Best Bakery, intervista al giudice Alessandro Servida

In attesa del prossimo appuntamento con Best Bakery, in onda tutti i martedì con un doppio episodio alle 21.15 su Sky Uno (canale 108) e su digitale terrestre al canale 455, abbiamo intervistato il maestro pasticcere e giudice del talent, Alessandro ServidaContinua a leggere e scopri di più

Best Bakery: vai allo Speciale

Il viaggio di Best Bakery alla scoperta della miglior pasticceria d’Italia continua, l’appuntamento da non mancare ti aspetta tutti i martedì alle 21.15 su Sky Uno (canale 108) e su digitale terrestre al canale 455. I due giudici d’eccezione Alessandro Servida e Andreas Acherer, ci accompagnano con la loro professionalità e il loro innato sense of humor alla scoperta di nuovi territori del gusto da esplorare. Dopo aver fatto due chiacchiere con il maestro di Brunico è la volta di Alex. Pasticcere per vocazione, eredita dal padre la sua passione che unita alla tradizione, all’innovazione, al rigore e al talento, diventa il mezzo con cui esprime il suo estro creativo. Membro dell’AMPI (Accademia Maestri Pasticceri Italiani), Alessandro Servida nasce come autodidatta e si ritrova a lavorare con il miglior pasticcere del mondo, Iginio Massari. “Sono partito dalle basi che mi ha insegnato mio padre, il mio primo maestro, e da queste ho approfondito da solo attraverso i miei studi. Nel mio percorso di lavoro e di vita ho avuto la fortuna di incontrare Iginio Massari, grande fonte di ispirazione. E’ stato presente e ha avuto grande fiducia in me, tutti i consigli che mi ha dato e che io gli chiedevo, mi hanno aiutato a migliorare in termini di professionalità. Moralmente è una persona carismatica che trasmette tantissima energia, mi ha dato molti stimoli a livello emotivo. Ha sempre apprezzato i miei dolci e le mie idee, tra noi c'è sintonia”. Continua a leggere e scopri di più.


Che esperienza è stata quella di Best Bakery?
Mi sono divertito tantissimo, è stato bello girare l’Italia, mi è piaciuto interpretare il ruolo di giudice perché me lo sono sentito addosso molto bene e soprattutto mi è piaciuto conoscere le realtà di ogni città, come vengono interpretati i dolci e le storie che si nascondono dietro ogni pasticceria. E' stato tutto interessante.
Un aneddoto divertente da ricordare?
Sicuramente quello che il mio collega giudice avrà già raccontato, l’ingenuità con cui Andreas ha espresso il suo giudizio senza rendersi conto che nonostante le sue buone intenzioni, non stava dicendo una cosa proprio carina…è stata troppo divertente. A questo aneddoto, aggiungo l’incontro con il proprietario della Vecchia Como, un personaggio molto particolare e diretto, quando ci ha raccontato il perché della dedica di un dolce a una ragazza cubana, è stato fin troppo esplicito, esilarante.
Una qualità di Andreas che le piacerebbe avere?
La calma in generale, io sono molto più impulsivo e istintivo, lui invece è molto più riflessivo. Prenderei metà del suo self control e metà della mia impulsività.
Il dolce della sua infanzia.

Un dolce non propriamente lombardo che faceva la mia nonna, lei stava più in casa mentre i miei genitori lavoravano. Era la zuppa inglese, la faceva con l’alchermes farcito con la crema e la crema pasticcera, al nostro rientro dalle vacanze era sempre lì ad accoglierci.
Dove trae ispirazione per le sue creazioni?
Principalmente dallo sviluppo di un dolce che esiste già, succede che mi ispiri andando in giro per l’Italia, parto dai dolci della tradizione e del territorio e cerco di reinterpretarli innanzitutto dandogli un aspetto contemporaneo, in linea coi tempi. Lo adatto ai gusti e creo qualcosa che rassicuri chi lo mangia perché è sì “tradizionale”, ma con un design del tutto nuovo.  
Se non avesse fatto il pasticcere?
Sicuramente avrei fatto qualcosa legato ai viaggi e ai motori, due mie grandi passioni. Direi dal pilota di aerei all’impiegato presso qualche azienda che mi avesse consentito di viaggiare.
L’ingrediente che non può mancare nei suoi dolci.
Non ci sono dubbi, creatività e fantasia. Non voglio niente che sia banale.
Come per il suo collega Acherer, anche lei quando viaggia ha l’obiettivo di scoprire nuove pasticcerie?
Ebbene sì, riconosco che è una deformazione professionale. Ovunque viaggiamo, la prima cosa che facciamo è scoprire le pasticcerie del posto.