Il Miracolo: il backstage della serie tv. VIDEO

Foto di Antonello&Montesi

Continua su Sky Atlantic la corsa de Il Miracolo , la serie evento di Niccolò Ammaniti. In attesa del prossimo appuntamento – il terzo e il quarto episodio andranno in onda martedì 15 maggio alle 21.15 – andiamo a sbirciare dietro le quinte, e andiamo a scoprire com’è stata realizzata la Madonnina piangente al centro della storia: continua a leggere, guarda i video e scopri di più

Una Madonnina che piange sangue, un mistero insondabile, e sei personaggi che vedranno rivoluzionate le proprie esistenze nel giro di pochi giorni: su Sky Atlantic il martedì sera alle 21.15 è in onda Il Miracolo, la serie tv creata per Sky da Niccolò Ammaniti.

Il Miracolo: com'è stata realizzata la Madonnina

Come ben saprà chi ha già visto i primi due episodi, al centro della storia c’è il ritrovamento nel covo di un boss della ‘ndrangheta di una Madonnina che piange sangue. Non si tratta però di una lacrimazione “normale”, sempre che di normalità di possa parlare di fronte a un fenomeno del genere: la statuetta, infatti, piange ininterrottamente, arrivando a produrre molti litri di sangue al giorno.

Il Generale Votta (interpretato da Sergio Albelli), figura “sottotono” ma a capo dei Servizi Segreti, capisce subito che si tratta di qualcosa di mai visto prima, nonostante alcuni precedenti famosi. Non c’è trucco, non c’è inganno, c’è soltanto una Madonnina di plastica che piange sangue. Sangue umano, peraltro di sesso maschile. Sangue i cui valori ematici cambiano nel corso della giornata, come ha potuto verificare l’ematologa Sandra Roversi (Alba Rohrwacher).

Se nel mondo della serie la Madonnina piangente è, giustamente, fonte di mistero, stupore e quant’altro, nel mondo reale ciò che si cela dietro il sanguinamento della statuetta è qualcosa che ha una spiegazione decisamente più terrena e meno misteriosa.

Come potete vedere nel video che trovate in testa all’articolo, la Madonnina piangente non è opera divina, bensì è opera umana, molto umana! A crearla, infatti (anche se bisognerebbe parlare al plurale, visto che ne sono state fatte svariate copie) è stato il team Makinarium, società specializzata nella realizzazione di visual effects di diverso tipo, dal trucco prostetico alla creazione di creature fantastiche, passando ovviamente per gli effetti visivi computer generated, la cosiddetta CGI.

Il mistero della statuetta è dunque svelato, ma è comunque sempre affascinante sbirciare dietro le quinte e vedere come vengono realizzati certi oggetti e certi effetti speciali, così come è sempre interessante vedere come vengono girate le varie scene, come vengono scelti e preparati i set, come vengono effettuate le riprese, insomma, tutto ciò che sta dietro la macchina da presa.

Il Miracolo: dietro le quinte della serie tv

E’ proprio lì che ci porta lo speciale backstage de Il Miracolo (scrolla fino in fondo alla pagina per il video). A guidarci è ovviamente la mente dietro la serie, Niccolò Ammaniti, che si è trovato catapultato dal mondo “solitario” della scrittura a quello del set, una sorta di società in miniatura che vive e respira all’unisono per un certo numero di mesi. Per lo scrittore si è ovviamente trattato di una sfida, ma anche di un’esperienza bellissima.

Tutto parte da questa Madonnina che piange, spiega Ammaniti, ma in realtà la statuetta è “solo” il perno attorno a cui ruotano i sei personaggi principali (Fabrizio, Sole, Votta, Sandra, Marcello e Clelia) de Il Miracolo. Personaggi, anzi, persone, completamente diverse tra loro, ma che si trovano di fronte allo stesso fenomeno sovrannaturale, o che comunque si trovano a vivere le conseguenze dell’ingresso, a volte indiretto, di questo fenomeno nelle loro esistenze.

Chi ha amato i romanzi di Ammaniti – ma anche i film tratti dalle sue opere – ritroverà nella serie i tratti caratteristici del modo di raccontare dell’autore, del modo di costruire i personaggi, e le immancabili pennellate di ironia e di grottesco presente in tutta la produzione dello scrittore. Insomma, si vede che dietro Il Miracolo c’è una precisa autorialità, e ciò non è che un valore aggiunto, perché lo sguardo dell’autore è garanzia di una certa visione del mondo, e dunque anche di coerenza e uniformità (visiva e stilistica), due cose assolutamente necessarie quando dietro la macchina da presa si alternano altri registi (in questo caso Francesco Munzi e Lucio Pellegrini).

Tante sfumature, tanti mondi che si incontrano e si intrecciano, tanti personaggi: per Ammaniti e la sua squadra trovare le location giuste e gli attori giusti è stata una sfida. La costruzione della geografia della serie, come la chiama Ammaniti, è stata d’aiuto anche per la trasposizione dei personaggi dalla carta, dalla sceneggiatura, al mondo reale, fisico: muoversi in un certo spazio anziché in un altro va a influenzare ciò che un attore farà, la sua interpretazione.

Molto importante è stato parlare con gli attori: attraverso il confronto continuo è stato infatti possibile andare a fare le modifiche e gli adattamenti necessari per fare in modo che dei personaggi incorporei potessero prendere la giusta forma.

Fotografia, scrittura con la luce: Il Miracolo è una serie molto “notturna”, dark, per stessa ammissione dei registi e dello stesso Ammaniti, dunque la cura nella costruzione dell’immagine e nell’illuminazione della scena è stata a dir poco maniacale, e si vede.

Insomma, la creazione de Il Miracolo ha richiesto tanto sforzo e tanta dedizione, ma il risultato finale è uno di quelli che ti fa veramente pensare “Beh, ho fatto fatica, ma ne è valsa la pena!”