Il Trono di Spade 8: dietro le quinte del primo episodio

Alle fine il debutto dell'ottava e ultima stagione di Game of Thrones è arrivato, e niente sarà mai più come prima. Per chi non ha ancora visto l'episodio in versione originale sottotitolata (l'appuntamento con la versione doppiata parte lunedì 22 aprile alle 21.15 ), vi invitiamo a fermarvi qui. Per chi invece ha già visto Winterfell (Grande Inverno), è tempo di fare un giretto dietro le quinte. Scopri di più. - Il Trono di Spade 8: le anticipazioni del secondo episodio

Il Trono di Spade 8, scopri tutto nello speciale sulla serie

Come di consueto, anche quest'anno HBO dopo la messa in onda del primo episodio de Il Trono di Spade ha rilasciato online una featurette "inside the episode", cioè un dietro le quinte. Andiamo a scoprire dagli showrunner della serie, David Benioff e D.B. Weiss, cosa si nasconde dietro quanto abbiamo visto in Winterfell (Grande Inverno).

 

 

Un'accoglienza...freddina!

L'episodio si apre con l'arrivo di Daenerys e Jon a Grande Inverno, per l'appunto. La pomposità e la magnificenza che trasudano la sequenza sono un'apertura perfetta, come ci dicono Benioff e Weiss, sia perché fanno capire al popolo del Nord la grandezza e la potenza di questa nuova regina venuta dall'est, sia perché fanno capire subito quanto sarà difficile per i Jonaerys far capire agli altri l'importanza e la necessità di questa alleanza.

Il bambino che si arrampica, come avranno notato i fan della serie, è un chiaro riferimento al primissimo episodio, quando Arya, elmo della casa Stark in testa, si arrampica su un carro per vedere l'arrivo della corte di Re Robert. Ora, però, Arya è cresciuta, e non ha più bisogno di arrampicarsi. Semplicemente, si insinua tra la folla. E osserva.

Anche la Madre dei Draghi osserva, e percepisce subito che gli abitanti del Nord non sono entusiasti del suo arrivo. Ovviamente la situazione non le aggrada, ma farà ciò che dovrà per far funzionare le cose. Il primo incontro con Sansa non aiuta: come spiega Weiss, Daenerys è lì per aiutare, lei è "l'eroina giunta da lontano per salvare chi ha bisogno del suo aiuto" (non dimentichiamo che Dany ha visto il Re della Notte e sa quale minaccia incombe sui Sette Regni), e tutta quella ostilità, seppur celata dietro un'affettata educazione, la destabilizza. Si aspettava di essere accolta calorosamente, come successo a Yunkai e a Meereen, e invece...

 

Il Trono di Spade 8, episodio 1: Grande Inverno. FOTO

 

L'ex uomo più furbo dei Sette Regni

Assistere alle reunion di personaggi che non si vedevano da molto tempo, in alcuni casi da svariati anni, è stato sicuramente emozionante, forse addirittura più per loro che per noi spettatori! Non sono comunque mancati i momenti di tensione. L'incontro tra Tyrion e Sansa, per esempio, non è proprio rilassato. E' vero, i due sono molto pacati, sono pur sempre due nobili, ma il fatto che il Folletto ora sia il Primo Cavaliere di una regina che la rossa di casa Stark non stima e non rispetta rende il tutto meno gradevole di quanto sarebbe potuto essere se fosse arrivato in altre circostanze. Quando poi lei praticamente gli dà dello stolto per aver creduto alle parole di Cersei, Tyrion è colpito e affondato.

 

Un Ago e un Lungo Artiglio

La reunion tra Jon e Arya, forse la più bella di tutto l'episodio, serve anche per ricordare al pubblico tutto quello che questi due ragazzi hanno passato dall'ultima volta che si sono visti. Lei è diventata un'abilissima assassina, così abile da riuscire a cogliere un guerriero come Jon Snow alle spalle, mentre lui si è beccato una pugnalata al cuore che l'ha ucciso, ma poi è stato riportato indietro.

L'affetto profondo e sincero che lega questi due personaggi riemerge immediatamente: non dimentichiamo che Arya, come ben dice Benioff, è l'unica ad aver sempre trattato Jon come un fratello vero, senza mai sminuirlo e senza mai ricordargli il suo status di bastardo. Lui, dal canto suo, è l'unico ad averla sempre trattata con rispetto, e mai come una bambina petulante. Insomma, Jon e Arya si vogliono veramente bene, e questa scena lo mostra con chiarezza.

La giovane Stark ha capito le motivazioni dietro la scelta del fratellastro (ma forse dovremmo proprio iniziare a chiamarlo il cugino) di protare a Grande inverno tutti quei forestieri, ma, allo stesso tempo, è completamente dalla parte di Sansa. Che, non a caso, definisce "la persona più furba del mondo." Dopo aver lavorato con lei per incastrare Ditocorto, Arya ora sa quanto vale e di cosa è capace sua sorella. Sa anche che, se ce ne sarà bisogno, Sansa farà di tutto per proteggere la loro famiglia. Come si suol dire: il sangue non è acqua.

 

Il Trono di Spade 8, trama e recensione dell’episodio 1: ritorno a Grande Inverno

 

Un volo bestiale!

Che nessuno oltre a Daenerys abbia mai cavalcato un drago (no, essere trasportati da un drago non vale!), e il fatto che Rhaegal permetta a Jon di salirgli in groppa ovviamente non è casuale. Nelle vene dell'ex Re del Nord, infatti, non scorre solo sangue Stark, ma anche sangue Targaryen, e i draghi l'hanno sentito subito.

Benioff non ci gira attorno: solo i Targaryen possono cavalcare i draghi, e il fatto che Jon non ci sia arrivato...beh, è tipico di Jon! A dirla tutta, viene da chiedersi se Daenerys ci sia o ci faccia: e se l'invito a cavalcare Rhaegal fosse stato un ulteriore test? E se la Madre dei Draghi avesse intuito che Jon potrebbe in qualche modo essere legato alla sua casata? Altrimenti c'è una sola spiegazione: l'amore li ha rincitrulliti entrambi!

E' Weiss a spiegarci il senso della sequenza del volo e di quella successiva: c'era bisogno di far vedere i Jonaerys insieme, ma c'era anche bisogno di coinvolgere i draghi, che hanno avuto e continueranno ad avere un ruolo importante.

 

Tu non sei mai stato un bastardo!

Una delle sfide di questa stagione, in particolare di questo episodio, è quella di far avvicinare personaggi che finora non si sono mai incontrati, per esempio Sam, un personaggio molto importante, specialmente dalla settima stagione, e Daenerys. A fare da "punto di contatto" è Ser Jorah, ma presto i due scoprono di avere altro in comune (oltre a Jon, chiaro): Lord Randyll Tarly e Dickon Tarly...

Non è stata una scena facile, dicono Benioff e Weiss, ma John Bradley, l'interprete di Sam, ha fatto un ottimo lavoro, specialmente nel mostrare il modo in cui Sam apprende la notizia della morte del padre, col quale non c'è mai stato un rapporto sereno, e la notizia della morte del fratello, col quale comunque era legato e che ha scelto di morire in modo "onorevole", restando al fianco del genitore.

Non dimentichiamo poi che è proprio questa rivelazione a convincere Sam che è arrivato il momento di dire a Jon la verità sulle sue origini. Arriviamo dunque alla rivelazione shock, quantomeno per Jon, dell'episodio. Noi spettatori lo sapevamo già, ma lui no, infatti all'inizio si rfiuta di credere alle parole dell'amico. 

Eppure, come Weiss spiega, la reazione iniziale di Jon, il suo rifiutarsi di credere a quanto Sam gli ha appena detto, è più un tentativo di proteggersi da quella che, Jon lo sa, è la verità. Negare significa non dover affrontare le conseguenze di quanto appena appreso. Negare significa mantenere immacolato il ricordo del padre, o meglio, di colui che l'ha cresciuto come sangue del suo sangue. Negare, soprattutto, significa non dover affrontare il fatto che Ned Stark, la persona più onorevole dei Sette Regni, gli ha sempre mentito, e poco importa se lo ha fatto per proteggerlo...

L'ottava e ultima stagione di Game of Thrones è in onda ogni lunedì alle 03.00 in versione originale sottotitolata (poi in replica la sera dopo gli episodi in italiano) e alle 21.15 in versione doppiata a partire dal 22 aprile.

 

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