Street Clerks, aspettando il nuovo album in ANTEPRIMA il singolo Rivolù

Intervistiamo gli Street Clerks,  resident band di E poi c’è Cattelan (dal lunedì al venerdì in seconda serata su Sky Uno). In attesa dell’uscita del nuovo album Come è andata la rivoluzione? vi proponiamo in ANTEPRIMA il loro singolo Rivolù

Alexander, Cosimo, Francesco e Valerio non sono solo amici di vecchia data ma anche musicisti eccezionali che si stanno facendo strada nel panorama musicale italiano con una grinta e una passione uniche. Insieme sono gli Street Clerks, band ex protagonista di X-Factor 7 e adesso band ufficiale del late show di Sky Uno, E poi c’è Cattelan. Li abbiamo incontrati in attesa dell’uscita del loro nuovo album d'inediti "Come è andata la rivoluzione?" in uscita l'11 maggio, il secondo dopo “Fuori”. L'album è composto da 10 brani scritti e arrangiati dalla band stessa ed è un concentrato di sfumature pop,vintage, rock condite con qualche synth e molte voci. Invece, dal 30 marzo, in radio, sarà possibile vedere il loro brano "Rivolù"che anticipa l'album.

"Rivolù" – sostiene la band - è la fotografia di quegli anni in cui si è molto giovani e si pensa che tutto sia spensierato e semplice...anche una rivoluzione!

Crescendo ci siamo resi conto che probabilmente era solo una piacevole illusione, nonostante ciò ogni scelta ci ha permesso di incontrare persone e fare scelte che poi ci hanno cambiato la vita. Il tutto mosso da un unico comune denominatore: la musica. Anche se molto è cambiato e si è trasformato, come dice la canzone, "dopo quasi 15 anni siamo ancora noi".

Il brano è accompagnato da videoclip girato a Milano e diretto da Fabrizio Cestari. Un vero omaggio a "Hey Jude" dei Beatles, con le stesse inquadrature e i quattro Street Clerks al posto dei quattro Beatles.

 

1-Di cosa parlano i brani del nuovo album? Anche se non potete ancora svelarci tutto, è possibile una piccola anticipazione almeno per capire cosa dobbiamo aspettarci?

Francesco Giommi -  È un disco allo stesso tempo ironico e nostalgico. Molto vario come sound: possiamo considerarlo una piccola playlist dal sapore vintage.

Alexander Woodbury -  È un album composto da brani abbastanza diversi tra loro sia per il testo che per la musica. È un buon mix tra ballate nostalgiche, canzoni d’amore e brani più ritmati ed ironici.

Valerio Fanciano -  Credo che le canzoni di quest’album siano una fedele rappresentazione in musica di ciò che ci frulla nel cervello ogni giorno…ovvero un misto di ironia, storie quotidiane, nostalgia ed un po’ di esistenzialismo. Una sorta di Woody Allen con la chitarra elettrica e 4 voci armonizzate.

Cosimo Ravenni - È un album molto più maturo rispetto al precedente. I temi sono legati alla sfera personale, a volte affrontati con profondità altre con ironia e leggerezza.

2- Come avete avuto l’idea per il nuovo album?

Francesco Giommi - Sicuramente, a livello di sonorità, il palco di E poi c'è Cattelan ci ha un po' trasportato. All'inizio del 2015, abbiamo pubblicato Fuori, album scritto prima e dopo la prima stagione di Epcc, dalle sonorità acustiche e folk. Durante altre 2 lunghe stagioni di televisione in cui abbiamo avuto la fortuna di poter suonare con artisti come De Gregori, The Bloody Beetroots, Carmen Consoli, ci siamo confrontati con molti generi diversi, e questa versatilità alla fine l'abbiamo portata in studio. Abbiamo lavorato anche su canzoni scritte qualche anno fa. Ci piacevano, le abbiamo riprese e arrangiate da capo. Con questo lavoro verrà fuori anche il lato swing'n'roll del nostro inizio, fino alla comparsa di qualche synth…che fino a poco tempo fa sembrava impensabile!

Alexander Woodbury - Beh non c’è una vera e propria idea. Non sarà un concept album ma una playlist dei nostri migliori brani. Pensiamo sia un grande passo avanti rispetto ai nostri lavori passati.

Valerio Fanciano -  Avevamo voglia di scrollarci di dosso qualsiasi etichetta o regola e scrivere nella maniera più fluida possibile, riprendendo in mano le chitarre elettriche e sperimentando con qualche synth. Sia a livello di testi che musicalmente, per noi questo album è una piccola “rivoluzione”, perché liberarci dagli schemi mentali, cosa che può apparire rischiosa, è stata proprio la chiave per godere a pieno di questo periodo di scrittura.  E siamo molto contenti del risultato.

Cosimo Ravenni - In questi ultimi anni ci siamo (per fortuna) dovuti concentrare molto sulla televisione, sugli eventi e su tutto ciò che ci ha portato il nostro rapporto con Alessandro Cattelan dopo l’approdo sul grande schermo. Ma è tanto che pensiamo di rimettere in piedi il nostro progetto discografico. È la cosa a cui teniamo di più e che le persone conoscono meno degli Street Clerks. Sono molto felice che si sia arrivati a questa nuova uscita.

3- È stato “studiato a tavolino”?  È arrivato da un’idea “on the road”? È nato “per tentativi”?

Francesco Giommi - Personalmente ricordo di aver detto: "raga, abbiamo fatto la seconda stagione di EPCC e sta per finire la terza. Tutti questi stacchetti mi hanno fatto venir voglia di andare in studio a registrare i pezzi nuovi!"

Alexander Woodbury -  Direi di no a tutte e tre le domande. Abbiamo scritto ognuno le proprie canzoni una alla volta e scelto quelle che ci sembravano le migliori. Poi siamo entrati in sala prove per definire gli arrangiamenti.

Valerio Fanciano - Si è praticamente fatto da solo, canzone dopo canzone. Solo dopo aver scritto una dozzina di canzoni abbiamo capito che album stava venendo fuori. Ci piace più lavorare così, seguendo l’ispirazione e le esperienze che ci capitano via via, piuttosto che metterci dei paletti sin dall’inizio.

Cosimo Ravenni - Il processo creativo è nato un anno e mezzo fa, siamo stati fortunati ad incontrare il nostro attuale produttore Diego Calvetti che ci ha molto stimolato in studio e ci ha fatto capire che il disco era forte. Per quanto riguarda i singoli brani ognuno ha scritto dei pezzi e poi abbiamo fatto una selezione dei più “meritevoli” come facevano anche i grandi Queen. Sono molto felice che per la prima volta ci sia anche un pezzo mio e cantato da me (quanto è difficile cantare!).

4- Per questo nuovo progetto avete forse recuperato qualcosa nato “per caso” durante le improvvisazioni con gli ospiti in studio?

Francesco Giommi - No, ma forse meglio dire “non ancora”. Da un jingle può nascere qualcosa e ne abbiamo buttati giù un bel po' in 5 edizioni, il momento arriverà prima o poi!

Alexander Woodbury - No, in realtà è un disco che abbiamo finito prima di iniziare EPCC 5. Le interazioni con gli ospiti ad EPCC solitamente hanno sempre un che di divertente e comico, mentre ai nostri lavori discografici cerchiamo di dare un taglio più serio, intimo e personale.

Valerio Fanciano - Una canzone (“Londra”) è nata proprio nella nostra saletta prove di Sky tra una prova e l’altra durante i giorni di registrazione di Epcc…inoltre il suonare con molti artisti diversi e sperimentare una vasta varietà di generi e suoni ci ha molto aiutato ad andare oltre i nostri confini.

Cosimo Ravenni - Per questo disco no ma per il prossimo ho già qualche nota vocale pronta come memo personale…

5- Insieme siete gli Street Clerks. Da solo che musicista sei?

Francesco Giommi - Da sempre, o quasi, autodidatta, mi sono avvicinato a tutti gli strumenti di una classica band rock pop. Chitarra, basso, tastiera, suonando in varie band come chitarrista, bassista e tastierista, quindi forse sono un po' indeciso! Comunque alla fine pare stia vincendo la batteria…per ora! Scherzi a parte sono felice e fortunato di poter contare su un marchio come DS Drums per il supporto tecnico. In generale non mi sono mai visto su un palco da solo. Le uniche volte in cui sono stato da solo su un palco, davanti a me c'erano un mixer e 2 lettori CD. Ma lì facevo il Dj, mettevo i dischi, non suonavo! 

Alexander Woodbury - Sicuramente da solo farei emergere più le mie origini anglo-americane. Mi piacciono molto il bluegrass e il country tradizionale, generi che hanno posto le basi per il cantautorato moderno anglosassone e non solo. Ormai nel pop sono ovunque. Ma in realtà è una domanda difficile perché ho suonato molto blues, ho studiato Jimi Hendrix, venero i Radiohead (nonostante non mi piacessero all’inizio), amo Elliot Smith alla follia (anche se all’inizio pensavo fosse spazzatura). Più musica ascolti più musica ti piace. Penso che sia importante non fermarsi, o perlomeno per me è così.

Valerio Fanciano - In generale mi sento molto “espresso” per quello che sono già all’interno degli Street Clerks. Anzi, grazie agli altri 3 sono molto cresciuto. Nella mia cameretta però mi capita di giocare ad essere Frank Sinatra, a volte divento Joey Ramone, ed altre volte uno dei Backstreet Boys. Beh, sì, questo me lo concedo soltanto quando sono da solo.

Cosimo Ravenni - Amo gli Street Clerks e sono la mia vita. Ho anche altre passioni musicali, sono un grande appassionato di folk americano/bluegrass e tutta la scena che ne deriva. Nel tempo libero approfitto infatti per esibirmi con un trio acustico in cui suono solo il contrabbasso con l’arco e sfogo questa mia passione.

6- Tre aggettivi che ti descrivono meglio?

Francesco Giommi - Pensieroso, ritmato, dolce (ma solo con la mia ragazza).

Alexander Woodbury - Scostante, timido, sarcastico.

Valerio Fanciano - Socievole, ironico, riflessivo.

Cosimo Ravenni - Questa domanda fa molto “The Club” però è sempre interessante, diciamo diretto, flemmatico e… bello!

7-  Un episodio simpatico/bizzarro/divertente che ti è successo in studio?

Francesco Giommi - C'è un piccolo rito che viene celebrato durante la sigla iniziale. Io e Marco Villa, che è posizionato sotto al nostro palchetto, subito alla mia destra, ci scambiamo un lungo sguardo, serissimi entrambi. Poi mi giro verso gli spalti, dove c'è Luca Restivo, uno degli autori del programma, che nota che io e Villa ci stiamo guardando. A quel punto mi indica e fa OK con il pollice della mano. Villa annuisce soddisfatto dell'avvenuto scambio di sguardi. Detta così non vuol dire niente, ma ormai è un vero e proprio rito scaramantico, e va fatto sempre, così la puntata va alla grande!

Alexander Woodbury - Purtroppo quando io sono in studio o stiamo registrando una puntata o mi sto esercitando alla chitarra, quindi magari mi sono successe tantissime cose divertentissime ma non me ne sono accorto…

Valerio Fanciano - Un aneddoto simpatico è stato quando Francesco De Gregori, col quale abbiamo duettato, dietro le quinte ci ha confidato che per lui gli Street Clerks saranno sempre e comunque “I Chierici Vaganti”.

Cosimo Ravenni - È stato bello suonare con Carlo Verdone, è un grande appassionato di musica e appena ha visto i nostri strumenti montati sul palco non ha resistito e ci siamo messi a jammare. 

8- Con quale ospite di EPCC ti sei divertito di più?

Francesco Giommi - Con Elio e le storie tese, per la quantità di c***ate che dicono, unite sempre però ad un finissimo senso dell'umorismo, e ad una grande cultura e conoscenza della musica. E poi è sempre divertente scambiare quattro chiacchiere con loro, fuori onda. Ancora più divertente vederli improvvisare durante il soundcheck, prima della loro esibizione di "Born to be Abramo", qualche settimana fa.

Alexander Woodbury - Dico sempre che “IL” ,oppure “L’”, ospite più speciale è stato De Gregori per il semplice motivo che è uno dei cantautori più importanti della storia della musica leggera italiana. Era come se fosse entrato Osho in studio, o Gandhi. Sto esagerando ma il senso è quello.

Valerio Fanciano - Favino è una forza della natura, ed è riuscito a farci ridere alle lacrime, mentre musicalmente parlando ci siamo divertiti a scrivere e suonare “I problemi sono altri” con Ghali, “Perdonami” con Emma e “Luoghi comuni” insieme a Noemi.

Cosimo Ravenni - Con Favino. È un grande attore e professionista ma anche un buffissimo imitatore. Non si riesce a smettere di ridere.

9-  A quale componente della band sei più affine?

Francesco Giommi - Siamo persone con caratteri molto diversi. Musicalmente sono più affine a Valerio, per il background molto simile. Suoniamo insieme da molto tempo, fin dall'adolescenza, a suon di ritmi punkrock, ska ed emo-core.

Alexander Woodbury - A Cosimo per ragioni di temperamento, ci piace parlare di cose serie. A Valerio perché siamo i due cantanti chitarristi e quindi per tutto ciò che questo comporta. Per il senso dell’umorismo a Francesco, perché piace ad entrambi suonare la batteria. Domanda difficile, siamo in realtà estremante diversi, anche se dopo undici anni siamo ovviamente in simbiosi.

Valerio Fanciano - Difficile questa! Siamo parecchio diversi tra noi, ma complementari. Diciamo che mi piace pensare e ragionare molto sul senso delle cose, della vita, e di noi stessi, e in questo mi sento simile ad Alexander. Come carattere però mi sento più simile a Francesco, mentre come capigliatura a Cosimo.

Cosimo Ravenni - Si va a momenti. Sicuramente negli schieramenti 2 vs 2 di solito sono in squadra con Alexander!

10- La tua massima fonte di ispirazione?

Francesco Giommi - Gli anni 60, il rock high-school americano dei primi 2000, tutta la musica anni 90.

Alexander Woodbury - Direi la musica stessa, ma in realtà tutto ciò che possa in qualche modo raccontare una storia. I libri, i giornali, i film, le serie, le persone. Basta stare attenti. Il problema è che non sto attento.

Valerio Fanciano - Dipende dai periodi, ne ho cambiati parecchi. Per questo periodo nomino: Clash, Bon Iver e “Blue Jay Way” di George Harrison.

Cosimo Ravenni - Mi piacciono molto gli anni 80 e tutti ciò che ne deriva. Adesso sono tornati molto di moda, tra l’altro. Mi piacciono i suoni dei film cult e le atmosfere sognanti. Per questo disco in questa direzione mi sono ispirato molto a un duo che si chiama Electric Youth. Di italiani ascolto molto Gazzè.

11 - Come ti vedi tra dieci anni? 

Francesco Giommi - Spero di vedermi con lo stesso spirito di adesso, con una famiglia e con la batteria nella cantina insonorizzata.

Alexander Woodbury - Male. Scherzo. Mi vedo con una famiglia e più maturo come scrittore\produttore\chitarrista.

Valerio Fanciano - Spero che avremo uno studio di registrazione bellissimo e tutto nostro, di aver fatto almeno 3 altri dischi, magari un libro, e almeno un figlio!

Cosimo Ravenni - Spero che avremo fatto tanti altri dischi e che la nostra band sarà ancora più consolidata.

12 - E quali obiettivi per l’immediato?

Francesco Giommi Suonare, suonare, suonare il nostro disco, dal vivo.

Alexander Woodbury - Migliorare e pensare positivo.

Valerio Fanciano - Spero che il disco possa piacere a più persone possibili, e di tornare al più presto a portare in giro il nostro live, che è la cosa che più ci diverte in assoluto.

Cosimo Ravenni - Il disco e la musica degli Street Clerks sono l’obbiettivo da raggiungere. Spero che più gente possibile si appassioni alla nostra musica e ci voglia venire a sentire Live. Il nostro posto è il palco.