Westworld 2, episodio 4: la recensione

Quarto appuntamento con la seconda stagione di Westworld , che ci porta nuovamente nel passato remoto insieme a James Delos, interpretato da un Peter Mullan in grandissima forma. Ritroviamo finalmente il personaggio di Elsie Hughes, e scopriamo che Bernard è stato in qualche modo coinvolto nel progetto segreto del parco. Ci viene inoltre rivelato che Grace in realtà è Emily, la figlia di William. Leggi la recensione di The Riddle of The Sphinx, il quarto episodio di Westworld 2 (NB, ovviamente ci sono SPOILER se non l'avete ancora visto!!)

Westworld 2, episodio 4: la trama

Il quarto episodio di Westworld è interamente ambientato nel passato, o meglio, in diversi momenti del passato, e si snoda lungo quattro linee narrative: L’uomo in Nero e Lawrence che si imbattono in Craddock e nei suoi uomini, i flashback sugli incontri tra James Delos e William, Bernard che ritrova Elsie e insieme a lei giunge in un altro laboratorio segreto dove c’è stata una strage di tecnici e di androidi-drone, e Grace che è stata catturata dai nativi americani e che incontra Stubbs, salvo poi riuscire a fuggire e incontrare suo padre. Che non è altri che William. Ma andiamo con ordine.

Alla ricerca della Porta

Abbandonata Pariah, l’Uomo in Nero e Lawrence sono in viaggio. Lungo la strada si imbattono in un gruppo di residenti che sta costruendo un binario che va verso ovest. Il che è strano, nota Old William, perché quel binario dovrebbe andare verso nord. Come se ci fosse qualcun altro che sta giocando oltre a Ford. C’è poi un altro fatto quantomeno bizzarro: i solerti operai stanno usando delle persone, quasi sicuramente degli ospiti, come appoggi per le rotaie.

Alla fine il gioco di Ford li (ri)porta nel paesino dove si trova la famiglia di Lawrence, che però è stato occupato dal Maggiore Craddock, graziato da Teddy nell’episodio precedente, e dai suoi uomini. Craddock è alla ricerca di quella fantomatica Gloria già nominata più volte, dice di essere diretto lì, e dice che gli servono armi e munizioni. Trova entrambe le cose, e trova anche della nitroglicerina, che si diverte a versare in bicchierini da far prendere in mano ai terrorizzati abitanti del villaggio: dapprima il barista, che ci rimette un arto, e poi la stessa moglie di Lawrence.

Il Maggiore dice che sta servendo la morte, e che la sta servendo bene, ma dopo una giornata a dir poco carica di tensione, l’Uomo in Nero decide che è arrivato il momento di agire: scatta in piedi all’improvviso, fa un taglio nella gola di Craddock col collo di una bottiglia rotta sul tavolo, spara ai Confederados togliendoli di mezzo una volta per tutte, e infine fa bere un bel bicchierino di nitroglicerina al Maggiore, per poi sparargli. BOOM.

Lawrence ovviamente è riconoscente: la sua famiglia è salva grazie a lui. Anche i suoi cugini sono riconoscenti, al punto di unirsi a loro. Prima di partire, però, la figlia di Lawrence, ma in realtà in quel momento è Ford a parlare, dice a Old William che non basta fare del bene una volta per cancellare il male fatto in passato. Ad ogni modo, è tempo di saltare in sella, e via, alla ricerca del prossimo indizio che condurrà alla Porta.

Al tramonto, però, il gruppetto si imbatte in qualcuno. Questo qualcuno è Grace…che saluta l’Uomo in Nero dicendogli “Hi, dad” (Ciao, papà). Ma non si chiamava Emily la figlia di William?

I flashback con James Delos

L’episodio si apre con James Delos in quella che sembrerebbe quasi una stanza d’albergo. L’uomo si allena sulla cyclette, sulle note di Playing With Fire dei The Rolling Stones. Fuma una sigaretta, fa pipì, beve qualcosa, mette del collirio in un occhio, morde una mela, si attacca dei sensori in testa e si collega a un computer che sta rilevando probabilmente le sue funzioni cerebrali, si concede un momento di autoerotismo, e infine, perché nel frattempo è chiaro che sono passati svariati giorni, lo vediamo versare del latte in una tazza di caffè. In realtà la maggior parte del latte finisce sul vassoio a causa del tremore della sua mano.

Ad ogni modo, c’è qualcuno che è venuto a trovarlo. Finalmente, sottolinea lui. E’ William, che ha portato una bottiglia di pregiato whisky. James versa due bicchieri, ma William rifiuta: è troppo presto per lui. “Un po’ troppo tardi, ca**o, vorrai dire. E poi, se il tuo obiettivo è fregare il diavolo, gli devi pur sempre un’offerta”, risponde Mr. Delos.

Cosa sta succedendo? Semplice: James si trova in California, ed è sotto osservazione. Ma per quale motivo? Perché la sua mente, la sua essenza, la sua identità, sarà ricreata e, al momento della sua morte, sarà traslata da quel corpo che non ce l’ha fatta e sarà installata in un corpo nuovo e immortale. Mistero svelato. William gli fa alcune domande per testare la costanza e la coerenza del suo comportamento: se dopo la sua morte avranno di nuovo la stessa identica conversazione, allora sarà andato tutto bene. A Delos Sr. questa cosa sembra un po’ forzata, però… William gli consegna un foglio, James legge ciò che c’è scritto…e veniamo catapultati nel futuro, dall’Uomo in Nero e Lawrence che si imbattono negli host che stanno costruendo la ferrovia.

Rivediamo Delos e l’incontro con William in un'altra sequenza. Sono passati sette anni, James è morto, dunque si trova nel suo nuovo corpo sintetico. Hanno la stessa identica conversazione: sul foglio che William gli consegna ci sono le parole che si sono appena scambiati. Il personaggio di Peter Mullan scopre che la moglie nel frattempo è morta, aneurisma, ma non vede l’ora di uscire da lì. Purtroppo per lui non sarà possibile: a quanto pare la sua situazione non è stabile. Infatti a un certo punto non riesce a trovare le parole, e va come in corto circuito.

Sono gli stessi problemi di prima, fa notare William all’osservatrice che controlla la situazione. Però questa volta è durato sette giorni, risponde la donna. William decide di “terminare” James: le fiamme avvolgono tutto. Si riparte da capo.

Quando rivediamo Delos, sono passati molti anni. Il William che va a trovarlo, infatti, è Old William. Stessi gesti, stesso dialogo. Ma in realtà sono cambiate tante cose. Juliet, la moglie di William, si è suicidata – lo vediamo in un flashback precedente, prima che l’Uomo in Nero colpisca Craddock. Si è tagliata le vene nella vasca da bagno, e lui l’ha trovata così. James mostra gli stessi problemi, ma la sua mente non sta rigettando il suo corpo: sta rigettando la realtà. Certo, 35 giorni sono meglio di 7, ma ci vorranno ancora anni prima di avere una versione stabile in via definitiva.

Ad ogni modo, William comunica al suocero che non lo porterà più indietro: 149 volte bastano e avanzano. E poi alcuni uomini è meglio che restino dove sono, cioè morti. Probabilmente varrà anche per lui, quando sarà il suo momento. “Le persone non devono vivere per sempre”, sentenzia, e poi se ne va. Questa volta, però, ordina non di terminare James, ma di studiare il suo processo di degradazione nel corso dei prossimi giorni. Delos è furioso: si mette a lanciare oggetti, a spaccare tutto. Ma il suo destino è segnato. Per lui la corsa termina qui.

Grace e Stubbs prigionieri dei nativi americani

Ritroviamo Grace prigioniera degli host della Ghost Nation. Viene portata nel luogo di raccolta dei prigionieri, e tra questi c’è anche Stubbs: ecco che fine aveva fatto! Stranamente, fa notare lui, uccidono solo altri residenti, non gli ospiti. Stubbs dice a Grace di non preoccuparsi, che la farà uscire da lì, ma lei ribatte che non ha nessuna intenzione di andarsene. I prigionieri vengono portati al cospetto del “primo di loro”, che non è altri che Akecheta. Grace riesce a liberarsi e a scappare, mentre Stubbs teme di essere sgozzato. Invece Akecheta lo risparmia, e gli sussurra nell’orecchio “Vivi tanto a lungo quanto l’ultima persona che si ricorda di te”. I nativi spariscono all’improvviso, lasciando Stubbs libero insieme agli altri ormai ex prigionieri.

Bernard e Elsie, reunion piena di soprese

Veniamo infine a Bernard e Elsie. Clementine porta Bernard all’ingresso di una caverna. Dentro la caverna c’è Elsie, che in realtà non è stata uccisa dal personaggio di Jeffrey Wright, ma è stata "solo" incatenata in una grotta (scelta quantomeno bizzarra, ma forse, in retrospettiva, era l'unico modo per impedire che Elsie finisse vittima della ribellione dei residenti). Ovviamente la reunion non è proprio colma di gioia, ma Bernard sta male, e Elsie deve aiutarlo. Oltre a scoprire che Ford è morto e che gli host ora sono senza restrizioni, la programmatrice scopre anche che il suo superiore, il suo punto di riferimento, è in realtà un robot. Ma non c’è tempo per stare a farsi troppe domande, bisogna trovare del fluido corticale per tamponare il danno.

Bernard si rivede entrare nella caverna, trovare una leva nascosta e aprire una porta. C’è un motivo dunque per cui Clementine l’ha lasciato lì. Dietro la porta c’è un laboratorio simile a quello in cui l’ha portato Charlotte nel primo episodio. Solo che dentro c’è una carneficina: tecnici morti e un androide-drone che viene fatto fuori da Elsie, giustamente sulla difensiva. Bernard riceve la sua iniezione di fluido, e sprofonda nei ricordi: è già stato lì. Ma a fare cosa?

Quando torna cosciente, insieme a Elsie scopre che nel sistema del laboratorio c’è un codice, ma non si tratta dello stesso codice dei residenti. E’ lo stesso codice che si trova dentro Abernathy. Un rumore li fa tornare alla realtà: cosa c’è dietro quella porta in fondo al laboratorio? Bernard si perde ancora un po’ nei suoi pensieri, e capisce che in un passato non troppo remoto era lì per creare una copia di qualcuno…ma di chi?

Elsie spara alla serratura della porta…e scopriamo che dall’altra parte c’è la stanza in cui veniva tenuto Mr. Delos. La sua ultima versione, la 149ma, è ancora lì. A porre fine alla sua miseria è Elsie, che lo termina. La programmatrice è sconvolta nello scoprire l’identità di quell’ibrido, ed è ancora più sconvolta al pensiero di quello che è successo in quel laboratorio. Bernard intanto ricorda il motivo della sua precedente presenza lì: Ford gli ha fatto stampare un’unità di comando per un altro essere umano. Ma per chi?

Bisogna tornare alla base e avvertire subito tutti: questo progetto va fermato a ogni costo. Prima di andarsene dal laboratorio, Bernard ricorda come sono morti i tecnici: è stato lui a dare il comando agli androidi-drone…ed è stato lui a uccidere una delle vittime.

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Westworld 2, episodio 4: la recensione

The Riddle of The Sphinx, il quarto episodio della seconda stagione di Westworld, ci porta nuovamente nel passato remoto, e finalmente ci rivela il vero obiettivo di James Delos e di William. Bravissimo Peter Mullan, capace di comunicare tantissime informazioni semplicemente guardandosi allo specchio. Molto belle le scene ripetute, che ci fanno tornare con la mente ai vari risvegli di Dolores e Maeve nella prima stagione.

Degna di nota la citazione indiretta de Il Mago di OZ, quando James Delos dice a William “Ho l’impressione che non siamo più in California.” Come per il secondo episodio, anche in questo i flashback ambientati nel passato remoto della mitologia della serie sono semplicemente perfetti: forniscono preziose informazioni e, allo stesso tempo, toccano determinate corde emotive che non possono lasciare indifferente lo spettatore, che si ritrova costretto a chiedersi “E se al posto di James Delos ci fossi stato io? Come ci si sente a risvegliarsi in un corpo sintetico, a sapere che si è sé stessi e, allo stesso tempo, una copia di sé stessi?”

Scopriamo finalmente qualcosa di più sull’Uomo in Nero, sulla morte di sua moglie e su sua figlia, che altri non è che Grace. Cosa sta cercando la ragazza all’interno del parco? Sta forse giocando allo stesso gioco a cui sta giocando il padre? E’ evidente che i rapporti tra i due non sono proprio idilliaci, dunque sarà interessante vederli insieme. Purtroppo, però, molto probabilmente dovremo aspettare il sesto episodio: il quinto, Akane No Mai, sarà ambientato a Shogun World.

Se il destino di Stubbs ci era stavo rivelato nel primo episodio – è chiaramente sopravvissuto all’attacco dei nativi americani –, per quello di Elsie abbiamo dovuto aspettare un bel po’. Sapevamo che Shannon Woodward sarebbe tornata in scena, nessuno ha mai fatto mistero della cosa, ma ormai aveva cominciato a perdere le speranze! Memorabile la battuta finale della programmatrice: “Fan*ulo, comunque mi sono sempre fidata più del codice che delle persone!”

Decisamente interessanti (e inquietanti) le sequenze dei ricordi di Bernard, che dunque è molto più coinvolto nel progetto segreto di quanto si potesse pensare. Possiamo fidarci di lui, o dobbiamo ricominciare a preoccuparci per Elsie?

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