Gomorra 3, episodio 12: Genny e Ciro, all'inferno e ritorno

Genny e Ciro, nemici, amici, fratelli, insieme fino alla fine - Foto di Gianni Fiorito

E alla fine anche l'Immortale è morto , ma la sua morte, in linea col suo percorso di "redenzione", è in realtà un sacrificio , un atto d'amore definitivo e totale. Ciro si sacrifica per evitare che Enzo uccida Gennaro , e in questo modo si conclude la parabola dei due amici-nemici che in realtà, neanche nei momenti peggiori, non hanno mai smesso di essere fratelli. Diciamo addio al personaggio di Marco D'Amore, che, se possibile, in questa stagione è stato ancora più bravo, e diciamo attenzione a quello di Salvatore Esposito, che nella prossima stagione, la quarta, avrà molti problemi e molti nemici

L'ultimo episodio di Gomorra 3 segna la fine di Ciro Di Marzio. L'Immortale è dunque morto, ma la sua è una morte assolutamente in linea con lo sviluppo del personaggio di Marco D'Amore in questa stagione. Soprattutto, è una morte che presuppone una scelta, e che dunque ha un senso: Ciro sceglie di morire al posto di Gennaro, nella speranza che la propria fine serva come monito all'amico, e che gli faccia capire che mettere gli affari e l'ambizione davanti agli affetti è sbagliato, e che così facendo non andrà mai a finire bene.

 

Personaggio fondamentale della serie, Ciro Di Marzio. L'abbiamo detestato nella prima stagione quando tortura la ragazza di Danielino, e abbiamo provato rabbia e disgusto nei suoi confronti nella seconda, quando uccide sua moglie e poi, con le stesse mani con cui l'ha strangolata, accarezza i capelli della figlia, dicendole che andrà tutto bene. Poi, però, Mariarita viene uccisa da Malammore su ordine di Don Pietro. E lì, per la prima volta dopo tanto tempo, proviamo quantomeno un moto di pietà nei suoi confronti, nei confronti di un uomo che ha sempre avuto i suoi errori davanti agli occhi, ma che, nonostante ciò, non ha mai voluto vederli, con le tragiche conseguenze che sono scaturite da questa cecità.

 

Ciro ha imparato dai suoi errori. Ha imparato che i soldi e il potere non contano niente se si rimane da soli. Ha imparato che gli affetti sono più importanti degli affari. E nella terza stagione lo ritroviamo diverso. Dopo la breve apparizione nel primo episodio, che funge in realtà da epilogo al capitolo precedente, lo rivediamo nel terzo. E' passato un anno dalla sua fuga da Napoli, e lo ritroviamo molto cambiato. E' tornato a fare il bravo soldatino, questa volta per il boss bulgaro Valentin, di cui comunque ha stima. Come con Don Pietro, Ciro è nuovamente alla ricerca di una figura di riferimento. E, come con Don Pietro, anche questa nuova figura paterna alla fine, nonostante tutti i suoi sforzi, gli preferisce il figlio, nonostante questo figlio, Mladen, se lo meriti anche meno di Gennaro. Dopo un anno di ibernazione, l'Immortale si trova però costretto nuovamente a scegliere: o muore lui, o muoiono loro. Ovviamente muoiono loro. Ma a cosa è dovuto questo risveglio? In parte all'incontro con Enzo, con questo ragazzo della sua terra che è l'erede del Santo, una figura quasi mitologica, uno dei creatori del Sistema, in parte all'incontro con Elvana, una giovanissima ragazza albanese che si ritrova invischiata nel giro di prostituzione gestito da Valentin e Mladen.

 

Dopo aver vissuto mettendo se stesso e la sua ambizione davanti a tutto fino a perdere ogni cosa, e dopo un anno da fantasma, da morto vivente, Ciro si risveglia, ma questa volta si rende conto che forse è arrivato il momento di mettere le sue abilità al servizio della giustizia. O meglio, della sua idea di giustizia. Quando va a casa di Mladen per eliminarlo trova lì la ragazza albanese, la preferita del figlio del boss. Senza pensarci due volte, la fa salire in macchina e l'accompagna fino in Albania. Non ha potuto fare niente per Mariarita, ma almeno per Elvana ha potuto fare qualcosa. La saluta in una tavola calda, e prima di andarsene, nonostante lei non capisca una parola di italiano, le accarezza i capelli e le dice "Fai la brava". Le ultime parole dette anche alla figlia.

 

Quando a Napoli lo vediamo mettersi in contatto con Enzo, non ci stupiamo, così come non ci stupiamo del fatto che Ciro decida di prenderlo sotto la sua ala, per fargli da maestro. Certo, l'obiettivo è un altro, aiutare Gennaro a creare le condizioni necessarie per fare in modo che si arrivi alla guerra contro i Confederati, guerra che deve assolutamente concludersi con la presa totale della città, ma fa comunque piacere pensare di stare aiutando Sangue Blu a riprendersi ciò che gli spetterebbe di diritto. Anche questa è giustizia, in un certo senso.

 

Ciro rivede in Enzo se stesso, la stessa ambizione, la stessa fame. Accetta di farsi chiamare fratello da lui, e gli sta accanto nel momento della vittoria, quando viene ufficializzata la presa di possesso del territorio di Forcella, ma anche nel momento della perdita, quando Carmela viene ammazzata e lui rimane ferito durante l'agguato ai danni di O'Sciarmante.

 

Col passare degli episodi, Gennaro comincia a diventare quasi geloso di Enzo, e chiede più volte conferma a Ciro: è lui o Enzo suo frat'? In occasione dell'uccisione di Carmela, avvenuta su ordine di Genny, l'Immortale mette in chiaro che lui la sua scelta l'ha fatta, e che farà qualsiasi cosa per fare in modo che Gennaro possa riabbracciare Azzura e Pietro. Perché è questo l'unico obiettivo veramente importante.

 

Quando nel dodicesimo episodio Ciro si rende conto che Gennaro non è poi così diverso da Don Pietro e che ha fatto tutto ciò che ha fatto non solo per riavere la moglie e il figlio, ma anche, soprattutto, per avere la scusa per scatenare la guerra che gli permetterebbe di prendere possesso di tutta Napoli, Ciro ci rimane male: accecato dalla sua sete di potere, dal suo bisogno di provare a tutti, ma prima di tutto a se stesso, di essere più intelligente, più furbo, più bravo del padre, Gennaro ancora non ha capito cosa è veramente importante. E' tutto lì davanti ai suoi occhi, ma lui non vede. Proprio come Ciro fino a non moltissimo tempo fa.

 

La conclusione della parabola del Ciro "giustiziere" non può che essere la morte, e infatti è proprio così che si conclude il suo percorso. A differenza però di tante morti viste in Gomorra - La serie, la sua non gli arriva addosso senza possibilità di scelta. Ciro sceglie deliberatamente di sacrificarsi per salvare la vita a Gennaro. Sceglie di mentire a Enzo dicendogli che è stato lui a tramargli contro, e sa di firmare la sua condanna quando dice di essere stato lui a far uccidere Carmela. Solo morendo potrà salvare la vita all'amico fraterno. Nella speranza che finalmente Gennaro capisca la lezione.

 

A giudicare dal percorso di Gennaro, però, dubitiamo fortemente che la lezione sia stata compresa e assimilata. La spietatezza del personaggio di Salvatore Esposito è un dato di fatto, e poco importa se quando è con Azzurra e il figlioletto sembra trasformarsi. Sotto sotto, è il degno erede di Don Pietro, è questo che gli scorre nelle vene ormai, non sangue, ma veleno. Mosso da un'ambizione sfrenata e dal desiderio di arrivare dove il padre non è mai arrivato, crede di essere in grado di tenere a bada quello squalo di Giuseppe Avitabile e di avere il rispetto dei Confederati, ma deve presto ricredersi. 

 

Tradito da Gegé, dal socio calabrese che tempo addietro gli evitò di fare una brutta fine in Germania, e dai Confederati, che lo disprezzano perché è uno di Napoli nord, Genny si trova a dover ripartire da zero, e fa di tutto per rimettersi in pista. L'obiettivo, quantomeno è questo quello che fa credere a Ciro, l'unico di cui può veramente fidarsi, è riabbracciare Azzurra e Pietro. Ma quando viene fuori che è stato lui a uccidere Carmela, l'Immortale, e noi spettatori con lui, capiamo che Gennaro mira ad altro. Mira alla guerra, mira all'eliminazione totale dei Confederati, e alla presa di Napoli, che dev'essere tutta sua. In barba a chi ha sempre pensato che quelli di Secondigliano e dintorni non sono altro che degli esseri inferiori.

 

Se i suoi piani non vanno totalmente all'aria verso la fine della stagione è solo per merito del personaggio di Marco D'Amore, che, scevro da qualsiasi ambizione e mosso solo dal desiderio di aiutare l'amico e fare ciò che lui considera giusto, ha la lucidità necessaria per analizzare e prevedere ogni possibile scenario. E grazie ovviamente al personaggio di Cristiana Dell'Anna, grazie a Patrizia, capace di manipolare chiunque e senza neanche troppo sforzo. E' lei che tiene a bada quella mina vagante di Scianel.

 

Quando finalmente Genny riabbraccia Azzurra e Pietro, e quando vediamo saltare per aria Avitabile, pensiamo che sia tutto finito, ma ovviamente non è così. Neanche essere andato a tanto così dal perdere per sempre moglie e figlio ha frenato la sua ambizione. Lui vuole prendersi tutto, vuole fare la guerra, e vuole vincerla. Ciro gli dice di riflettere, di calmarsi, c'è bisogno di fare la pace, e Gennaro sembra dargli retta. Cosa ne sarà di lui senza la guida dell'Immortale? Come supererà il trauma di essere stato proprio lui a premere il grilletto? La speranza che il sacrificio di Ciro sia servito a fargli capire quali dovranno essere le sue priorità da lì in avanti è flebile, ma c'è. Forse l'idea di andare alla conquista di Napoli sarà abbandonata. Forse il desiderio di Azzurra di andarsene lontano da quel mondo così marcio sarà esaudito. Conoscendo Gennaro, però, temiamo che non succederà niente di tutto questo, e che il suo unico pensiero sarà la vendetta. Sarà veramente così? Lo scopriremo nel 2019, quando arriverà la quarta stagione di Gomorra - La serie. 

 

Gomorra 3, coppie da set: Salvatore e Marco