4 Ristoranti Estate, anticipazioni ultima puntata: Borghese al Pollino

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Giovedì 26 luglio l'ultima puntata di Alessandro Borghese 4 Ristoranti Estate è dedicata al Parco del Pollino, parco naturale ricco di meravigliosi scorci che si estende tra la provincia di Cosenza e quella di Matera. Chef Borghese si è recato lì per cercare il miglior ristorante di cucina contadina. I ristoranti protagonisti del sesto e ultimo appuntamento sono l'agriturismo Calvino, l'agriturismo il Crepuscolo, il Bioagriturismo Tenuta Montenuovo e il Ristorante Cazzanedda.

Ritorna Alessandro Borghese con 4 Ristoranti Estate, lo show dove quattro ristoratori di una stessa zona si sfidano per stabilire chi tra di loro è il migliore in una determinata categoria. Ogni ristoratore invita a cena gli altri 3 ristoratori che, accompagnati da chef Borghese, commentano e votano con un punteggio da 0 a 10 per location, menu, servizio e conto. In palio per il vincitore di ciascuna puntata, il titolo di miglior ristorante e un contributo economico da investire nella propria attività. Ogni cena è preceduta dalla scrupolosa ispezione di chef Borghese della cucina del ristorante. Mentre, nel corso della cena, si concentra sul personale di sala, che mette alla prova su accoglienza, servizio al tavolo, descrizione del piatto e del vino. Solo alla fine scopriamo il giudizio di chef Borghese che con i suoi voti può confermare o ribaltare l’intera classifica che incorona il migliore ristorante della puntata. Ed inoltre Alessandro ha a disposizione un bonus di 5 punti che gli permette di giudicare un elemento in più e che rende la sfida ancora più imprevedibile.

Nella sesta e ultima puntata Alessandro Borghese si reca nel Parco del Pollino alla ricerca del miglior ristorante di cucina contadina. 

AGRITURISMO CALVINO

Nella cucina di Antonio Pandolfi olio, vini, ortaggi, carni sono assolutamente di provenienza locale, uno dei piatti più forti del periodo è il risotto zucca e tartufo. Non mancano poi le paste ripiene e diversi piatti rustici.

Il ristorante sorge all’interno di un’antica cascina che Antonio ha deciso di ristrutturare. Qui il cliente può sentirsi tranquillo e può rilassarsi ammirando la campagna. All’interno dell’agriturismo Calivino si può godere della compagnia di pony, capre e cagnolini. È presente inoltre un orto nel quale vengono coltivati peperoni cruschi, patate e svariate verdure di stagione.

Trattandosi di un agriturismo, la proposta culinaria dell’Agriturismo Calivino non segue una carta fissa, ma segue la stagionalità dei prodotti della sua azienda. Antonio propone ogni giorno 5 – 6 primi e secondi, in base alla stagionalità e alle materie che offre via via la terra. Calivino propone una cucina rustica e assolutamente legata al territorio. La maggior parte delle materie vengono prodotte in loco, anche il peperone crusco che Antonio coltiva e poi fa seccare, per utilizzarlo nelle proprie preparazioni.

AGRITURISMO IL CREPUSCOLO

L’agriturismo offre un menù fisso, ma a detta di Maria Marziale, la titolare, ciò è in linea con le richieste dei clienti. Organizzano passeggiate nei dintorni dell’agriturismo, che permettono ai clienti di apprezzare ancora di più i piatti che vengono serviti. Il ristorante si trova nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, immerso nel verde. Secondo Maria la location gioca un ruolo fondamentale nell’esperienza del cliente, anche grazie alle bellezze naturali della zona.

La cucina del Crepuscolo è stagionale e utilizza prodotti a km 0. I pezzi forti sono i primi, con pasta e sughi fatti in casa. Recentemente hanno intrapreso l’attività di coltivazione autonoma del grano nei campi che circondano l’agriturismo, che poi utilizzano per produrre la farina per la pasta. La natura intorno al Crepuscolo dona anche tante erbe spontanee che per Maria diventano ingredienti speciali della sua cucina.

BIOAGRITURISMO TENUTA MONTENUOVO

Giovanni Crigliano, il titolare, usa i suoi prodotti freschi quando sono in stagione, oppure li conserva per marmellate o – nel caso del peperone – li fa essiccare, durante il resto dell’anno. Tutto ciò è finalizzato a perseguire una “filosofia di alimentazione sana”. Giovanni ritiene che la cucina del Pollino debba avere come base i prodotti locali e come obiettivo piatti semplici che valorizzino gli ingredienti. La sua è quindi una cucina prettamente tradizionale. La tenuta si trova al confine settentrionale del Parco del Pollino. La struttura è costituita dall’azienda agricola, il ristorante e l’attività ricettiva. Orgoglio di Giovanni è l’orto che al momento è in fase di piantumazione. Giovanni, essendo maestro di equitazione, all’interno della sua tenuta ha due cavalle. Le sella e le usa per fare dei giri all’interno della sua tenuta. Oltre a loro ci sono tre papere e dieci galline usate esclusivamente per la produzione delle uova.

Cucina tipica da agriturismo, basata sui prodotti di qualità del territorio. Lui è molto attento a tutte le regole bio alimentari e ci tiene a dare quello che produce lui stesso ai suoi clienti. Per Giovanni esistono almeno tre modi diversi per consumare il peperone crusco: a pezzetti su paste, formaggi e ova al tegamino; a costine, ovvero intero e fritto servito come chips; infine sbriciolato sulle pietanze.

RISTORANTE CAZZANEDDA

Il punto di forza della cucina di Anna Rita Sisinni sono i prodotti semplici e tipici della zona, tra cui i fagioli di Sarcone, la selvaggina locale, la pasta e il pane fatto in casa (che spesso i clienti comprano anche separatamente). Il piatto del suo menù di cui va più fiera sono le pappardelle alla Lauriota, di origine molto antica, il cui ingrediente principale sono i peperoni cruschi, un altro prodotto locale tipico della cucina tradizionale di Cazzanedda. Il ristorante è immerso nel verde. C’è anche un parco giochi dove i bambini possono divertirsi. In estate è fresco e può rappresentare un rifugio dalla calura estiva. L’area circostante il ristorante Cazzanedda, comprende anche un orto e una piccola fattoria.

La cucina del ristorante può essere definita contadina e del territorio, anche se non manca la pizza. Gli ingredienti sono tutti della zona, controllati da Anna Rita in ogni minimo dettaglio. I piatti sono piatti antichi della tradizione, ma resi un pochino più moderni. Annarita fa tutto fatto in casa, infatti pane e pasta sono il suo must. Il latte delle caprette, presenti in fattoria, viene utilizzato per creare la ricotta usata all’interno di diversi piatti come: ravioli, crostate con cioccolato e piccole ricottine pastellate e fritte come antipasto. Nella cucina di Anna Rita non mancano ovviamente le uova, che vengono prese direttamente dalle galline presenti in struttura. Anche i prodotti dell’orto, come la cicoria, vengono introdotti in diverse pietanze: cicoria saltata, minestre con cicoria e pizza rustica con cicoria e patate. Uno dei prodotti a cui Anna Rita tiene di più, poiché rappresentativo della sua terra, è sicuramente il peperone crusco che viene utilizzato in moltissimi piatti.