MasterChef 7 saluta Joayda: Il segreto è cucinare con gioia

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Doppia eliminazione nella cucina di MasterChef 7 , il talent culinario in onda ogni giovedì alle 21.15 su Sky Uno . A dire addio, insieme a Rocco al sogno di MasterChef è la cuoca domenicana Joayda . Nell’attesa di un nuovo appuntamento con il talent di Sky, leggi L’INTERVISTA .

di Helena Antonelli

Ancora un Pressure Test all’ultimo scontro. Nella precedente puntata di MasterChef italia 7, in onda come sempre di giovedì alle 21.15 su Sky Uno, due manche sulle uova nuvola decidono la sorte in cucina tra Italo e Joayda. Ad avere la meglio è stato il capitano mentre l’aspirante cuoca domenicana di MasterChef ha dovuto dire addio al suo sogno per sempre.
La cuoca amatoriale dominicana si è tolta il grembiule dopo aver affrontato un Pressure Test ad alta tensione. Al duello decisivo con Italo, la forse troppa determinazione di Joayda, da sempre fondamentale nella cucina di MasterChef, le ha giocato un brutto scherzo e contro la saggezza del capitano non le ha reso giustizia. L’intervista a Joayda.


Joayda, cosa è andato storto?
Il mio piatto non aveva nulla di sbagliato. Sapevo di non reggere al Pressure con Italo. Per Italo non è ancora arrivato il momento di uscire.

Si aspettava che ad avere la meglio sarebbe stata la sua pasta al pomodoro?
No, sinceramente penso che non si possa presentare una pasta al pomodoro durante un Pressure. La puoi mangiare a casa, ma non puoi presentarla ai giudici di MasterChef.

Da cosa è scaturita questa “antipatia” nei confronti di Italo?
Dal primo momento che è entrato nella cucina di MasterChef, Italo si è rilevato fin da subito una persona presuntuosa. E questo non è piaciuto a nessuno.

La prova più bella vissuta a MasterChef?
Cucinare in Norvegia, durante l’esterna alle isole Lofoten. Trovarsi di notte a cucinare con la luce è stata un’esperienza indimenticabile per me.

Ha sempre detto di voler aprire un ristorante. Qual è l’idea?
L’idea è quella di prendere le basi della cucina italiana e mischiarle con la mia cultura, la cucina domenicana. Un nome ancora non c’è.

Un piatto che non mancherà nel suo menu?
Non mancheranno tartare di tonno e di scampi aromatizzate allo zenzero e lime, con una riduzione di ananas e mandarini cinesi caramellati. Questo è un piatto che oltre a riscuotere un certo successo, amo particolarmente.

È stata d’ispirazione l’esperienza a MasterChef?
Si moltissimo. È stata una grande carica per me.

Chi tra i giudici l’ha più colpita?
Antonino Cannavacciuolo. È una persona di grande fama quanto umile.

Cosa farà ora?
Lavorerò al progetto del mio ristorante. Sperimenterò altri piatti e lo farò prendendomi tutta la calma del mondo. La cucina non si può improvvisare. MasterChef non è una scuola ma un’esperienza, indubbiamente formativa per tanti aspetti, ma comunque un’esperienza. Ora bisogna studiare.

Il primo piatto che cucinerà tornata a casa?
Una mozzarella in carrozza rivisitata in stile domenicano. Due platani che abbracciano una mozzarella in carrozza aromatizzato con olio e basilico.

Una delle regole che ha appreso per sopravvivere nella cucina di MasterChef.
Bisogna essere sé stessi, sempre. Andare avanti per la propria strada con la consapevolezza che sì ci sono persone vere, ma sei a MasterChef per cucinare e non per fare amicizia. Bisogna poi cucinare con gioia così da uscire tranquilla, come sono io ora.