Tattoo Fixers, Wrongonyou il dolce canto dell'orso tatuato

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Si intitola Rebirth il nuovo lavoro di Wrongonyou , artista romano che si sente un po' dei Castelli e un po' nativo americano. Ha nove tatuaggi e con una particolarità: il significato di alcuni lo ha scoperto tempo dopo averli fatti. Lo abbiamo intervistato, tra musica e tattoo, mentre su Sky Uno ogni domenica alle ore 22.55 va in onda la quarta stagione di Tatuaggi da incubo - Tattoo Fixers

(@BassoFabrizio)

Il mondo dei tattoo è strano. Purché si vada oltre le mode, Perché è possibile che la consapevolezza di quello che per sempre si porterà sulla pelle giunga dopo, in un secondo tempo. In un caso come quello che stiamo per raccontarvi è una questione di rinascite. Si intitola infatti Rebirth il nuovo lavoro di Wrongonyou, artista romano che si sente un po' dei Castelli e un po' nativo americano. Ha nove tatuaggio e con una particolarità: il significato di alcuni lo ha scoperto tempo dopo averli fatti. Lo abbiamo incontrato e intervistato, tra musica e tattoo, mentre su Sky Uno ogni domenica alle ore 22.55 va in onda la quarta stagione di Tatuaggi da incubo - Tattoo Fixers.

Partiamo dal concetto di Rebirth, che ci porta a rivivere, stavolta consapevoli, il momento della nascita.
E' una tecnica, una sorta di meditazione, tra movimenti, suoni e rumori, rivivi il momento in cui esci dalla madre e l’anima entra nel corpo.
Lo ha fatto? E' il suo Rebirth?
La mia rinascita è di altro tipo, però avessi tempo per quel percorso lo farei. E' molto spirituale.
Ci parli della sua rinascita.
Mi sono visto in vecchie immagini con occhi spenti e tristi, erano successe cose che mi hanno abbattuto il morale nella vita privata. Avere cantato Rebirth in un certo modo e con una certa intenzione mi ha portato a creare senza avere davanti il mercato della musica.
Cosa è cambiato?
Agli inizi prendevo la chitarra e suonavo. Il giorno prima di registrare ho cambiato un verso, ho scritto: se lasci il tuo passato è come una rinascita. Io rispetto al passato sono un’altra persona.
Un nuovo inizio?
Sì. Ora lavoro molto sulla voce. Il successo fa piacere ma quello che mi interessa è cantare. Dopo il concerto ringraziano per le emozioni che dai. E una vittoria. L'approccio al cantare è diverso per il cambiamento a livello di rinascita ma c'è anche un processo di studio, ho sempre cantato alla buona, poi ho fatto lezioni di canto lirico.
Ha un modello?
Elvis Presley era un tenore drammatico, con una voce un po’ più scura: ha messo la potenza della lirica nella musica leggera. Per me ancora oggi è il migliore anche se il più intonato è Paul McCartney: neache un computer avrebbe potuto fare l’attacco di Hey Jude.
Una canzone di intitola Shoulders (feat. Maurizio Filardo): chi c'è sulle sue spalle?
Ho un maestro che ho ringraziato ma di cui non rivelo il nome.
Come si trova con Carosello?
Benissimo. Il disco è slittato per metterci Rebirth. Mi lasciano libertà artistica, sui tempi decidiamo più insieme.
Le sue canzoni nascono in inglese?
Ho sempre ascoltato musica straniera, quindi nascono modo spontaneo.
Che resta del Mountain Man del 2016?
Mi ritrovo in città per forza, se no sarei in un ranch nel deserto del Mojave.
Ha contribuito alle musiche del film Il Premio.
Per la prima volta ho capito che il mio è un lavoro. Mi ha affiancato Maurizio Filardo, un esperto in soundtrack. Inizialmente Alessandro Gassmann mi ha parlato di canzoni già esistenti, poi siamo passati a tutta la colonna sonora. Mi ha dato fiducia, siamo rimasti amici. Mi ha guidato nei panni di attore.
Come sono nate le musiche del film?
Lui era in fissa con le musiche di Nebraska,  melodie country anni Quaranta. Io mi sono ispirato al primo episodio dell'Era Glaciale e a Fratello dove sei? dei fratelli Cohen. Ho fatto 14 temi e ne hanno presi solo due.
Una percentuale minima.
Non ero mai stato rifiutato, è stato difficile adattarsi.
Sarà a Roma per il concerto del primo maggio: che farà?
Scegliero tra i miei pezzi ritmici. The lake è la sola sicura a oggi.
Perché Wrongonyou?
Desideravo un nome indiretto. Io sono una frase resa nome, schiacciata in un’unica parola. Manca about all'inglese, così è slang.
Che significa Wrong(about)onyou?
Scaricabarile.
Tattoo?
Ne ho nove.
Il primo?
Sulla spalla un Moko, un simbolo Maori. Si fa quando si diventa maggiorenne e custodisce una W prima che nascesse il mio nome. Fu il regalo di compleanno di mamma.§
L'orso?
E' arrivato tanti anni dopo il primo. E' un animale che più mi rispecchia, mi piace come ragiona. Fatico solo ad accettarne la solitudine.
La freccia?
Il secondo che ho fatto. Inizialmente senza un motivo. Nel tempo ne ho compreso il significato. Sono affascinato dal mondo dei nativi americani. Cercavo una scusa per un disegno, ora so che rappresenta l'attaccamento alle cose. C'è la manualità nel crearla, la pontaneità del suo volo...
L'ultimo?
Un alberello simile a un abete sul dito come fosse un anello: è il mio matrimonio con la natura.
Proseguiamo.
Un simbolo indiano che è l'uscita dai problemi: la nostra vita è una spirale dalla quale si esce col tempo e quindi diventa prima una linea retta e infine il puntino che è la liberazione totale.
E la foglia di quercia?
E' l'albero più comune ai Castelli Romani, dove vivo. Ci sono querce con le quali sono amico, è un albero molto mamma. Al contrario del castagno che è più sergente.