Gomorra 4, trama e recensione dell’episodio 7

E' una fase di svolta di tutta la stagione questa settima puntata di Gomorra - La serie : in un tentativo di rapina muore Sasà, un ragazzo del clan di Forcella, da poco diventato papà, ma soprattutto in un tentativo di accordo con i fratelli Capaccio al fine di eliminare Patrizia viene freddato Valerio. Leggi il racconto e la recensione del settimo episodio di Gomorra 4.

Gomorra 4, lo speciale

(@BassoFabrizio)

Gomorra 4, episodio 7: la trama

La rapina finisce nel sangue


E’ un momento complicato per il clan dei Talebani perché da una parte è il momento di festeggiare il battesimo di Vincenzo (il figlio di Rosa e Sasà), dall’altra c’è apprensione perché non tutto è chiaro, perché la droga, dopo che il carico è stato sequestrato dalla polizia, non arriva. Patrizia ha detto che ci vorrà un mese per rimettere in movimento la macchina dello spaccio e intanto Secondigliano è in fermento. I fratelli Capaccio hanno scelto di rifornirsi altrove e questo mina gli equilibri dei clan, come dimostrano gli sguardi preoccupati dei ragazzi di Sangueblu che sono in pensiero proprio per la liquidità.

Valerio ha uno sguardo diverso, cupo: non si capisce, in quella che è nata come una giornata di gioia, dove stia puntando. Una iride appare protettiva verso il suo “fratello” Enzo, un’altra sembra puntare già oltre, come se nella sua mente ci fosse già un nuovo scenario. Terminato il brindisi, Enzo e Valerio si ritrovano su un furgone pronti per una rapina. I ragazzi si caricano con battute e insulti, Valerio tace. Col corpo è lì, con la testa è altrove. Gli altri se ne accorgono, Enzo, sfidandolo, gli ricorda che è ancora in tempo per tirarsi fuori da questa azione e lui serio, indecifrabile ribatte: “Ormai è tardi e poi qui non passano i taxi”. La replica di Sangueblu è immediata: “Allora, facimm”, e batte il gomito sul furgone per invitare chi guida a ripartire.
 

Sasà muore e il sodalizio tra Valerio e Sangueblu si crepa

L’attacco al blindato che porta i soldi avviene in un tunnel, è una azione di guerriglia: un’auto in mezzo alla strada ribaltata, i due furgoni che arrivano e in un attimo i Talebani scatenano l’inferno. Ma non hanno fatto i conti con una macchina di scorta che arriva pochi secondi dopo, ed è scontro a fuoco. Uno dei Talebani, Sasà, viene colpito, Sangueblu è il primo a soccorrerlo, intanto si urla, non si capisce cosa bisogna fare, la sola cosa certa è che la macchina di scorta è sotto una pioggia di proiettili. Poi la scelta di rientrare alla base, e, giunti in territorio amico, il ferito viene caricato su una moto e, scortato da altre due ruote, viene portato in ospedale.

Lo accompagnano dentro Enzo e Valerio. Tra i ragazzi c’è chi vuole avvisare Rosa, la compagna del ferito, ma Enzo li blocca e intima che la telefonata ci sarà, ma solo per darle la buona notizia, che Sasà si è salvato. Ed eccoci al confronto tra Enzo e Valerio. Quest’ultimo gli dice che dovevano essere informati sulla presenza della scorta, Enzo replica che sa quello che deve fare e Valerio, per la prima volta, gli si oppone con un categorico: “Io credo di no”.

Sangueblu sente che intorno a lui l'aria si fa pesante

Enzo è sul divano di casa, non parla, è cupo. Il suo mondo mostra crepe. Squilla il cellulare, Sasà non ce l’ha fatta. E ora bisogna andare a dire a Rosa che il piccolo Vincenzo crescerà senza papà. Lei si avventa su Sangueblu urlandogli “Si contento mo’?”. Siamo nel covo dei talebani. Enzo non c’è. Si discute, proprio a Enzo alcuni attribuiscono la responsabilità per la morte di Sasà.

Bell’e Buono si appella all’imponderabile, al non sapere della scorta, ma sembra isolato. E infatti anche Valerio, seppur non pubblicamente, si schiera con i potenziali scissionisti e sottolinea quanto Enzo sia legato a Patrizia. Dal tono di voce è chiaro che non gli piace questa alleanza. Vuole provare a far ragionare Enzo, ma vuole anche incontrare i Capaccio. Dopodiché si deciderà con chi stare o se procedere per una strada propria “e Enzo deve solo accettare”. Ma Enzo sa che l’aria intorno a lui è pesante e quando gli chiedono dei silenzi di Valerio lui non ha dubbi: “Io so quello che pensa”.

La morte di Valerio

Intanto la droga è arrivata a Secondigliano e, occultata dentro un camion di spazzatura, viene trasportata nel laboratorio del Talebani. Nel frattempo, Valerio va a incontrare i Capaccio, che sono scettici, ironici, ma quando dice loro quello che sa e li blandisce con un “credo che anche voi abbiate un ruolo importante in questa partita”, l'atmosfera cambia. Valerio  una alleanza con loro e con chi sta con loro. I Capaccio chiedono il tempo di riflettere. La prima sensazione per i due fratelli è che O'Vocabulà sia un vile che vuole prendere il posto di Sangueblu e la domanda è: “Dobbiamo fidarci?”.

Anche Enzo comincia a sospettare. Valerio gli dice che la sua assenza è dovuta a un infarto del padre, ma l’aria è pregna di sospetti. Enzo va a cercare il padre di Valerio e scopre che non c’è stato nessun infarto, allora raduna i suoi e gli ordina di seguirlo sempre perché “devo capire se mi posso ancora fidare di isso”. Intanto Valerio sollecita dai Capaccio una risposta sulla nuova alleanza e poi si organizza l’incontro. Ma a Enzo giunge l’informazione che l'amico ha incontrato i Capaccio e i suoi fedelissimi gli chiedono: “Valerio è un fratello?”. La risposta sta in un tempo verbale: era. Poi chiede che glielo portino davanti, questo ex fratello.

Intanto Valerio, forse preso dai sensi di colpa visto che è un anno che non dà notizie a casa, va a trovare il padre e scopre che qualcuno è andato a cercarlo. Chiede al suo vecchio un favore e gli consegna una busta color ocra. Dopodiché Valerio, A'Golia, Ronni e altri si presentano al Garage Capaccio. Ed è l’ultimo incontro di Valerio, che viene freddato con un colpo in testa proprio da A'Golia. La notizia viene data a Enzo, che resta senza parole e decide che il corpo dell’amico va lasciato sotto la casa dei genitori, nel baule della sua auto.

Gomorra 4, episodio 7: la recensione

E’ l’episodio della quarta stagione dove gli equilibri sono più labili. Patrizia (Cristiana Dell’Anna) non appare mai, ma è nominata talmente tante volte che è come se ci fosse. Intorno al suo nome e alla sua Secondigliano germogliano odio e voglia di guerra. Ma di certo questo episodio verrà ricordato per l’uccisione a sangue freddo di Valerio (Loris De Luna).

Il suo personaggio è stato uno dei più coerenti di Gomorra - La Serie, fedelissimo di Sangueblu (Artuto Muselli), capace di sradicarsi dagli agi di Posillipo per entrare nel male più profondo. Non ha avuto paura a sporcarsi le mani, ha spesso fatto ragionare il capo dei Talebani, ma questa volta ha giocato troppo sporco. O forse troppo pulito. Non lo sapremo mai.

Seguirlo nella sua ultima apparizione a Gomorra 4 è stato elettrizzante: prima dice a Sangueblu che non sa cosa fare, poi cerca di contattare i Capaccio per valutare nuove alleanze e, soprattutto, fare fuori l’odiata Donna Patrizia; poi comprende che la sua fine potrebbe essere in arrivo e allora va a salutare il padre, quasi un addio, e gli affida una busta.

Quando muore, seppur la scena sia in penombra, si accendono tutti i colori di Gomorra, e lo stesso Sangueblu, quando viene informato, ha un attimo di commozione. Ancora una volta gli autori sono riusciti a stupire: ci hanno tolto un personaggio che ha segnato profondamente la serie e la cui ombra si allungherà sulle prossime puntate, ma con la sua morte hanno anche aperto nuovi scenari e nuovi sviluppi.

 

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