Davide Devenuto ai fornelli di Celebrity MasterChef

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La seconda  stagione di Celebrity MasterChef Italia  si chiude giovedì 5 aprile alle 21.15 su Sky Uno con un'imperdibile finale. I concorrenti finalisti sono Anna Tatangelo, Orietta Berti e Davide Devenuto. In attesa di scoprire il vincitore, leggi l’intervista all'attore Davide Devenuto.

Celebrity MasterChef sta per chiudersi e tra i concorrenti agguerritissimi di quest’anno, tra Barbara Alberti, Lorenzo Amoruso, Serena Autieri, Laura Barriales, Orietta Berti, Margherita Granbassi, Umberto Guidoni, Andrea Lo Cicero, Valerio "Fayna" Spinella e Anna Tatangelo, troviamo l’attore Davide Devenuto. In attesa di scoprire se sarà proprio lui il vincitore della seconda stagione in questa sua inedita veste di chef provetto, alle prese con Mystery Box, Invention Test,  prove in Esterna e Pressure Test, lo abbiamo intervistato per capire cosa lo abbia spinto nelle cucine di MasterChef e cosa ne pensa della temutissima giuria composta dal mitico trio: Bruno Barbieri, Joe Bastianich e Antonino Cannavacciuolo.


Cosa ci fa un attore come lei nelle cucine infuocate di MasterChef?
Me lo sono chiesto anch’io ma non ci sono ancora arrivato, non ho trovato una risposta.
Cosa l’ha spinta ad accettare?
Mi sentivo pronto per questa avventura, ed è veramente un percorso, davanti alle telecamere sono piuttosto sciolto ma volevo mettermi in gioco senza il filtro di un personaggio. Andare così e metterci la faccia. Il provino è piaciuto, il piatto anche.
Era un fan del programma?
Sì, abbastanza, diciamo che lo è soprattutto la mia compagna (Serena Rossi ndr).
Sarà contenta per lei.
Sì è sicuramente contenta e credo abbia anche un po’ rosicato. Anche perché lei cucina e cucina anche molto bene.
Entrambe chef per passione?
Diciamo di sì, anche se facciamo cose decisamente diverse.
I vostri cavalli di battaglia?
Il mio cambia ogni settimana, ci sono dei piatti a cui mi affeziono e che cerco sempre di elaborare e migliorare, però cambio sempre. In questo momento faccio un piatto particolarmente buono (è stupendo che me lo dica da solo), comunque si tratta di un antipasto.
Ce lo racconti.
E’ una tartare di gamberi, la abbino a una scarola riccia che si chiamerebbe indivia, viene ripassata nella bisque del gambero e il tutto è condito con sale pepe e olio al tartufo: una roba da buttarsi per terra, di una bontà assoluta. 
La sua compagna invece?
Serena fa un po’ di tutto, molto bene i primi di mare. Non ha un cavallo di battaglia, lei fa molte più cose rispetto a me. Però diciamo che io ho in più il guizzo. Faccio il piatto più rischioso.
Come nasce questa sua passione?
Un po’ per necessità, ho iniziato a cucinare da solo quando me ne sono andato di casa, a vent’anni. Mia madre mi ha sempre abituato a mangiare bene, perché cucina bene. E’ stata lei a passarmi un po’ di ricette e ho cominciato così. Devo dire che da quando sto con Serena presto più attenzione al cibo. 
Vi siete influenzati a vicenda, nel senso buono.
Vero, anche se ho iniziato io, lei all’inizio della nostra convivenza non cucinava, poi ha preso il sopravvento e oggi è lei che cucina molto di più.
Vi piace invitare a cena gli amici?
Sì e soprattutto quando arriva la bella stagione, prendiamo una casa insieme e troviamo il modo di condividere quest’aspetto godereccio del cibo e della convivialità. 
Cosa dire dei giudici?
Ho trovato Barbieri molto alla mano, fa di tutto per metterti a tuo agio e farti uscire dall’ansia, inoltre è preparatissimo e carino, ci andrei a cena volentieri. Cannavacciolo è molto simpatico, secondo me è fondamentalmente un timido che ha quest’aspetto burbero per nascondere la timidezza, però è uno che se si lascia andare è fantastico, in cucina poi è un mezzo genio. Joe è una mina vagante, riesce a convincerti di una cosa e del suo esatto contrario argomentando efficacemente, è uno molto brillante sicuramente.
Con i tuoi compagni come è andata?
Non conoscevo nessuno, di persona. Si è creato però un bel gruppo. Con Daniele, Margherita, Valerio, Andrea, con Anna ci siamo fatti tante risate, poi Barbara è stata stupenda. Insomma ci siamo trovati bene tutti.
Se la sua partecipazione a MasterChef fosse un piatto? 
Ho goduto veramente tanto, è stata una bellissima esperienza, ho portato a casa un un grande bagaglio emotivo. Sarebbe un gran piatto, come una aragosta succulenta. 
Il momento più duro? 
Quando ho cucinato con la febbre, eravamo al freddo in esterna e io avevo quasi quaranta di temperatura. Se ci ripenso però il momento più duro è stato un cazziatone di Bastianich su un piatto…