The Loudest Voice, la recensione dell'episodio 4

Leggi la recensione del quarto episodio di The Loudest Voice, in onda in prima tv per l'Italia ogni mercoledì alle 21.15 su Sky Atlantic. - Golden Globe Awards 2020, ecco tutte le serie tv in nomination

The Loudest Voice, episodio 4: il recap

Laurie prova a mettere fine alla relazione malata con Roger, ma lui le dice che la lascerà andare solo quando lei gli avrà trovato una sostituta. Il giovane giornalista conservatore Joe Lindsley viene scelto da Ailes per aiutare Beth a dirigere il giornale di Garrison. L'obiettivo è di usare la piccola testata locale come punto di partenza per mettere i bastoni tra le ruote ai Democratici, e Joe viene sapientemente manipolato per portarlo a termine. Fox News finisce nel mirino dell'amministrazione Obama a causa dei suoi metodi faziosi. A quel punto, Roger passa al contrattacco usando Glenn Beck per colpire il Presidente in carica dandogli del corrotto e del razzista. Laurie comincia a selezionare alcune ragazze per potersi liberare dal giogo di Ailes, ma cade vittima di un esaurimento nervoso. Gretchen non gradisce il modo di comportarsi di un suo collega, così sottopone la questione a Ailes...che però in tutta risposta si rivela altrettanto misogino e anche decisamente viscido. Joe si rende conto di essere stato usato, ma Roger gli spiega la Storia è scritta dai vinti...e che loro stanno vincendo, dunque non si deve preoccupare e, anzi, deve continuare a fare ciò che sta facendo.

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The Loudest Voice, episodio 4: la recensione

Nella quarta puntata di The Loudest Voice, Laurie, che avevamo già trovato molto provata nel corso della terza puntata, crolla. La donna non riesce più a sostenere la situazione di totale sottomissione in cui si trova da anni, ma è talmente stremata da non riuscire nemmeno a fuggire. Tanto più che Ailes la fa controllare dai suoi collaboratori. L’unica soluzione che le viene offerta dall’uomo per uscire da quella situazione è di trovare una sostituta.

È il 2009 e il protagonista compie 69 anni, occasione in cui vediamo Judy insolitamente dolce con lui: gli porta una torta e si mostra molto carina quando il protagonista parla di sé stesso definendosi grasso e vecchio. Il momento viene però interrotto da Beth, che arriva e rimette al suo posto l'assistente. È interessante notare come quest’ultima rimanga molto male a seguito di questo fatto e ci appaia in modo molto diverso rispetto alle precedenti puntate.

Marito e moglie, intanto, incontrano Jon Lindsley, un giovane giornalista che finirà nelle loro grinfie in una puntata in cui i due si rivelano una coppia a tratti macbettiana. Infatti, prendono quasi letteralmente in ostaggio il giovane dal momento stesso in cui lui accetta il lavoro di capo redattore del piccolo giornale di Garrison, che i coniugi Aisle hanno acquistato. Da lì, vorrebbero ricostruire il paese, dalle sue fondamenta.

Intanto Obama dichiara pubblicamente che c’è un canale televisivo il cui scopo è unicamente quello di attaccare la sua amministrazione e alla Fox viene interpretato come una sfida. Nella follia di Roger, che vede in Obama il nemico dell’America, entra in scena anche Donald Trump, chiamato dal protagonista semplicemente Donald, che viene nominato in quanto concorde con il protagonista nel dubitare delle origini del presidente in carica e intenzionato a concorrere egli stesso per la carica di presidente.

Laurie, pur di togliersi dalla storia con Roger, entra lei stessa nel gioco perverso di lui presentandogli la sua nuova assistente, facendogli intendere che si tratta della sostituta che lui aveva chiesto. A giudicare da quanto ci suggerisce il sapiente montaggio, i due non sono gli unici ad essere al corrente di questa storia. Infatti, quando Laurie esce dalla stanza di Roger, scambia un’occhiata con Judy, che sembra sapere tutto e anzi appare quasi come se si sentisse colpevole.

La quarta puntata è davvero molto psicologica, infatti, oltre alle vicende legate al trauma di Laurie, anche il “lavaggio del cervello” di Joe ha una posizione rilevante. Marito e moglie approfittano anche di una cena a casa loro per continuare a indottrinarlo ed è in quell'occasione che il protagonista pronuncia la frase emblematica: “non si arriva al potere senza le maniere forti”.

Un momento interessante del quarto appuntamento di The Loudest Voice è anche quello in cui Gretchen chiede aiuto a Roger a seguito del comportamento di un collega, che l’ha zittita malamente durante una diretta. Ailes non bada molto a ciò che la donna gli espone come piuttosto grave e anzi ironizza sul fatto che lei sia stata Miss America e perciò dovrebbe comportarsi come tale, con classe. Si tratta di una scena molto significativa, che rivela come il protagonista consideri le donne, anche quando non arriva alle molestie. Gretchen infatti rimane piuttosto disorientata dal comportamento del suo capo e notiamo che non sa come interpretarlo.

Sul fronte politico, intanto, Roger inizia a perdere l’appoggio anche dei suoi collaboratori a proposito della linea adottata contro Obama, ma lui resta fermo sulle sue decisioni, come prosegue il lavoro su Joe, che ormai vive a Garrison in balia della famiglia Ailes. A questo punto, però, gli ostaggi dell’uomo sono due: Joe e anche Laurie, che è tenuta chiusa in un appartamento completamente isolata dal mondo dopo aver chiamato Roger dall’aeroporto da cui stava partendo perché immaginava di essere seguita e ne dava la colpa a lui. L’uomo sembra preoccupato per lei ma probabilmente è perché ha paura che parli o forse perché capisce che la situazione gli è sfuggita di mano. Lei ormai è veramente traumatizzata, parla di regole e si scusa con lui se si comporta male ed è ormai chiaro che aver trovato una sostituta per i giochi perversi dell’uomo non è bastato per farla uscire dal meccanismo in cui si trova intrappolata.

Nelle ultime due puntate ha iniziato a farsi spazio anche il rapporto di Roger con il padre, un uomo che, a giudicare dai racconti del figlio, era molto duro con lui e non lo trattava per niente bene. Un atteggiamento che ha giocato un ruolo importante nella sua formazione portandolo ad essere l’uomo che è: spietato per noi, “più forte” per lui, che, parlandone con Joe, non perde l’occasione per sottolineare che nella vita l’unica cosa che conta è vincere. In questa scena il giovane ci appare pensieroso, anche perché si trova sempre più intrappolato nella situazione che Roger e la moglie hanno creato intorno a lui, senza sapere davvero cosa fare. Molti a Garrison iniziano ad avercela con Ailes, che ha contro anche la Casa Bianca, ma lui non mostra segni di cedimento e anzi afferma convinto: “la storia la scrive chi vince e noi stiamo vincendo”.