Warrior, la recensione del primo e del secondo episodio della serie TV

La serie tv basata sugli scritti di Bruce Lee è finalmente approdata su Sky Atlantic, dove è in onda il lunedì sera alle 21.15. E già dal suo esordio ha messo in chiaro di aspirare allo status di cult. Ecco le recensioni degli episodi 1 e 2 di Warrior.

Warrior, scopri lo speciale

Warrior, il guerriero venuto da Oriente

Warrior, serie tv che dal 15 luglio va in onda in prima visione tv il lunedì sera alle 21.15 su Sky Atlantic (guarda le foto), si presenta con un pedigree davvero impeccabile: l’idea per lo show è infatti tratta dagli scritti della leggenda del cinema e delle arti marziali Bruce Lee, il che è stato sufficiente per caricare di hype gli amanti del genere già ben prima dell’arrivo dei primi episodi su Sky.

E già dal suo esordio, lo show creato da Justin Lin (regista di ben tre capitoli della saga di Fast & Furious) e Jonathan Tropper (creatore di Banshee) dimostra di essere all’altezza delle aspettative, con i primi due episodi andati in onda su Sky Atlantic a sollevare ulteriormente l’asticella della curiosità del pubblico, giustamente stuzzicato da un inizio più che promettente.

Warrior, per chi ancora non ne avesse sentito parlare, si svolge nella seconda metà del XIX secolo, in una San Francisco dove le forze dell’ordine stentano a mantenerlo, l’ordine, e dove ogni giorno arrivano nuove ondate di immigrati dalla Cina. Proprio con un carico di migranti arriva anche il protagonista Ah Sahm, interpretato dall'attore nippo-britannico Andrew Koji.


Warrior, recensione del primo episodio

Eccoci al primo episodio di Warrior, quello a cui tocca il difficile compito di gettare le premesse per le puntate a venire. Ma la serie tv ispirata da Bruce Lee non tergiversa troppo nelle introduzioni e mette subito in chiaro una cosa: se anche le atmosfere possono rimandare a show come il cult Boardwalk Empire, i ritmi sono più simili a quelli di un film action e i toni a quelli di un pulp.

E così, già pochi minuti dopo lo sbarco di Ah Sahm sul suolo americano, lo vedremo intento a combattere contro tre pubblici ufficiali poco concilianti. È proprio in quest’occasione che lo nota Chao, “maneggione” locale che lavora in proprio, prestando favori di volta in volta alle varie gang della China Town di San Francisco.

Proprio in una di queste cosiddette tong, la Hop Wei, si trova presto invischiato Ah Sahm, che però, scopriamo, non è venuto negli Stati Uniti in cerca di fortuna. Piuttosto, è sulle tracce di qualcuno che è venuto negli Stati Uniti prima di lui. E chi è quel qualcuno lo scopriremo anche, a fine episodio: sua sorella, che nel frattempo ha cambiato nome in Mai Ling, lavora per la gang rivale di Long Zii e rifiuta di tornare a casa con lui, alludendo anzi a un suo coinvolgimento nel destino che le è toccato.

Nel mentre, si dipana lo scenario che andrà a fare da sfondo al resto della prima stagione di Warrior, con guerre all’orizzonte fra gang rivali, una task force guidata da un poliziotto bianco con il difficile compito di mantenere l’ordine a China Town e la popolazione locale che non vede di buon occhio i nuovi immigrati cinesi, ritenuti colpevoli (ça va sans dire) di rubare posti di lavoro.

Per quanto si tratti di un episodio introduttivo, come detto il ritmo è da subito alto. E gli attori coinvolti, a cominciare dal protagonista Andrew Koji fino a Hoon Lee, che interpreta Chao, passando per Jason Tobin, qui nel ruolo di Jun, dimostrano sin da subito di essere all’altezza del compito a loro assegnato. Insomma, le premesse sono ottime, ora non resta che svilupparle come si deve.

 

Olivia Cheng e Dianne Doan, le foto più belle delle protagoniste di Warrior


Warrior, recensione del secondo episodio

Se già l'intro di stagione non badava ai convenevoli, il secondo episodio della prima stagione di Warrior si tuffa con ancora più foga nel vivo dell'azione, con la gang di Hop Wei impegnata a “mandare un messaggio” forte e chiaro agli uomini di Long Zii. Nel frattempo Big Bill, l’ufficiale a capo della task force che ha il compito di riportare l’ordine nel quartiere cinese, viene incaricato di indagare sui recenti omicidi di due uomini assieme al nuovo arrivato Richard Lee. Mentre quest’ultimo è intenzionato a venire a capo del caso, il suo capo è al contrario intenzionato a confondere le acque per impedire l'arresto dei veri colpevoli, dietro pressione di un misterioso irlandese di nome Dyaln Leary, che sembra esercitare una grande influenza sui suoi compatrioti.

L’episodio focale della puntata vede però protagonista Penelope, la moglie del sindaco interpretata da Joanna Vanderham, che già avevamo conosciuto nel pilota: questa viene importunata per strada e a difenderla interviene proprio Ah Sahm. Quando arriva la polizia, però, nonostante le proteste della donna il suo salvatore viene arrestato, come se fosse lui il responsabile dell’accaduto. Lo stesso sindaco, più tardi, rifiuterà alla moglie il favore di aiutare l’innocente.

Ah Sahm viene condotto in prigione. Bill vuole incriminarlo per gli omicidi su cui sta indagando e Lee, per quanto poco entusiasta all’idea, si trova costretto a obbedire. Nel frattempo, nella Hop Wei si discute dell’accaduto e viene stabilito di abbandonare l’arrestato al suo destino. L’unica a venire in suo soccorso è proprio Penelope, che ottiene il permesso di incontrarlo nella sua cella e riesce a convincerlo a parlare con lei.

Quale sarà però il destino del protagonista, è ancora tutto da vedere nel terzo episodio di Warrior. Quel che nel frattempo è evidente, è che la serie tv non ha perso tempo. Nella puntata d'esordio ha stabilito le regole d'ingaggio e già in quello successivo ha cominciato a mettere a segno i suoi colpi migliori, lasciando da parte ogni indugio.

Oltre alle spettacolari scene d’azione e a un intreccio intrigante, la vera arma dello show è come già detto il suo ottimo cast, all’interno del quale si stanno facendo sempre più spazio delle attrici assolutamente all’altezza dei loro comprimari maschili, dalla già citata Vanderham a Oliva Cheng (Ah Toy, la madame del bordello degli Hop Wei) e Dianne Doan (Mai Ling).