Chi è Ritu Dalmia, ospite stasera ad Antonino Chef Academy

È tutto pronto per il secondo appuntamento con Antonino Chef Academy, in onda questa sera alle 21.15 su Sky Uno (canale 108) e su digitale terrestre al canale 455. Ospite della puntata sarà la chef indiana Ritu Dalmia, che entrerà in aula per il test di approfondimento.

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Ritu Dalmia è una celebre chef indiana, originaria di Calcutta, conosciuta, oltre che per la ristorazione, per i programmi televisivi culinari di cui è stata protagonista e per i libri di cucina che ha scritto, ma anche per la sua lotta per la per la depenalizzazione del reato di omosessualità in India.

Nel suo paese ha aperto otto locali, uno diverso dall’altro, che costituiscono il gruppo Diva Restaurants e porta avanti anche un’attività di catering di lusso per vip e tycoon.

Alla cucina si è avvicinata fin da bambina, cucinando per la famiglia e gli amici, per poi scoprire a vent’anni, grazie al suo primo amore e all’Italia, di voler fare di ciò la sua professione. Nel 1994 ha provato per la prima volta a portare la cucina italiana in India, ma era troppo presto perché venisse apprezzata da tutti. Così ha dovuto attendere il 2000, quando ha trovato la formula giusta aprendo il primo ristorante del gruppo, Diva Italian (gli altri sono: Diva Goa, Cafe Diva, The Cafe At ICC, Latitude 28, Diva Spiced, Cafe Diva Sangam e PDA Martinis And More) a Delhi, diventando ambasciatrice dell’eccellenza della gastronomia e dei prodotti italiani in India.

All’Italia si è avvicinata perché i sui genitori erano commercianti di marmo e la frequentavano per affari. Così Ritu ha potuto conoscere e apprezzare la cucina del Belpaese, fatta di differenze regionali che però lei preferisce definire ricchezze, studiandola e facendola sua.

Nel nostro paese oggi possiede due ristoranti, che gestisce con l’aiuto del suo staff come fa per quelli del gruppo Diva Restaurants, nei quali realizza una cucina indiana di altissimo livello. Il primo, Cittamani, aperto nel 2017, è ormai un punto di riferimento per gli amanti del genere, mentre Spica, aperto nel 2019 sulla scia del successo del primo, è un ristorante più pop, la cui offerta presenta cucina etnica proveniente da tutto il mondo. Un’avventura che ha deciso di condividere con la chef, sua grande amica, Viviana Varese, che si è occupata della formazione del personale di cucina e ha dato un importante contributo al menu.

Con l’Italia Ritu avverte un forte feeling, dovuto al fatto che la nostra cultura sia molto simile, sotto diversi aspetti, a quella indiana. Dal punto di vista del cibo, ad esempio, sono molte le cose che i due paesi hanno praticamente in comune, come le panelle o la farinata di ceci, ma anche, più in generale, l’abbondante utilizzo di verdure e legumi. Inoltre il nostro cibo, soprattutto a sud, ha subito l’influenza araba, come quello indiano. Anche dal punto di vista della gente Ritu crede che indiani e italiani siano simili perché hanno la stessa generosità d’animo, amano il caos e l’assenza di sovrastrutture.

Nonostante questo però, l’Italia non è il solo paese in cui Ritu vuole essere presente con i suoi ristoranti. Infatti, mira ad espandersi anche altrove in Europa, dove potrebbe esportare la formula di Spica.

Insomma, Ritu è in perenne movimento e non perché voglia creare un impero e diventare ricchissima, ma piuttosto perché si stufa facilmente e ha sempre bisogno di tenersi occupata. Inoltre, le fa piacere ricevere attenzione e approvazione per quello che fa e sa che questo un giorno finirà, perciò vuole goderselo al massimo.