Gomorra 4, trama e recensione dell’episodio 4

Gennaro Savastano in trasferta a Londra, addirittura nella City, il regno dell'alta finanza britannica? Niente di più naturale. I Savastano vanno oltremanica per concludere un affare, e, alla fine, oltre all'affare concludono anche due vite. Meglio non fare i furbi con l'oro di Gennarì. Leggi la recensione del quarto episodio di Gomorra 4.

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Gomorra 4, episodio 4: la trama

Hail Mary, full of grace (and gold)

Il quarto episodio di Gomorra 4, l'ultimo diretto da Francesca Comencini (che ha curato la supervisione artistica di tutta la stagione) è l'episodio londinese. Al porto della capitale britannica arriva un carico di statue della Madonna e di altri santi. I cani sniffano, ma non trovano nulla. Tutto regolare dunque? Non proprio. La statua della Vergine Maria, infatti, non è fatta di terracotta o di un altro materiale povero: è fatta d'oro massiccio. Oro che, una volta ripulito dalla vernice, viene fuso e trasformato in splendidi lingotti. La ricchezza spirituale in certi casi è qualcosa di decisamente concreto.

Un affare d'oro

Tornato da una non troppo intensa sessione di jogging nel parco, Gennaro incontra Alberto a colazione. A breve dovranno vedere una certa Leena (Louise Brealey), conoscenza di vecchia data di Resta che li aiuterà a portare a termine un affare importante per il futuro dell'aeroporto. A quanto pare, Leena è in società con un certo Patrick (Barry Ward), un genio della finanza. E, a quanto pare, Patrick ha tra le mani un'occasione d'oro: l'acquisizione della quota di maggioranza della Wimpro. La Wimpro ha bisogno di soldi per concludere un acquisto, mentre Gennaro ha bisogno di mettere le mani su una società internazionale. Il matrimonio perfetto.

Dopo aver depositato in una rinomata banca della City i lingotti ottenuti dalla fusione di Maria, Genny e Alberto incontrano finalmente Leena, che li porta immediatamente da Patrick. Poi Gennaro va in aeroporto per prendere Azzurra, che, in vista di una decisione così importante, l'ha raggiunto. A cena, però, Genny le rivela di aver già accettato la proposta di Patrick e di aver fatto un'offerta. Lei non si scompone: sa benissimo chi è suo marito, e sa benissimo cosa si muove dentro la sua testa.

Il giorno dopo, Leena li avvisa che c'è un problema: il consiglio di amministrazione della Wimpro si è riunito perché alcuni soci vogliono rifiutare l'offerta avanzata da Gennaro. Fortunatamente per Genny, Patrick forse è riuscito a convincere due soci a votare a suo favore: in questo modo dovrebbero raggiungere la maggioranza. Per assicurarsi il voto favorevole dei due suddetti, Assunta - che ha raggiunto il gruppo in un locale dove si gioca a ping-pong - apre una valigetta piena di mazzette di appetitose sterline.

L'acquisizione delle quote va a buon fine. Il giorno dopo, Alberto e i coniugi Savastano si recano nell'ufficio di Patrick per firmare le carte. Intanto, i lingotti vengono trasferiti sul furgone per il trasporto. Genny, che finora non ha spiccicato una parola d'inglese ma che non è per niente scemo, fa subito girare i documenti via e-mail a un certo "Miché" (forse il cugino Michelangelo?) per sapere se è tutto in regola.

Un errore letale

Neanche il tempo di bagnarsi le labbra con dello champagne, che Miché richiama: manca un documento fondamentale. Alberto è sicuro che si tratti di una svista, così chiama subito Leena. Telefono staccato. Allora chiama Patrick. Telefono staccato. All'ufficio, nessun risponde al citofono. Entrati spaccando una finestra, dentro Gennaro, Assunta e Alberto trovano tutto vuoto. Qualche scatolone qua e là, nient'altro. Nell'aria c'è puzza di truffa.

Resta è comprensibilmente preoccupato: Leena è sempre stata una persona serissima e affidabile, non riesce a spiegarsi cosa possa essere successo. A spiegargli cos'è successo è lo stesso Gennaro, che gli dice: "La mer*a è ovunque, solo che ha colori diversi. E' questa la spiegazione." Fortunatamente per lui, però, Genny non crede che Alberto abbia avuto qualcosa a che fare con quest'inganno. Per oggi la sua testa resterà attaccata al suo collo.

Azzurra è scossa, ma Genny la rassicura: sistemerà tutto. E infatti così fa. Per prima cosa bisogna rintracciare Leena. Quando la donna va a trovare la madre all'ospizio, la trova in compagnia di Gennaro. Stanno facendo un puzzle. Sarebbe stato meglio per lei se se ne fosse andata senza passare di lì. Con la mano di Savastano al collo, Leena confessa subito: alla domanda "Where is my gold??", risponde prontamente che l'oro si trova in un magazzino, ma che lei non ha la chiave. 

Ad averla è Patrick, che è a casa a tirare qualche striscia di coca. Quando si accorge che qualcuno è venuto a cercarlo, Patrick prende una pistola, lo smartphone, un mazzo di chiavi e scappa dalla scala antincendio. Mentre Gennaro recupera un laptop e un hard disk, Gaetano, il suo autista e yes man londinese, ferma, per sempre, il fuggitivo. Avere Patrick vivo sarebbe stato meglio, ma l'importante è aver recuperato la chiave del magazzino. 

Dopo essersi sbarazzato del cadavere dell'uomo, Gennaro finalmente rimette le mani sui suoi lingotti. Ma non è ancora finita. "Io sono venuto a Londra perché avevo un problema, e ora tu questo problema me lo devi risolvere, altrimenti ti faccio fare la fine del tuo amico. Hai 36 ore di tempo" comunica Genny a Leena. E Leena, terrorizzata, delivera. 

Tornati a casa, Genny e Assunta, contenti di essere finalmente di nuovo insieme al piccolo Pietro, commentano soddisfatti: "Però, certo che era proprio brava quella Leena." Il verbo al tempo passato non è un caso: uscita dall'ospizio dove risiede la madre, Leena viene infatti investita da Gaetano, che poi le passa sopra con la macchina un paio di volte, giusto per sicurezza. Game over.

 

Gomorra 4, episodio 4: la recensione

L'episodio londinese di Gomorra 4 parte con un prologo decisamente curioso: ci aspettavamo tutti che quella madonnina non fosse una semplice madonnina, ma l'idea della statua d'oro massiccio "travestita" da semplice statua votiva è stata veramente una trovata deliziosa (come la musica di accompagnamento, peraltro, la "very cheerful" Virgin Mary di Lonnie Donegan).

L'ambientazione nella City è sicuramente una boccata d'aria fresca rispetto alle cupe atmosfere di Secondigliano e alle desolate atmosfere dell'entroterra rurale: qui è tutto ordinato, pulito, scintillante. Fa strano vedere Gennaro muoversi in questo mondo così diverso dal suo, eppure neanche per un momento si ha l'impressione che Gennarì sia un pesce fuor d'acqua. E infatti non lo è.

Vincente l'idea di non fargli pronunciare una singola parola in inglese, neanche un semplice "Thank you" fino al momento della minaccia a Leena: quel "Where is my gold??" non poteva essere più terrificante di com'è stato.

Emerge un po' di più, finalmente, il personaggio di Azzurra, che da madre, moglie e complice ora diventa chiaramente anche una "socia in affari", una partner a tutto tondo per Gennaro. Forte dell'esempio di suo padre - che amava e stimava la moglie, ma che aveva comunque scelto di lasciare tutto in mano all'erede e al fedelissimo Malammore, entrambi maschi -, Genny scegli invece di fidarsi e di affidarsi a due femmine, e che femmine! Con Patrizia a Secondigliano e con Azzurra al suo fianco, il clan Savastano è in ottime mani.

Infine, una piccola nota di orgoglio nazionale. Quando si parla di film e serie tv nazionali si tende sempre a fare il confronto con prodotti esteri, e spesso, purtroppo, questo confronto non è propriamente a favore delle produzioni autoctone. Gomorra, però, ci ricorda che esistono casi in cui è bene mettere da parte il nostro innato senso di inferiorità e di camminare a testa alta: qualitativamente parlando, il livello produttivo della serie non ha nulla da invidiare a nessuno, così come non ha nulla da invidiare a livello di sceneggiatura e di recitazione. In riferimento a quest'ultimo punto, infatti, vi invitiamo a rivedere le scene in cui il cast italiano interagisce con quello inglese: qui si sta giocando tutti in Serie A, e il risultato è esplosivo.

 

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