tutto il diritto di sbagliare, la paura si sente, sei sempre sotto esame.
Un aggettivo per ogni giudice.
Joe è un furbo, però ci vuole, Barbieri è un po’ bacchettone, e a detta di tutti è anche il più severo, Cannavacciuolo è “confortante”, ne hanno tutti rispetto, ma nessuno lo teme, se ti dice che qualcosa non va bene può allungarti una pacca, non ti dirà mai “fa schifo” o qualcosa di peggio come fanno Joe e Bruno.
Come ha reagito alla chiamata?
Quando me lo hanno proposto mi sono ricordato della finale dell’anno scorso, erano dei fenomeni e ho pensato di non essere altezza, poi però sono stato felice di accettare. Ho superato il provino ed eccomi qui.
Come si è preparato per il provino?
Sono andato da un amico che ha un ristorante e ho chiesto consiglio a lui. E’ stato un bene anche perché inizialmente volevo presentarmi con un primo, delle linguine allo scoglio, lui invece mi ha suggerito di optare per un piatto più semplice.
Una scelta più ragionata.
Sì, è stata un’ottima dritta, quando sei lì devi mettere in conto che sei sotto pressione e anche un semplice piatto di pasta può venir male, a casa lo fai benissimo ma a MasterChef cambia tutto. Puoi sbagliare il grado di cottura, il condimento, qualsiasi cosa. Ho portato un bel secondo ed è andata!
Qual è stato il momento più duro?
Sono andato un po’ nel panico come spesso succede nelle prove a tempo nella vita, nei videogiochi, alle prese con i ravioli, da una parte ero contento perché la pasta fatta in casa la so fare e ho una certa manualità, nella prova però questi benedetti ravioli non si chiudevano bene.
Cos’è successo?
Diciamo che “incoraggiato” da Joe ho voluto osare e nell’impasto ho usato del cioccolato, non proprio un’ideona, mi sono un po’ “impanicato”. Alla fine sono riuscito, ma in quel momento ero nervoso, quel tipico nervosismo di quando guidi sotto la pioggia e hai fretta.
Come si fa a vincere?
Bisogna essere davvero bravi a cucinare, in più è indispensabile essere creativi e multitasking, tra le mille cose da seguire devi avere una scaletta mentale. Più vai avanti nella sfida e più è difficile.
Nelle dirette sarà abituato a gestire situazioni impreviste.
La gestione degli imprevisti è una capacità, puoi averla, ma in un determinato ambito. Faccio l’esempio di un tennista bravissimo come Fognini a cui, mentre batte, gli sfugge la racchetta, questa rimbalza per terra e lui la riprende al volo, se però l’imprevisto sta nel broccoletto che rischia di bruciarsi, non sa gestirlo, perlomeno non con il rimedio adatto.
Cosa le ha dato questa esperienza a MasterChef?
E’ stata molto intensa, ho acquisito una migliore manualità, e…nel maneggiare i coltelli sono diventato più bravo. Ricordo un’esterna, una gita nella gita, lì Barbieri mi sgrida, è stato un momento molto divertente, mi urla contro un “Valerio ma che coltello stai usando?”: era quello sbagliato e per lui stavo commettendo un grave errore, come mangiare gli spaghetti con il cucchiaio: vietato!
Che metafora calcistica descriverebbe la sua partecipazione?
In Francia e in Inghilterra funziona che in Coppa, anche le squadre piccoline, se vanno avanti, incrociano le grandissime e si ritrovano a giocare con i grandi. Io mi sono sentito così, non sono andato come "la Capua della situazione" o come Magnini (notevoli talenti), mi sono presentato da outsider e ogni cosa buona era tanto di guadagnato.
Il suo cavallo di battaglia?
Io adoro i gamberoni, mi piacciono in tutti i modi, mi piace usarli come fanno in Centro America, con i frutti esotici.
Il suo piatto preferito?
I gamberoni, anche se mi piacciono molto anche la cotoletta, la tagliata, la carne in generale. Il gambero però lo puoi mettere ovunque, in un risottino, con gli spaghetti, nei secondi, negli aperitivi, con i cocktail.
Cosa non può mancare nel suo frigo?
Il cioccolato fondente.
Chi le piacerebbe invitare a cena?
Shakira, non mi interessa se va male. Possiamo parlare di calcio, lei è sposata con Piquè, alla peggio si fa un balletto.