10 buoni motivi per vedere (e rivedere, e rivedere, e rivedere) il Trono di Spade

L'ottava stagione de Il Trono di Spade è ormai alle porte (la data da segnare sul calendario è lunedì 15 aprile alle 03.00 ), eppure c'è ancora qualcuno che o non è in pari con la messa in onda, oppure - ORRORE! - addirrittura non ha mai visto un episodio. Per fortuna, però, c'è ancora tempo per rimediare a questi errori: su Sky On Demand e su NOW TV, infatti, sono disponibili tutte le stagioni, sette, trasmesse finora. Intanto, ecco 10 motivi per cui non potete proprio perdervi Il Trono di Spade. -Dove vedere Il Trono di Spade 8

Il Trono di Spade, scopri tutto nello speciale sulla serie

Una narrazione complessa, ricca, coinvolgente e avvincente

Game of Thrones è tratta dalla saga letteraria creata da George R.R. Martin intitolata Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, dunque è una serie che è partita con basi alquanto solide. Nei volumi di Martin sono infatti ben delineati i personaggi, le ambientazioni e le varie situazioni politiche del teatro principale delle vicende, il Continente Occidentale, il luogo che ospita i Sette Regni e altri territori più o meno noti, tra cui la Barriera e le terre oltre la Barriera, le Terre dell'Eterno Inverno. L'evento catalizzatore, quello che mette in moto ogni cosa, è l'improvvisa morte di Lord Jon Arryn, il Primo Cavaliere di Re Robert Baratheon. A quel punto, Lord Eddard "Ned" Stark, il Protettore del Nord, accetta la proposta del sovrano di diventare il nuovo Primo Cavaliere, cosa che lo porta a trasferirsi ad Approdo del Re, la capitale del reame. Da lì in avanti, come ben sanno i fan, è tutto un susseguirsi di intrighi, di cospirazioni, di lotte tra casate, di battaglie e di tradimenti. C'è però un aspetto molto importante che non può essere tralasciato quando si parla del punto di vista narrativo della serie (e ovviamente della saga): Game of Thrones è, tra le altre cose, anche un romanzo di formazione. Se molti dei personaggi principali sono già adulti, ce ne sono però alcuni che all'inizio sono o poco più che bambini o che comunque sono solo degli adolescenti. Ci riferiamo ovviamente a Daenerys, Jon, Arya, Sansa e Bran, personaggi che compiono, per l'appunto, un percorso di crescita, e non di "semplice" evoluzione (o involuzione, in certi casi può succedere anche questo!).

Politica e fantasy

A causa della presenza di draghi, di metalupi e di esseri non morti, spesso Il Trono di Spade viene categorizzato come fantasy, ma ciò è corretto solo in parte. A onor del vero, nella settima e sicuramente nell'ottava stagione la componente fantastica ha avuto e avrà un peso maggiore rispetto a tutto il resto, ma, fino alla sesta stagione, al centro della serie ci sono stati intrighi politici e faide familiari. Fino a The Winds of Winter (I venti dell'inverno, decimo e ultimo episodio della stagione 6), sono state le lotte e i tradimenti tra le casate (Stark e Lannister in primis) il motore delle principali linee narrative. Martin d'altronde non ha mai nascosto di aver attinto a piene mani dalla Storia del Regno Unito, e infatti se si confrontano le vicende dei Sette Regni con le vicende del regno inglese di epoca medievale non si può non notare parecchie affinità. Se la Storia fosse stata così interessante e avvincente, siamo sicuri che, durante gli anni della scuola superiore avreste studiato molto più volentieri!

Tanti personaggi = tanti preferiti

Il cast di Game of Thrones, specialmente quello delle prime stagioni, è a dir poco ENORME. Si va dai neanche troppo numerosi personaggi principali agli invece numerosi personaggi secondari, ma la cosa degna di nota è che tutti i personaggi, a prescindere da quanto compaiano, sono scritti così bene da risultare assolutamente reali. Impossibile non avere un preferito, difficile non averne più di uno!

Donne al potere

Sono partite in sordina, ma poi si sono fatte sentire, e anche tanto! Stiamo parlando delle protagoniste femminili della serie, che, di stagione in stagione, hanno agguantato il potere e non se lo sono più fatto sfuggire di mano. Si va da Daenerys, intenzionata a riprendersi la corona dei Sette Regni, a Cersei, che quella corona alla fine è riuscita a indossarla, ma ci sono anche le sorelle Stark - Arya la ribelle, combattiva e determinata, e Sansa, che da ragazzina ingenua e credulona si è trasformata in una donna saggia e capace di superare in astuzia anche il suo "mentore" Ditocorto -, la piratessa Yara Greyjoy, la potente sacerdotessa Melisandre, la prode Brienne, la scaltra Margaery, e poi ancora Lady Catelyn, Lady Olenna, Ygritte, Missandei, Lyanna Mormont, Ellaria Sand, e chi più ne ha più ne metta.

Cattivi che fanno veramente paura

Che si tratti di esseri fantastici come gli Estranei o di esseri molto umani, nel peggiore dei sensi, i cattivi de Il Trono di Spade fanno accapponare la pelle. Sul Re della Notte non c'è molto da dire: avrà anche le sue (discutibili) ragioni per fare ciò che fa, ma non per questo ci risulta meno terrificante. I villain umani, però, sono decisamente peggio. Giusto per fare qualche nome: Joffrey Baratheon, Ramsay Bolton, Ser Gregor Clegane e Craster. Non dimentichiamo poi i cattivi "normali", dove per normale intendiamo non affetti da psicopatologie conclamate: Tywin Lannister, Roose Bolton, Petyr Baelish e Cersei Lannister, giusto per citare alcuni nomi. Eppure è proprio nell'antagonista che si vede la forza di una storia: se non c'è un cattivo ben fatto, lo sbadiglio è dietro l'angolo.

Scene di battaglia epiche

Dopo la Battaglia delle Acque Nere (stagione 2, episodio 9), la Battaglia di Castello Nero (stagione 4, episodio 9), la Battaglia di Aspra Dimora (stagione 5, episodio 8), la Battaglia dei Bastardi (stagione 6, episodio 9) e la battaglia tra l'esercito Lannister guidato da Jaime e i cavalieri Dothraki guidati da Daenerys (stagione 7, episodio 4), nell'ottava e ultima stagione assisteremo alla Battaglia di Grande Inverno (un mese e mezzo di riprese in notturna, due mesi di riprese in totale) e, si presume, alla Battaglia di Approdo del Re, che coinvolgerà un po' tutte le forze ancora in gioco. Gli ultimi 6 episodi di Game of Thrones ci terranno sicuramente col fiato sospeso.

Un piacere per le orecchie

Partendo dalla splendida sigla - coverizzata in tutto il mondo e in ogni maniera possibile, fatevi un giretto su YouTube e vedrete, anzi, sentirete - per arrivare all'immensa Light of The Seven (stagione 6, episodio 10, precisamente la sequenza iniziale, quella che termina con l'esplosione del Grande Tempio di Baelor), passando per i vari temi musicali delle casate e dei singoli personaggi, la colonna sonora de Il Trono di Spade è il perfetto contrappunto sonoro di ciò che si vede sullo schermo. A firmarla, come ormai sanno anche i sassi, è il compositore Ramin Djawadi, autore che, oltre alla colonna sonora di GoT, ha firmato anche le colonne sonore di altre serie di casa HBO, tra cui The Leftovers e Westworld, oltre ovviamente a molti altri show.

Nessuna pietà o favoritismo

Né George R.R. Martin né Benioff e Weiss (produttori e showrunner della serie) si sono mai lasciati intenerire, anzi, l'hanno sempre ribadito più e più volte: in Game of Thrones nessuno è al sicuro. La morte di Ned Stark nel nono episodio della prima stagione ha lasciato a bocca spalancata chi non aveva letto i libri: uccidere Lord Eddard in quel preciso momento della storia significava uccidere il personaggio principale del primo capitolo della serie, qualcosa di inconcepibile! Non che altre serie non avessero osato fare qualcosa del genere, per carità, ma nessuna l'aveva mai fatto così presto. La dipartita del personaggio di Sean Bean - personaggio che, a differenza di quelli di Mark Addy (Re Robert), Harry Lloyd (Viserys Targaryen) e Jason Momoa (Khal Drogo) aveva sicuramente un ruolo più importante - ha messo in chiaro le cose, e l'ha fatto in maniera inequivocabile.

Una cura e una precisione maniacale per un risultato esteticamente perfetto

Narrativamente parlando, a livello di storia e di intreccio, Game of Thrones può piacere o non piacere, può interessare o non interessare, alla fine, come si suol direi, de gustibus. C'è però un aspetto su cui non si può discutere: l'eccellenza estetica della serie. Dai costumi alle pettinature, dalle location "reali" a quelle totalmente ricostruite utilizzando la grafica computerizzata, ogni inquadratura de Il Trono di Spade è una gioia per gli occhi. Niente è lasciato al caso, e ogni dettaglio è studiato fin nei minimi particolari: i colori e lo stile delle diverse casate, la particolarità di alcune acconciature, la "magia" del trucco prostetico (esatto, il volto del Re della Notte non è fatto al computer, stiamo parlando di un attore in carne e ossa truccato per ore fino a diventare il gelido Night King), la scelta dei set naturali, come l'Irlanda del Nord, l'Islanda, Dubrovnik e la Croazia in generale, la costa spagnola settentrionale, l'Andalusia, il Marocco: ogni cosa contribuisce alla creazione di un mondo che sembra più vero di quello in cui viviamo.

Le frasi a effetto

Dai motti delle casate - tra i quali spicca sicuramente "L'inverno sta arrivando.", ma anche il non ufficiale "Un Lannister paga sempre i propri debiti." -, ai modi di dire in alto valyriano - come "Dracarys!", Valar morghulis e Valar dohaeris -, passando per le dolci frasi d'amore in lingua dothraki "Yer jalan atthirari anni." (luna della mia vita) e "Shekh ma shieraki anni." (il mio sole e le mie stelle), Game of Thrones è una serie linguisticamente ricca. Non sfigurano comunque le frasi pronunciate nella "common tongue", la lingua comune dei Sette Regni, come l'avvertimento di Cersei a Ned Stark "Al gioco del trono o si vince o si muore. Non c'è una terza possibilità.", l'immancabile "Tu non sai niente, Jon Snow!" e la massima pronunciata da Bronn e riferita a Joffrey "There's no cure for being a cunt!", che vi lasciamo in inglese, perché la sua traduzione in italiano è alquanto blanda. Ad ogni modo, qui e qui trovate una discreta carrellata di espressioni tronesche.

 

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